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La Federazione dei Democratici di Sinistra di Milano, attraverso la cooperativa Risorgimento, che ne gestisce le proprietà immobiliari, hanno definitivamente sfrattato il Circolo Culturale Bertolt Brecht.
Si aspetta solo che la ruspa arrivi per spianare via Padova 61, dove il Circolo opera da 43 anni. Dopo l’ultima mostra il circolo è costretto a sospendere tutte le attività: concerti, lettura di poesia, cicli di mostre fotografiche e d’arte contemporanea, presentazione di progetti urbanistici e architettonici per una città in continua mutazione, corsi serali di fotografia e d’arte applicata, conversazioni con gli extracomunitari, conferenze, tavole rotonde e incontri con gli autori…
Il circolo, dalla sua sede storica, ha inciso profondamente sul territorio circonstante, e sul panorama culturale non solo della città di Milano, ma di tutta la provincia e della regione. Per questo siamo in attesa che il Comune di Milano confermi “fattivamente” la possibilità per il Bertolt Brecht di continuare la propria variegata attività culturale, trovando al Circolo una nuonva sede.
Il circolo invita tutti coloro che vogliono vivo e attivo il “Bertolt Brecht” a firmare e fare firmare la petizione allegata, oppure di firmarla on line, che chiede a chi di dovere, di aiutarci a trovare una nuova sede. Affinché la raccolta firme sia valida, è necessario inserire oltre alla propria firma, il numero del proprio documento di identità. Le firme raccolte andranno poi inviate per posta a: Circolo Culturale Bertolt Brecht – Via Padova 62 – 20127 Milano.
[exibart]










Decisione squallida derivante da gente squallida, dove gli interessi meramente “terra terra” e ovviamente di partito, faranno sparire un altro veicolo di cultura per lasciare posto a non so cosa, ma sicuramente a qualcosa che rispecchia la loro imbecillita’ ed ignoranza in tutti i sensi.
Rovistando in questo sito, che reputo molto interessante, mi sono imbattuto in questa pagina che da un lato, è triste per il circolo, dall’altro mostra lo squallore di chi ha sempre preso in giro le persone con “cosa 1” “cosa 2” ecc. ecc.
La verità a mio modesto avviso, che poco sò di arte e ncor meno di politica, è che ormai viviamo in un mondo di indifferenza verso tutto e tutti, al diavolo la cultura, l’arte, l’onestà, al diavolo ogni buona intenzione, viva la rozzezza, il tornaconto personale, il meglio l’uovo oggi perchè tanto non si sa se domani la gallina sta ancora qui.
Viva la cultura dell’interesse che fa diventare sempre più servili verso il potere, fino a raggiungere una posizione di schiavismo e se solamente alzi un attimino la testa, anche solo per vedere se c’è il sole, ti sfrattano.
Animo ragazzi, le lotte sessantottine questo hanno prodotto, indietro non si può tornare, però si può lasciare il passato alle spalle e cercare un modo più coerente di vivere in questo marciume che esalta la corruzzione, le cose pubblicizzate a discapito del meglio a cui abbiamo rinunciato in nome della modernità e della smania di grandezza.
Potrei essere solidale con il circolo, ma forse sarei io stesso un ipocrita, in fondo mi fa piacere il manifestarsi di certe cose che fanno rimettere i piedi per terra a chi era convinto di essere quasi un semidio.
GABRIELE GISENDORFF