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La 161° Esposizione di Arti Figurative, organizzata dalla veneranda Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, ha goduto di ben poco risalto. E dire che si tratta di un’esposizione che conta 370 artisti per un totale di 500 opere, nella sede di una Società fondata addirittura nel 1842.
Mettendovi piede l’arcano si svela: il primo termine che sovviene è imbarazzante. Citare l’elenco delle opere inguardabili occuperebbe troppo. Così annaspano nel fango i lavori interessanti: che sono di artisti riconosciuti –certo non pezzi memorabili, ma dato il contesto… – o di personalità emergenti e meno note: tra gli altri, una tempera su carta di Luigi Spazzapan e una di Mario Sironi, una splendida serigrafia su plastica del compianto Enrico Baj e una più modesta litografia di Renato Guttuso. Poi I guardiani (2003) di Elena Perosino o Riflessi (2002) di Adriano Carpani.
Insomma, non ci si può far vanto a catalogo del proprio “eclettismo” e poi affastellare senza alcun criterio né ritegno mezzo migliaio di lavori. Con tutto il rispetto, poi, l’allestimento non può essere affidato alla segretaria (carta canta!): sono per lo meno competenze differenti… (marco enrico giacomelli)
[exibart]








Su Torino continuano le scoperte dell’acqua calda.Da sempre la Promotrice, spazio bellissimo, organizza annualmente una discutibile esposizione per accontentare i soci, per poi affittare i locali, a prezzo altissimo, al miglior offerente, generalmente, ed a fasi alterne quanto a frequenza ed interesse degli eventi, a Regione e Comune, ma anche ad artisti singoli, come nel caso abbastanza recente di Cingolani.
Edoardo, ma cosa c’entra la gestione, le mostre vanno giudicate per la qualita’. Se la quadriennale fosse stata all’altezza… ma questa quadriennale avrebbe fatto schifo anche esposta alla Tate Gallery o a Rivoli. Non credi?