Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Testimoniava 5 secoli di arte applicata all’alabastro, ma è durato solo tre anni. Il Museo dell’Alabastro di Volterra, nato nel 2001 per iniziativa privata del collezionista Mario Bruchi, chiude i battenti. Ricavi scarsi, poca sinergia con gli altri musei comunali, costi di gestione elevanti hanno convinto Bruchi ad abbandonare il progetto nonostante i 30mila visitatori ricevuti in soli tre anni. Le opere, ben 600 pezzi dal XVI al XX secolo, saranno messe all’asta da Christie’s a fine febbraio.
E i grandi locali dell’ex convento degli Agostiniani dove il museo aveva sede? “Preferisco affittare a qualcuno, è più conveniente” ha dichiarato Bruchi.
[exibart]










che tristezza…..
Certo che è triste, ma com’è che questo signore non è riuscito ad entrare nella rete dei musei locali della Toscana? Com’è che non trova fondi per mantenere viva la sua iniziativa che era così interessante? è vero che è più facile avere finanziamenti per iniziare che per continuare… però così mi sembra davvero troppo!