25 dicembre 2021

Dieci mostre da ricordare nel 2021: la nostra classifica

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Da Palermo a Torino passando per Bergamo, ecco dieci mostre che hanno segnato il panorama italiano nell'anno che sta finendo, tra dialoghi inaspettati e riscoperte

Domenico Gnoli, da Fondazione Prada

Fine anno, giorni di classifiche. E così, anche la redazione di exibart, non può esimersi dal gioco delle pagelle dei migliori dell’anno. Stavolta ripercorriamo le 10 mostre migliori del 2021 in una Italia che, per fortuna, dopo un inverno e una primavera decisamente difficili, siamo riusciti finalmente a ritrovare in presenza.

– Domenico Gnoli, Fondazione Prada, Milano
Fino al 27 febbraio
Nell’austero spazio vetrato del Podium della Fondazione Prada, apre a più di cinquant’anni dalla sua scomparsa, la mostra di Domenico Gnoli – pittore, scenografo e colto illustratore – è assolutamente una imperdibile retrospettiva. Concepita da Germano Celant, basata su un’analisi scientifica e rigorosa delle fonti documentarie che riunisce più di 100 opere pittoriche realizzate dell’artista dal 1949 al 1969, i grandi dipinti sono raggruppati in serie tematiche al piano terreno, e al piano superiore sono raccolti disegni, bozzetti per il teatro che documentano l’attività di Gnoli, poliedrico artista e illustratore. (Jaqueline Ceresoli)

Riccardo Benassi, Morestalgia (Tecnho, Museion)

– Techno, Museion, Bolzano
Fino al 16 marzo 2022
TECHNO, la mostra di Museion a cura del nuovo direttore Bart Van Heide con la collaborazione di Francesco Tenaglia, Florian Fischer e Frida Carazzato, è una riflessione e un’analisi critica, un gesto simbolico-interpretativo da rabdomante sensibile, un percorso etico – politico, forse anche un po’ funambolico, che oscilla tra tempo recente e tempo futuro. TECHNO registra infatti un approccio critico di taglio innovativo che propone le arti visive come sistema di raccolta dell’interpretato e del vissuto. (Paola Tognon)

– Bruce Nauman, Contrapposto Studies, Punta della Dogana, Venezia
Fino al 9 gennaio 2022
Si tratta di una mostra che ha idelmente origine nel 1968, quando Bruce Nauman si riprende con una telecamera mentre avanza su un corridoio di legno all’interno del suo studio e si sforza di mantenere una posa naturale nel video Walk with Contrapposto. Mezzo secolo dopo l’artista decide di reinterpretare, per la prima volta nella sua carriera, una sua opera storica e rileggerla utilizzando la tecnologia attuale. Nasce così la serie dei Contrapposto Studies, avviata nel 2015, che fa da protagonista alla mostra “Bruce Nauman: Contrapposto Studies”, curata da Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois. (Ludovico Pratesi)

Breath Ghosts Blind, Maurizio Cattelan, Pirelli HangarBicocca

– Breath Ghosts Blind, Maurizio Cattelan, Pirelli HangarBicocca, Milano
Fino al 13 febbraio 2022
La mostra di Maurizio Cattelan all’Hangar Bicocca non è una mostra. E neppure un’installazione. È il completamento di uno spazio che d’ora in poi non potrà più fare a meno di quelle presenze. Dentro l’archeologia industriale, in un pomeriggio di luglio sono improvvisamente comparsi i piccioni. Allineati a migliaia su controventi e arcarecci, immobili lungo le pareti nere della navata e semi nascosti nella penombra, i nuovi inquilini si sono appropriati di quello spazio come se in un passato remoto gli fosse stato sottratto.
Illuminati da Pasquale Mari, protagonista senza essere prima donna, qui la luce è sinfonia di riflettori che non accecano ma svelano, trasformando i piccioni in note musicali sul pentagramma dei tralicci. (Carlo Vanoni)

