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Mentre passeggiate tranquillamente tra le antiche strade di Modena, potrebbe capitarvi di incespicare tra le radici del tempo e ritrovarvi a Mutina, l’antico nome latino della città emiliana, già conosciuta da fonti greche ed etrusche. Succede per Varchi nel tempo, progetto che, da sabato, 7 aprile, a domenica, 8 aprile, in occasione degli ultimi giorni di apertura della mostra “Mutina Splendidissima” al Foro Boario, svelerà i monumenti romani sepolti. L’iniziativa nasce dal dialogo tra archeologia e street art, particolarmente riuscito a Modena che conserva i resti della splendidissima Mutina ad alcuni metri di profondità, nel sottosuolo del centro storico, dove la tecnica anamorfica degli street artist è riuscita a creare sprofondamenti illusionistici nel terreno, capaci di svelare i più rappresentativi monumenti sepolti.
Le opere, realizzate da Kurt Wenner, Julian Beever, Leon Keer, Eduardo Relero e Vito Mercurio, vengono di nuovo esposte nel centro storico, per far emergere, dalla stratificazione della memoria e dell’architettura, l’anfiteatro, le terme, la domus, le mura e il capitolium di Mutina, nei luoghi che ne custodiscono i resti, come Palazzo Carandini, Palazzo della Provincia, Piazza Grande, Piazza Roma, il sagrato della chiesa di San Biagio. Inoltre, sabato e domenica, in ogni postazione sarà presente un archeologo dei Musei Civici per illustrare al pubblico la città sotto alla città. E per chi presenterà un selfie, scattato davanti a uno dei Varchi nel tempo, ingresso gratuito alla mostra Mutina Splendidissma.












