24 dicembre 2020

Auguri (all’arte e non solo) non necessari

di

Non vediamo l'ora di lasciarci alle spalle “l'anno peggiore” di sempre, ma cosa ci si può aspettare dal futuro se si accetta che nulla è più necessario?

Felix Gonzalez Torres, Untitled (Last Light), 1993

Non c’è nulla di necessario.
La nonna non è necessaria, il pranzo con mamma e papà non è necessario, il capodanno con gli amici non è necessario. Andare a mangiare al ristorante-pizzeria non è necessario, fare una passeggiata non è necessario, figuriamoci fare un viaggio o la discoteca (HAHAHAAHAH)!
Non c’è più nulla di necessario, e infatti la grande Lea Vergine diceva che Necessario è solo il superfluo, ma lei era super-superflua perché si pettinava, fumava, leggeva, parlava. Cose superflue e quindi, logicamente, non più necessarie. Ora è necessario isolarsi ognuno a casa propria, sprofondati in divani che sono diventati vere e proprie tombe (come dicevano i Baustelle citando I fiori del male di Baudelaire). Ma tanto chissenefrega dei fiori, non si può andare nei campi. Baudelaire? Chi? Chissenefrega dei Baustelle, tanto non ci sono più concerti. E chissenefrega anche di sapere che cosa significa baustelle in lingua tedesca, tanto in Germania non si può andare.

Non si può andare a scuola, all’università, nemmeno al catechismo: a cosa serve studiare? Non è necessario. Perché tanto il futuro non è necessario, figuriamoci Dio.
Si può andare in farmacia, a comprare qualche ansiolitico o qualche sonnifero. La TV ti preoccupa? Aspetta un attimo, solo trenta secondi di pubblicità per dirti quale rimedio meglio funziona per quegli attacchi che ti svegliano nel cuore della notte. Eppure non li avevi, chissà che è successo?!
Puoi andare al supermercato a fare qualche quintale di spesa, e per i tuoi piccoli sfizi c’è il cashback, che “prevede il rimborso del 10 per cento della spesa con un massimo di 15 euro per acquisto, dopo avere effettuato almeno 10 transazioni con sistemi di pagamento elettronici”. Praticamente ti fanno le elemosina, e tu ringrazi.
D’altronde cos’altro possiamo fare?
Non è più necessario andare per negozi: non vi è bastata una settimana prima di Natale? Tutti fuori! Tutti dentro!
Non è necessario fare la gita fuori porta, non è necessario limonare, non è necessario abbracciarsi, non è necessaria la tua necessità!
No, no, questo Natale è giusto mantenere le distanze, saremo più uniti domani. É quasi un anno che ce lo dicono, è giusto così: nulla è necessario.
Non è necessario andare al museo, ma questo non lo è mai stato, però adesso proprio no! Chissenefrega del museo, i problemi sono altri.
Non è necessario andare in biblioteca, al cinema, a teatro, in palestra, in piscina, a boxe, a yoga, al corso di svedese, a quello di decoupage, e nemmeno a sciare!
E poi c’è Netflix, tra un po’ anche il Netflix della Cultura, che un po’ sembra Flixbus, un po’ la marca di una caffettiera.

Manfredonia, Bari – insegne natalizie

Non è necessario andare al bar, il caffé lo puoi fare a casa, e così nulla è necessario, forse nemmeno respirare. Ah già, quello non dobbiamo proprio farlo perché c’è il virus, e quindi bisogna respirare un po’ di meno, sennò poi il pianeta piange.
Chissà quando si accorgerà dei miliardi di mascherine che ogni giorni vengono buttate chissà dove. Ma non è necessario pensarci. Ci sono altri problemi. Quali? Non ci provare con queste boutade che non sono necessarie!
Non è più necessaria la Fondazione Forma a Milano, che per dieci anni ha fatto mostre bellissime, prima nella sede di piazza Tito Lucrezio Caro e poi negli spazi di via Meravigli. La Fondazione Forma va online. D’altronde in un Paese dove la cultura non è necessaria che bisogno c’è di avere ancora uno spazio fisico per Fondazione Forma? Anche quello inquina.
Non c’è bisogno neanche di andare alla messa di mezzanotte! Che ve ne frega, fatevela alle 19.30 e poi a letto senza cena, che tanto riempire la panza non è necessario.
Anche le gallerie private, che in questi mesi hanno lottato per riaprire, per contingentare, per mantenere i propri programmi, che ci hanno fatto compagnia mentre ai musei è stata imposta la chiusura nel silenzio generale, adesso chiudono per il periodo festivo.
D’altronde è Natale, e nulla è più necessario. Solo i vostri soldi di contribuenti, quelli restano sempre necessari, per avere in cambio la più grave débâcle economica indotta della storia.
Necessario ora è solo dormire sonni di coscienza profondissimi. Quella sì, che non ha più bisogno di nessun sonnifero per essere messa buona-buona, zitta-zitta!
Auguri vivissimi! Anche se non sono necessari.

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