17 febbraio 2004

La rivista Urban insiste: i vandali sono poeti e artisti di strada

 

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Qualcuno fermi quelli del mensile Urban, ma dal punto di vista legale però, non solo intellettuale ed editoriale!
La freepress diretta da Alessandro Robecchi aveva fatto rivoltare lo stomaco a tutte le persone per bene uscendo (lo scorso numero) con un articolo che elogiava gli imbrattatori metropolitani, i maledetti vandali di strada che infestano i muri delle nostre meravigliose città. Nella criminale filosofia del terribile pezzo (scritto da una giornalista de L’Unità), i distruttori diventano artisti di strada, creativi metropolitani, vivacizzatori urbani, poeti addirittura…
L’allucinante articolo ha creato, come prevedibile, delle reazioni. Non solo civili come le lettere giunte in redazione (cui il direttore ha risposto con sfacciata sufficienza affermando condannabili assurdità come “una scritta sul muro non è una violazione delle libertà altrui”. Qualcuno vada ad illustrare a questo genio dell’editoria contemporanea che se si fa un danno poi si deve porvi riparo, con dispendio di denari, energie e tempo), ma anche violente come le scritte contro Urban apparse sui muri del palazzo milanese dove la rivista ha sede.
Quale è stata la risposta della rivista? Ha condannato i vandali che per rispondere ad un articolo hanno imbrattato un condominio che dovrà essere ripulito? No, dopo aver trovato le scritte, Urban ha insistito, le ha pubblicate sul numero attualmente in circolazione, se ne è vantato al grido Evviva, siamo finalmente famosi. Queste scritte ce le appuntiamo come una medaglietta. Finalmente un graffito si ricorda di noi…

In un commento precedente a questa lurida istigazione alla più becera e subdola delle delinquenze, invitavamo gli esercizi romani (l’articolo che glorificava i vandali si riferiva alla Capitale) che distribuivano Urban a rifiutare le copie delle prossime uscite. Ora, preso atto dell’insistenza, chiediamo ad associazioni culturali, centri di quartiere, amministrazioni comunali (il Comune di Roma spende milioni, ogni anno, per combattere questa assurda piaga che non risparmia palazzi storici, monumenti, arredo urbano, scuole, musei, aree di pregio…) o circoscrizionali a denunciare la testata Urban e fare in modo che venga seriamente processata per apologia di reato a mezzo stampa. E che venga costretta a pagare un consistente risarcimento a enti e cittadini direttamente ed indirettamente danneggiati.

Se c’è una cosa che deve essere perseguita in ogni caso quella è il vandalismo di chi passa il proprio tempo libero a distruggere ciò che di più prezioso possiede il nostro paese: il patrimonio artistico, urbanistico, ambientale e culturale. Se per i vandali c’è da augurarsi l’arresto, per i sobillatori -come Urban- non c’è da augurarsi sorte dissimile.

articoli correlati
Il nostro primo articolo sulla questione
Progetto di legge contro i vandali

[exibart]

17 Commenti

  1. I TONI DI QUESTO COMMENTO, SAPIATELO, VOGLIONO ESSERE SERI, MA SOPPRATTUTO SPERITOSI.

    ma che vi è successo!! diventare così reazionari di colpo!, ma vi rendete conto che quello che consigliate, quindici anni fa avrebbe portato in galera un mucchio di artisti contemporanei di oggi- nomi (come ormai è passato del tempo so di non fare il delatore): matteo Basilè, Rafael Pareja, Alessandro Gianvenuto, Esteban Vivaldi ,ec.
    Dai, e poi Urban non male per niente, si legge benissimo dal parruchiere, nel caffe del campo, negli aperiti per strada

  2. nel mio commento al primo articolo che avete scritto su questa questione avevo dimenticato di dire una cosa. imparate a firmarvi. è facile e decisamente codardo citare nomi e cognomi di direttore e giornalista di urban, (visti i vostri toni non mi sarei stupita di trovarci anche l’indirizzo di casa, per istigare -voi sì, e con violenza- qualche vandalo a qualche eroica scritta di vendetta) e poi lasciare il vostro articolo firmato solo “exibart”. complimenti davvero.

