19 ottobre 2019

Ritrovo di artisti da 250 anni, il Caffè Greco di Roma è sotto sfratto

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Ritrovo di artisti come Ingres, Giorgio de Chirico, Afro Basaldella e Renato Guttuso, la storia del Caffè Greco potrebbe chiudersi tra pochi giorni

L'antico caffè greco sotto sfratto

250 anni di cultura, da Arthur Schopenauer e E.T.A. Hoffmann a Guillaume Apollinaire e Pier Paolo Pasolini. E tantissimi artisti, come Mariano Fortuny, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Giorgio de Chirico, Afro Basaldella, Renato Guttuso. Ma questa storia illustre potrebbe finire nel nulla o quasi, quando il 22 ottobre si darà esecuzione allo sfratto del Caffè Greco, illustre locale in via Condotti, a Roma, in seguito al contenzioso in corso dovuto al canone di locazione tra la società proprietaria dei beni dell’Antico Caffè Greco Srl e i proprietari dell’immobile Opera Pia dell’Ospedale Israelitico. E a rischio non è solo il passato ma anche il presente, visto che potrebbero perdere il posto i 36 lavoratori attualmente sotto contratto presso il Caffè.

L'antico caffè greco sotto sfratto

Fondato nel 1760 da un certo Nicola della Maddalena, di probabili origini levantine, con le oltre 300 opere esposte nelle sale il Caffè Greco è una delle più grandi gallerie private d’arte aperte al pubblico. Nell’ultimo anno, però, è salito agli onori della cronaca per il contenzioso legale tra i rappresentanti dell’Ospedale Israelitico, proprietario delle mura, e la società Antico Caffè Greco, che lo gestisce. La controversia è nata dopo la conclusione del contratto d’affitto nel settembre del 2017.

L’Ospedale ha avviato due anni fa la procedura di rilascio del locale, «non avendo trovato con l’attuale gestore un accordo economico in linea con il valore di mercato», si legge in una nota diffusa alla stampa. «Conosciamo il valore storico dei luoghi e l’importanza della cultura e assicuriamo che i beni all’interno dell’immobile, e in particolare gli arredi di pregio, continueranno a essere tutelati, in linea con i principi che hanno finora guidato la tutela dei valori culturali del locale storico. I ricavi derivanti dall’affitto dei locali sono sempre stati e saranno impiegati dall’Ospedale Israelitico di Roma nell’assistenza ai malati e per migliorare i servizi sanitari a beneficio di tutti i cittadini», continuano dall’Ospedale.

L'antico caffè greco sotto sfratto

Di contro, la Filcams-Cgil Roma si è detta «Fortemente preoccupata per quanto potrebbe accadere in seguito alla probabile chiusura del locale con forti ricadute negative sulla situazione occupazionale, salariale e professionale dei 36 lavoratori attualmente occupati presso lo storico Caffè. L’auspicio è che venga trovata una soluzione alla problematica emersa con la garanzia del mantenimento occupazionale. Riteniamo che oltre al problema occupazionale, la chiusura dello storico locale porterebbe anche ad un impoverimento del patrimonio artistico e culturale della città per quello che viene definito come uno dei musei privati aperti al pubblico tra i più importanti e riconosciuti al mondo».

Il 22 ottobre è previsto lo sfratto esecutivo ma l’attuale gestrice ha annunciato che quel giorno, come sempre accade da 260 anni, il Caffè Greco aprirà regolarmente. «C’è stata una causa di primo grado in cui il giudice ha ritenuto di interpretare il vincolo a modo suo, senza aspettare nemmeno il tempo per l’appello, previsto per il 14 novembre prossimo. Hanno deciso di arrivare allo sfratto esecutivo con le forze dell’ordine il 22 ottobre. Non si capisce assolutamente l’urgenza, visto che non siamo morosi e abbiamo pagato l’affitto senza mai interruzioni o ritardi», ha dichiarato Flavia Iozzi ad AdnKronos.

Uniti contro la chiusura del locale anche centrodestra e centrosinistra: «È necessario garantire la continuità di un’attività, riconosciuta da un decreto ministeriale del 1953 come bene culturale di interesse particolarmente importante ed espressione di identità culturale collettiva», ha dichiarato Stefano Fassina, consigliere comunale e deputato di Liberi e Uguali. D’accordo – pur con le ovvie interpretazioni partitiche – anche Maurizio Politi, capogruppo della Lega in Campidoglio: «Il patrimonio culturale, storico e artistico della Capitale rappresenta un unicum a livello mondiale. Per le strade di Roma si è fatta la storia, e una delle realtà più belle oggi corre il serio rischio di essere cancellata. Perpetrare questo scempio artistico sarebbe l’ennesima umiliazione inflitta alla nostra gloriosa Capitale».

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