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10
novembre 2008
fino al 15.XI.2008 Nardiescopetta Foggia, Paolo Erbetta
altrecittà
Un viaggio tra analisi razionale ed esperienza emotiva, tra oggetti quotidiani e pensiero astratto. Lungo il quale immagini auliche prendono la forma di oggetti umili e apparentemente privi di senso...
Il giovane duo marchigiano Nardiescopetta, composto da Francesco Nardi (Corridonia, Macerata, 1974) e Andrea Scopetta (Macerata, 1977), partito dalla ricerca del “senso perduto” di oggetti d’uso quotidiano, ha raffinato lo studio verso esiti più concettuali, mirati a rintracciare nelle originali iconografie l’essenza poetica connessa a tutte le cose.
Immagini “auliche” si svelano sotto l’occhio dei due artisti, prendendo forma e consistenza attraverso un’operazione al contempo mentale ed emotiva, che favorisce la rilettura in chiave lirica non solo del senso connesso ai più banali utensili, ma anche di concetti o soggetti appartenenti all’immaginario collettivo. Un lirismo tutto giocato sul sottile confine tra bellezza, intesa in senso archetipico, e riflessione sulla realtà.
Ed ecco che, all’ingresso della galleria, compaiono cento cartoline su una mensolina, a tal punto bianca da confondersi con la parete. Le cartoline sono impilate una sull’altra e sembrano quasi sospese nel vuoto, tutte fuori corso, ognuna delle quali riporta un timbro postale diverso dalla località rappresentata e tutte inviate da amici e colleghi del duo alla sede della galleria. Un’azione semplice, che mette in movimento meccanismi imprevedibili della comunicazione, un divertissement che, ancora una volta, produce effetti sensibilmente poetici.

Si prosegue con un grande tetto a spioventi corredato dalle immancabili tegole in coccio, che però è ribaltato; i coppi, cioè, si trovano nella parte interna dello spiovente, come se l’oggetto fosse specchiato, assumendo i connotati imprevedibili della trasfigurazione immaginifica a cui ogni cosa può essere sottoposta. Lo stesso vale per il “tavolo” ottenuto dall’incastro di bastoni da passeggio o per la stella a cinque punte realizzata dall’assemblaggio di altrettante scalette metalliche: gli oggetti riproducono forme echeggianti un sapere arcano che attinge dall’immaginario, rielaborano concetti archetipici per farne emergere le valenze simboliche e poetiche.
Minimalismo ed emozione, attenzione scientifica e sentimento: queste le linee guida messe in atto da Nardiescopetta. Anche quando burlescamente compongono un sottile filo di peli, incollati uno dietro l’altro, per tutta la lunghezza del muro, o quando plasmano l’argilla per dar vita e forma a modelli di persone della contemporaneità, poi ieraticamente collocati ciascuno nella sua piccola teca ed esposti “al mondo”.

Francesco Nardi e Andrea Scopetta tendono alla ricerca di un equilibrio nella piena coscienza che non esiste un “unico modo” ma semmai un “modo comune” di sentire in tutti gli uomini. Ed ecco che, in ultimo, sulle vetrate della galleria compare la scritta su nastro adesivo, leggibile in positivo solo dall’esterno: There is life after death.
Immagini “auliche” si svelano sotto l’occhio dei due artisti, prendendo forma e consistenza attraverso un’operazione al contempo mentale ed emotiva, che favorisce la rilettura in chiave lirica non solo del senso connesso ai più banali utensili, ma anche di concetti o soggetti appartenenti all’immaginario collettivo. Un lirismo tutto giocato sul sottile confine tra bellezza, intesa in senso archetipico, e riflessione sulla realtà.
Ed ecco che, all’ingresso della galleria, compaiono cento cartoline su una mensolina, a tal punto bianca da confondersi con la parete. Le cartoline sono impilate una sull’altra e sembrano quasi sospese nel vuoto, tutte fuori corso, ognuna delle quali riporta un timbro postale diverso dalla località rappresentata e tutte inviate da amici e colleghi del duo alla sede della galleria. Un’azione semplice, che mette in movimento meccanismi imprevedibili della comunicazione, un divertissement che, ancora una volta, produce effetti sensibilmente poetici.

Si prosegue con un grande tetto a spioventi corredato dalle immancabili tegole in coccio, che però è ribaltato; i coppi, cioè, si trovano nella parte interna dello spiovente, come se l’oggetto fosse specchiato, assumendo i connotati imprevedibili della trasfigurazione immaginifica a cui ogni cosa può essere sottoposta. Lo stesso vale per il “tavolo” ottenuto dall’incastro di bastoni da passeggio o per la stella a cinque punte realizzata dall’assemblaggio di altrettante scalette metalliche: gli oggetti riproducono forme echeggianti un sapere arcano che attinge dall’immaginario, rielaborano concetti archetipici per farne emergere le valenze simboliche e poetiche.
Minimalismo ed emozione, attenzione scientifica e sentimento: queste le linee guida messe in atto da Nardiescopetta. Anche quando burlescamente compongono un sottile filo di peli, incollati uno dietro l’altro, per tutta la lunghezza del muro, o quando plasmano l’argilla per dar vita e forma a modelli di persone della contemporaneità, poi ieraticamente collocati ciascuno nella sua piccola teca ed esposti “al mondo”.

Francesco Nardi e Andrea Scopetta tendono alla ricerca di un equilibrio nella piena coscienza che non esiste un “unico modo” ma semmai un “modo comune” di sentire in tutti gli uomini. Ed ecco che, in ultimo, sulle vetrate della galleria compare la scritta su nastro adesivo, leggibile in positivo solo dall’esterno: There is life after death.
francesca de filippi
mostra visitata il 15 ottobre 2008
dal 21 giugno al 15 novembre 2008
Nardiescopetta – Basico
a cura di Luigi Fassi
Paolo Erbetta Arte Contemporanea
Via IV novembre, 2 – 71100 Foggia
Orario: da lunedì a sabato ore 11-13 e 17-20.30; mercoledì e giovedì su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0881723493; info@galleriapaoloerbetta.it; www.galleriapaoloerbetta.it
[exibart]