  3. sono daccordo con Antonio non dovremmo preoccuparci deglii imbrattatori metropolitani non sono loro a svuotare le casse dello stato per rimediare ai danni metropolitani e i beni culturali culturali!!
    preoccupiamoci per chi restaura quei beni culturali male e dipendiosamente!! Palermo per esempio e’ uno scempio!
    preoccupiamoci a non distribuire o comprare giornali che ormai fanno solo interessi di mercato e informazioni controllate su affari piu seri!!
    preoccupiamoci di chi usa i soldi della cultura per creare manifestazioni “culturali” oscene!!
    preoccupiamoci a creare prog.e idde per imbrattare a dovere migliorando squallide periferie …stazioni ipocondriache metropolitane anemiche ospedali e uffici pubblici tristi !
    preoccupiamoci del fatto che i beni culturali architettonici o munumentali sono sempre quelli ereditati non produciamo nulla di cosi imponente da distrarci dall’imbrattamento del passato!
    preoccupiamoci dell’inesistente competitivita culturale contemporanea del nostro “bel paese” rispetto all’europa .
    Non si investe sui giovani ma sull’antico ,non sul nuovo “criticabile” ma sul vecchio rassicurante e sicuro!
    Tutto e’ facile da capire osservando gli artisti italiani contemporanei che rappresentano l’italia all’estero ..in tutte le manifestazioni internazionali .Sono stati abbandonati alle origini e ora noi diciamo che ci rappresentano. Loro rappresentano se stessi e sono finanziati da altri paesi.!

  4. assolutamente d’accordo coi tre precedenti;
    prima di tutto caro il mio moralista firmati, e poi una cosa sono le scritte del cazzo tipo forza roma e un’altra i graffiti, e di artisti che hanno iniziato così ce ne sono molti e molto famosi, haring su tutti.
    apologia di reato??? ma per favore pensa alla salute che è meglio

  5. a parte il fatto che le nostre città non sono affatto meravigliose, anzi.
    a parte il fatto che semmai è un’indecenza che siano i cosidetti imbrattatori a dover rendere vive opere che architetti, geometri, ingegneri, urbanisti e politici vari fanno nascere già morte
    a parte il fatto che non si dovrebbe generalizzare confondendo vandalismo (che pure esiste) con espressioni di una cultura diversa da quella di chi scrive (anche questa esiste…)
    a parte che non si dovrebbe scrivere di cose di cui non si è sufficentemente informati
    a parte il fatto che i critici non dovrebbero criticare gli altri critici
    tutto il resto va bene. …ma c’era del resto nell’articolo?

  6. Sono daccordo con i precedenti commenti, la reazione da parte vostra mi sembra spropositata e l’atteggiamento mi sembra un pò troppo reazionario.
    Questo è il link della mia mostra l’anno scorso http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=6723&IDCategoria=1&Mp=True.
    Rassegnatevi, sono un ex graffitista che adesso si ricicla con grande difficoltà artista, vi esorto a comprendere che i graffiti (quelli che esprimono delle individualità, non le scrittacce politiche o dei tifosi) sono inevitabili, sono l’evoluzione di una necessità tutta umana di combattere una società ed una “cultura” che annienta i singoli.
    Sono la risposta al continuo, inesorabile e subdolo bombardamento semiotico, che la società del consumo esercita su di noi; sono il grido stesso della città.
    Cerchiamo di capire perchè molti di questi artisti non hanno rispetto per le opere d’arte, dell’incapacità che abbiamo a trasmettere l’arte e l’architettura come valore culturale.
    Arrabbiamoci invece per le centinaia di splendidi palazzi storici che sono “perennemente in restauro”.
    Nascosti a noi ed alla città, solo per speculare sulle enormi superfici pubblicitarie vendute, che ci esortano ad aquistare l’ultimo ed inutile telefono cellulare. Mi, sento come cittadino, più violato nelle mie libertà da questo che dalle scritte sui muri di persone che, cercano di capire chi siano se stessi, anche scrivendolo sul muro.

  7. Caro anonimo, spero di non rivestire il mio messaggio della tua presunzione ma sento davvero di dirti che andare contro una cultura di strada sia la cosa meno opportuna da fare,visto e considerato che le città vivono collassi proprio “grazie” al grigio e alla staticità, alla TRISTEZZA di certi quartieri e strutture, pensate da chi vorrebbe vederci chiusi in scatole grigie. Non conosco il tuo bagaglio artistico-culturale,ma ti invito a pensare a qualcuno tipo Basquiat, o tanti altri oggetto dell’attenzione internazionale di critici e artisti che dagli anni ottanta hanno dato forma al più grande “diario di Bordo” delle strade, con messaggi di vita vissuta veramente, con opinioni, lamentele dal substrato anonimo, quello che “non conta” che non può fare conferenze e dire ciò che pensa, e che si esprime e sempre urlerà con i colori sui muri delle nostre città!!!!

