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E’ in dirittura d’arrivo e, nel bene o nel male, segnerà questi anni di ‘governo-Urbani’ al Ministero della Cultura. Sarà esaminato dal Consiglio dei Ministri durante il mese di Ottobre il “Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici”. 160 articoli a cui Giuliano Urbani tiene moltissimo e che vanno a rivangare in una serie di regolamenti e normative più o meno risalenti agli anni Trenta.
Inalienabilità dei beni culturali, marchandising museale, servizi aggiuntivi (Legge Ronchey), gestione congiunta pubblico-privato. Ecco qualche tematica che sarà regolamentata dalla nuova carta. E poi ci sarà una forma di devolution, molti poteri passeranno infatti alle Regioni, ma anche alle provincie, ai comuni ed alle costituende città metropolitane. Il ministero –che a seguito dell’approvazione del Codice subirà un profondo processo di riorganizzazione- da parte sua conserverà su tutti gli ambiti un ruolo di controllo e di autorizzazione.
Tra qualche settimana potremo leggere l’effettivo testo del Codice e commentarlo com maggior cognizione di causa.
[exibart]










Speriamo che il nuovo “ordinamento” dei beni culturali non si riveli un disastro. Sono troppi i segnali negativi che da tempo aleggiano intorno alla “devoluzione culturale” urbaniana. Il sito “www.patrimoniosos.it” ha allertato da tempo molti uomini di cultura, che hanno espresso importanti pareri in merito. Lo consultino gli amanti della vera cultura artistica, e non solo…Che Dio ce la mandi buona, in un’epoca di follia politica come la nostra!