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Non è finita la febbre da dismissioni in casa Fiat. Il Lingotto, dopo aver dato via le assicurazioni della Toro, i servizi della Fidis, gli aerei della Avio, sta pensando sempre di più a vendere la sua istituzione culturale lagunare. Secondo quanto afferma il settimanale Panorama Economy di venerdì 5 marzo, l’azienda torinese sarebbe in fase avanzatissima (praticamente al livello contrattuale) per concordare la vendita del prestigioso Palazzo Grassi ad un consorzio veneziano. I componenti del consorzio? In primis il Casinò, di proprietà del comune, che avrà il 50,01%, a seguire un 30% per la Fondazione Cassa di Risparmi di Venezia. I vantaggi della Fiat? Togliersi dai piedi la gestione di una struttura in perdita, rimanervi comunque come proprietari del 20% e incassare 12 milioni dalla casa da gioco e dalla fondazione.
L’obiettivo dei nuovi soci sarebbe quello di rendere profittevole il palazzo, iniettandovi un tot in più di sano spirito commerciale e di marketing. Ma dopo gli ultimi anni di crisi –Palazzo Grassi aveva decisamente risentito dell’appannamento della casamadre torinese, e questo era evidente nella qualità e nell’attitudine delle ultime mostre- l’istituzione tornerà un grande centro culturale internazionale o si convertirà in pura occasione di business per i nuovi proprietari?
[exibart]