  8. il problema è uno solo: qua si parla di graffiti e di writers completamente a sproposito. in entrambi gli articoli di urban non c’è manco UNA foto di graffiti o di qualunque altra espressione vagamente creativa. sono solo scarabocchi e imbrattamenti vari spacciati per POESIA URBANA

    quella non è cultura di strada, è inutile vandalismo

  9. Exibart con quest’articolo e il precedente si sta rendendo ridicola.
    [rettifico: come in tutti gli altri articoli nati da invidie e scaramuccie con le altre riviste del settore]

  10. same old bullshit.

    spray=vandalo x MarioRossi

    condominioalveare=>appalto=>magnamagna=legale x MarioRossi

    architettura=robadafreak x MarioRossi

    arte=robadafroci x MarioRossi

    e il bel paese va in bruttura.

    chi lo sta rovinando VERAMENTE?

  11. La mia casa a Napoli è in un palazzo di fine ‘800 situato su una collina meravigliosa e panoramica, con splendide ville del ‘700 ed ancora del verde…alcuni di quelli che qualcuno ritiene ‘poeti’ ed ‘artisti’ ama decorare il mio palazzo con preziosi graffiti inneggianti i genitali femminili, la scarsa moralità di qualche amica, il duce Benito Mussolini e tante altre interessantissime tematiche. Il tutto senza tecnica, stile, estetica, ma col ricorso alla rimozione delle panchine, alla distruzione delle piante e degli scorrimani e di quanto altro trovano nel loro raggio d’azione. Per quel che mi riguarda questi ‘poeti’ difficilmente sono considerabili essere umani.
    Ognuno si tenga le proprie idee sull’arte, ma si assuma la responsabilità di diffonderle.
    PALMITO scandalizzato!

  12. Se una strada è una strada, una strada con l’immondizia per terra è una strada con la vita intorno. E noi, come dire, lo preferiamo
    Se un cassonetto è un cassonetto, un cassonetto incendiato è un cassontetto con la vita intorno. E noi, come dire, lo preferiamo.
    Se un telefono pubblico è un telefono pubblico, un telefono pubblico scassato è un telefono pubblico con la vita intorno. E noi, come dire, lo preferiamo.
    Se un barbone, un negro, un handicappato, sono dei barboni, dei negri, degli handicappati, un barbone malmenato, un negro insultato, un handicappato discriminato hanno la vita intorno. E noi, come dire, lo preferiamo.
    A Robbé, che cazzo dici? Nessuno, dico nessuno in una società civile, ha il diritto di legittimare la violenza sul prossimo, perché poi si fa presto a fare, e tu lo sai bene, di tutte le erbe un “fascio”. Sculta ammé: fai due passi indietro e… spero che scivoli sullammerda che hai seminato alle tue spalle.

  13. hei ragazzi i toni!!!! moderiamo i toni!!!!, sopprattuto se e il vigliaco anonimato a protegerci.
    Per l’enessima volta non avete capito che è la solita trovata di tonelli per farci conoscere Urban: leggerlo, includerlo nella nostra memoria per poi, fra non molto apparire come urban online tramite exibart – perche vi siete resi conto che il bel politi, dopo che aveva annunciato tramite le sue news un ARTICOLONE sul Bulletto di siena a taciuto per sempre?? – non vi siete domandati il motivo? la risposta fra non molto: flash art online , tramite il miglior portale d’arte che c’è in italia EXIBART, naturalmente.

  14. VOI LEGALMENTE CI AVETE RIEMPITO QUALSIASI SPAZIO NEL NOSTRO CAMPO VISIVO E MENTALE CON I VOSTRI “VOTAVOTAVOTA”E I VOSTRI”COMPRACOMPRACOMPRA”E NOi ILLEGALMENTE CI RIAPPROPRIAMO DEI NOSTRI SPAZI VITALI D’ESPRESSIONE,PREOCCUPATEVI DI PIù QUANDO NN CI SARANNO PIù QUELLE SCRITTE.

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