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“Con questi soldi a Capracotta ci facevo un mese” sbottava un esilarante Conte Max pagando il conto di un hotel a Cortina, nel noto lungometraggio del ’56 diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Alberto Sordi.
Un gruppo di capracottesi emigrati a Roma e grandi fan dell’Albertone nazionale si sono fatti promotori di un iniziativa che, a sei mesi dalla scomparsa, ha prodotto come risultato il primo monumento ufficiale dedicato a Sordi, inaugurato nella cittadina molisana lo scorso 23 Agosto. Il soggetto? Una sedia da regista con sopra un giornale ed un cappello a cilindro. L’artista? Niente di meno che Josè Val Roy Dalì, figlio del grande Salvador.
[exibart]










Ma non mi dite, se non è baronismo nepotico questo, morto un logo se ne fa un’ altro…, il figlio di Dalì, riesumato Avid Dollars…, come si suol dire buon sangue non mente…, perchè non fate una bella inchiesta sui figli, nipoti e cugini vari mirabilmente inseriti nel sistema dell’arte pubblico e privato e nelle istituzioni artistiche? per capire, per informare…, ed evitate questi toni trionfalistici, nientepocodimeno che il figlio di…., vi screditate, perdete di credibilità, quì ci sono utenti-consumatori-produttori seri, non informateci da caproni pecoroni da novella 2000 e cronaca vera…