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Sarà tutto all’insegna dell’architettura e del recupero delle aree dismesse il nuovo tour estivo di Claudio Baglioni che, guarda un po’, si è da poche settimane finalmente laureato in questa materia alla prestigiosa università di Valle Giulia a Roma. La serie di concerti è partita dall’affascinante Gazometro dell’Ostiense, a Roma, oggetto della tesi di laurea del cantantautore. Le prossime tappe? Tra le altre la cattedrale di Trani, il Parco Archeologico di Manduria, l’Anfiteatro di Cagliari ed il velodromo di Palermo.
[exibart]














Arch. Baglioni, e’ chiaro e lampante per tutti quelli che sono stati allevati nell’ambito della formazione architettonica, e mi riferisco a tutti i neo laureati o giovani designer, critici ecc..che la sua presenza appare come una meteora infinitesimale nel firmamento della condizione architettonica-accademica-mercato italiana….questo sussulto non si riferisce tanto al merito della condizione del suo corso di studi in architettura…quanto al “segno” che attraverso di lei puo’ passare a tutti gli altri, credo sia piu’ chiaro quanto questo segno possa dare agli altri nel senso di come la condizione di creativo-architetto-creatore-operatore culturale sia una condizione elitaria e assoluta per sua natura…
e quanto la condivisione di intenti e schieramenti sia, intesa come condizione dell’architettura italiana,
oltremodo perdente.
In questo senso il “segno” che possiamo apprendere e’ come la condizione di artisti presuma un territorio filosofico-progettuale delimitato,gli artisti sono dei condottieri di cartone.,l’artista e anche l’architettura e’ sedimentata in un luogo a se’…..in questo senso mi spiego perche’ grandi architetti non siano laureati,grandi architetture importanti per la gente non vengono partorite dal mondo accademico, masse di studenti annichiliscono il loro percorso di architettura senza una vera realizzazione….perdendosi in un mondo del lavoro che maleli assimila come operatori…
caro Claudio, al di la’ dei tumulti degli operatori del settore mummificati negli atenei sei invocato come “il segno” di come in qualche modo e maniera, in un modo o un’altro, l’arte la poesia o il talento vero possa,come debba l’architettura, essere per gli altri e utile alla moltidudine,come un canto all’animo,come se cantare fosse dei pochi per voce di tutti, come l’architettura sia fare architettura per la via della gente e per il canto di riverbero di tutti i dolori e amorosi tam tam..
auguri
francesco pietrella