-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
“Hanno dovuto spiegarmi che si trattava di grandi artisti internazionali: quelle opere, credevo facessero parte dell’arredamento“. Lo ha detto ammesso il sottosegretario alla cultura con delega allo sport Mario Pescante, riferendosi alle opere minimaliste della collezione Panza di Biumo visitate al Palazzo della Gran Guardia di Verona, recentemente restaurato.
Giunto nella città scaligera per un importante incontro internazionale sullo sport, Pescante è intervenuto all’inaugurazione della mostra La creazione ansiosa: da Picasso a Bacon a Palazzo Forti, durante il quale è stato sollecitato a prendere la parola per un breve saluto.
“Il compito sarebbe stato meglio assolto dall’amico Sgarbi” -ha continuato il viceministro, riferendosi al suo ex parigrado- “che però attualmente si trova in aspettativa”.
Certo, forse Sgarbi avrebbe potuto meglio dir la sua sulla mostra di Palazzo Forti; altrettanto certamente, rispetto alla collezione Panza, non abbiamo però dubbi che l’avrebbe pensata alla stessa maniera di Pescante il quale, ingenuamente, ha fatto un commento in fondo azzeccato, notando l’assonanza tra le espressioni minimaliste, l’arredamento e il design moderni, certamente destinatari ed eredi di quella sensibilità riduttiva e sintetica che ha caratterizzato molta parte della seconda metà del secolo scorso…
[exibart]










Il fatto che si tratta di opere della collezione di un influente collezionista,
presenti pure in altri musei per quanto influenti a loro volta , non esclude il fatto che sia legittimo criticare queste opere.
Esistono al mondo molti collezionisti non influenti che collezionano cose diverse e sono
legittimamente annoiati dalla perentorietà
di certi valori assoluti.
Altra osservazione, forse il signor Pescante,
essendo a digiuno dell’argomento si è permesso
di esprimere ad alta voce un’osservazione
indipendente (senza la consapevolezza delle questioni in gioco) così come invece non osano fare molti “addetti ai lavori” per viltà e spesso per mancanza di spirito critico. Commenti del genere ne ho sentiti e ne sento molto spesso, e
non mi pare che vengano necessariamente da
persone incolte o stupide.