– Tania Bruguera, La verità anche a scapito del mondo, PAC, Milano
Fino al 13 febbraio 2022
Tania Bruguera grida, in silenzio. L’artista e dissidente cubana non ha bisogno di “urlare”, di sbandierare un megafono che amplifichi i messaggi. Sono le opere e chi le abita a farci togliere l’impermeabile contro l’indifferenza. La mostra al PAC di Milano è spoglia, ma densissima e popolata. Il titolo “La verità anche a scapito” del mondo si riferisce a un fatto del 28 ottobre 1964 quando la filosofa e storica tedesca Hannah Arendt — tra le maggiori fonti d’ispirazione dell’artista — partecipa al talk show della televisione della Germania Ovest dal titolo Zur Person – Porträts in Frage und Antwort. Bacone diceva: sapere è potere. Sapere però non presuppone agire o reagire. Mettere in moto una reazione. Ecco, Tania Bruguera mette in moto processi di non dimenticanza. Meccanismi di reazione. (Daniele Perra)

– Jeff Koons, Shine, Palazzo Strozzi, Firenze
Fino al 30 gennaio 2022
Protagoniste sono opere che raccontano oltre 40 anni di carriera, dalle celebri sculture in metallo perfettamente lucido che replicano oggetti di lusso, come il Baccarat Crystal Set (1986) o gli iconici giocattoli gonfiabili come i celebri Rabbit (1986) e Balloon Dog (Red) (1994-2000), fino alla re-interpretazione di personaggi della cultura pop come Hulk (Tubas) (2004-2018), o alla re-invenzione dell’idea di ready-made con l’utilizzo di oggetti di uso comune come One Ball Total Equilibrium Tank (Spalding Dr. JK 241 Series) (1985).

Jeff Koons, Shine, Palazzo Strozzi

– L’altro, Lo stesso, ZAC Centrale Palermo (fino al 26 marzo)
– La punta della matita può eseguire un sorpasso di coscienza, Fondazione Merz, Torino (fino al 16 febbraio)
Due mostre “rizomatiche” per Fondazione Merz che ha aperto la sua seconda sede (per i prossimi tre anni) nello spazio centrale della ZAC – Cantieri Culturali alla Zisa. La prima, intitolata “L’altro, lo stesso”, è una mostra-epifania, a cura di Beatrice Merz e Agata Polizzi, ispirata al titolo di Borges El otro, el mismo, in cui le opere di Mario e Marisa Merz dialogono con le opere di Lida Abdul, Alfredo Jaar e Lawrence Weiner, per esempio. A Torino, invece, nella sede di via Limone, il dialogo è tra la coppia e Richard Long, Giulio Paolini e Remo Salvadori: “La punta della matita può eseguire un sorpasso di coscienza” e disegnare, aggiungiamo noi, la bellissima possibilità di scoprire lavori inediti in un “paesaggio familiare”, come definito dal curatore Mariano Boggia.

– Regina, GAMeC, Bergamo
(chiusa il 19 settembre 2021)
La mostra di Regina (Regina Cassolo Bracchi 1894-1974, regina appunto della scultura), è apparsa in maniera potente per la sua inedita ricerca e qualità espositiva, segnando la riapertura della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Camminare nelle sale della mostra, osservare il percorso e il sistema di allestimento, permette di scoprire un’identità artistica femminile ben caratterizzata, ma altrettanto nascosta nel decenni del XX secolo italiano. (Paola Tognon)

Sebastião Salgado, Amazônia al MAXXI

– Sabastião Salgado, Amazônia, MAXXI, Roma
Fino al 13 febbraio 2022
Potenza emotiva, nitidezza estetica, cura del dettaglio e l’impegno di un’istituzione museale per «un’iconografia da salvare». “Amazônia” di Salgado è un
Un viaggio nel viaggio, a metà strada tra etnologia ed ecologia. Circa 200 scatti di attivismo fotografico, che attraverso l’occhio di Sebastião Salgado ci svelano un mondo lontano e fiero, spesso dimenticato e maltrattato.

– Quayola, Palazzo Cipolla, Roma
Fino al 30 gennaio 2022
Nell’era del Google Art Project, Quayola accetta il codice come protesi mentale, strumento primario per creare un linguaggio estetico fatto di esperienze sensoriali inconsuete; mentre “insegna” ai codici a dipingere come Van Gogh, o a scolpire come Michelangelo, sviluppa uno stile compositivo aperto a soluzioni estetiche rivoluzionarie. La sua poetica eleva i sistemi computazionali al livello di intelligenze artistiche sintetiche, customizzando software come fossero pennelli. Con uno stile inconfondibile. (Federica Patti)

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