09 aprile 2018

Here We Are, Outdoor Festival. La cultura metropolitana del domani, al Mattatoio di Roma

 

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Nato nel 2010, con l’intento di promuovere la street art romana e la cultura suburbana, Outdoor, festival dedicato alla cultura metropolitana, nel tempo ha ampliato i suoi obiettivi ridando vita a spazi urbani e cambiando le abitudini di chi vive e abita a Roma. In questa sua ottava edizione, dal 14 aprile al 12 maggio, il festival evolve ancora, occupa gli spazi del Mattatoio e celebra “Heritage”, Patrimonio, tema centrale a livello europeo nell’anno del patrimonio culturale. 
Promosso da Roma Capitale, in collaborazione con partner culturali, istituzionali e internazionali e con l’Azienda Speciale Palaexpo, che ha concesso l’occupazione complessiva degli spazi del Mattatoio, il Festival, ideato e diretto da Nufactory, agenzia nata a Roma nel 2009, si articola in varie sezioni, proprio come l’odierna cultura popolare che indaga. Arte, Musica e Televisione saranno dunque le protagoniste principali, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle Conferenze e quella del Mercato, realizzato in partnership con Wave Market, che ospiterà circa 40 laboratori e una zona dedicata alla vendita dell’artigianato contemporaneo.
Riflettendo sul Patrimonio come forma di eredità, il padiglione Arte 9B, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si trasforma in un grande labirinto esploso, progettato dagli architetti del collettivo Orizzontale, moltiplicatore di spazi, di diversi punti di vista, nei quali immergersi per scegliere la propria esperienza attraverso quattro percorsi che riflettono i diversi modi di rapportarsi al Patrimonio ed agli eventi che lo hanno formato. Il primo percorso, Disobedience, racconta la strada che rifiuta la storia, gli elementi di discontinuità nel racconto introdotti da diverse generazioni di artisti che dal ’68 hanno lavorato e modificato la cultura urbana, come la giovane crew di writer tedeschi Berlin Kidz, che in pochi anni ha modificato lo skyline berlinese, importando graffiti ispirati all’alfabeto brasiliano, o l’artista francese Mathieu Tremblin, che tappezzerà sagome gialle con stickers raccolti per Roma, che, legati per la loro viralità alla stratificazione della città fanno parte di una nuova cultura non ufficiale. Il percorso Total Recall riunisce invece artisti che interagiscono con il passato e lo usano attivamente come bacino di idee, rielaborando i codici della tradizione con richiami ironici e nostalgici alle principali avanguardie storiche, come fa il romano Leonardo Crudi, o a temi più classici, come Madame, artista parigina che lavora sull’icona della Pietà. Il terzo percorso, Speedlight, propone un nuovo sistema di rivolgersi al passato attraverso un movimento istantaneo per tornare al futuro. Lo street artist inglese Kid Acne lavora ancora sul linguaggio e le parole, trovando nuovi modi per fissare nella memoria cosa si rischia di lasciare, andando troppo veloci. Con il quarto percorso, Retromania, sono gli oggetti industriali prodotti per un mercato di massa, a diventare i veri protagonisti. Attraverso le fotografie di Ricky Powell, soprannominato il quarto Beastie Boys, che ha documentato la scena artistica underground newyorkese, oggetti dell’abbigliamento comune acquisiscono un valore iconografico diventando, oggi, prodotti elitari da collezionismo, come è successo per la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, che testimonia la rapida evoluzione dei codici del Costume. 
Facendoci perdere nel labirinto per ritrovare la nostra strada, Outdoor indaga il concetto odierno di Patrimonio per renderlo più accessibile e attivo e mette in risalto il singolo e le proprie scelte, permettendoci di assumere un ruolo attivo nell’analisi dell’identità individuale e collettiva e per una nuova visione del futuro. 
Il Padiglione 9A, sempre dedicato all’Arte, ospiterà i partner che porteranno la loro idea di Patrimonio presentando istallazioni e progetti innovativi. Il progetto Stories di Google Art and Culture tratta della digitalizzazione del patrimonio immateriale e orale di alcuni quartieri periferici di Roma, mentre lo IED-Istituto Europeo di Design, presenta Map of Null, un’istallazione audiovisiva che ha coinvolto studenti e docenti. Il padiglione ospiterà inoltre Express yourself, un progetto performativo per lasciare il proprio segno all’Outdoor e mettere nuovamente l’individuo al centro della ricerca. 
Come da tradizione, la Musica sarà la protagonista di tutti i sabati dell’Outdoor con una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni e con un’istallazione immersiva e sensoriale che farà vivere al pubblico un’esperienza live unica. Gli appuntamenti domenicali, realizzati in collaborazione con la RAI, saranno invece dedicati alla Televisione, scelta da Outdoor per il suo sapore vintage, e trasmetteranno i programmi più importanti che hanno contribuito a formare la nostra società contemporanea. 
In questa nuova forma Outdoor non è più solo un festival di street art, è il festival dei linguaggi contemporanei che sono potenzialmente il Patrimonio di domani. (Elisa Eutizi)

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