18 giugno 2026

Una raccolta fondi per restaurare tre rari rilievi in cera di Antonio Canova

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Il Museo Canova di Possagno e Fondazione Italia Patria lanciano una raccolta fondi per il restauro di tre bassorilievi in cera di Antonio Canova, studi per il monumento a Horatio Nelson

Una raccolta fondi per salvare alcune delle testimonianze più delicate del processo creativo del grande Antonio Canova. Il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, in collaborazione con Fondazione Italia Patria della Bellezza, ha avviato una campagna di crowdfunding finalizzata al restauro di tre rari bassorilievi in cera rossa attribuiti allo scultore veneto e collegati al progetto del Monumento a Horatio Nelson, realizzato tra il 1806 e il 1808.

L’iniziativa punta a raccogliere 5.500 euro entro il 30 giugno e consentirà di intervenire su opere di straordinario interesse storico e documentario, che saranno presentate al pubblico al termine del restauro in una mostra dedicata.

Tre preziosi bozzetti di Canova

I rilievi raffigurano allegoricamente la nascita, la morte e la glorificazione dell’ammiraglio britannico Horatio Nelson e costituiscono studi preparatori per il monumento funebre ideato da Canova dopo la battaglia di Trafalgar. Le scene corrispondono infatti ai rilievi presenti sul sarcofago del modello in gesso conservato nella Gypsotheca di Possagno.

Realizzati in cera rossa applicata su supporti di ardesia nera, appartengono alla tradizione della ceroplastica neoclassica, tecnica largamente utilizzata tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento per la realizzazione di modelli e studi preparatori. La duttilità della cera consentiva agli artisti di elaborare con precisione composizioni e dettagli prima del trasferimento dell’opera in marmo o bronzo.

Un materiale fragile a rischio

Proprio la natura della cera rende però queste opere particolarmente vulnerabili. I bassorilievi presentano profonde fessurazioni, lacune, frammentazioni e distacchi della materia cerosa, oltre a depositi superficiali e alterazioni che compromettono la leggibilità delle scene. Anche i supporti in ardesia e le cornici lignee mostrano problemi conservativi, tra cui macchie e attacchi di insetti xilofagi. Secondo il museo, senza un intervento tempestivo il rischio di ulteriori perdite è concreto.

Il restauro sarà affidato alla ditta Passarella Restauri e si svolgerà sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno. L’intervento comprenderà il consolidamento delle parti fragili, il recupero e il riposizionamento dei frammenti distaccati, la sigillatura delle fessurazioni, la pulitura controllata delle superfici e il trattamento dei supporti e delle cornici. Tutte le operazioni saranno documentate e condivise con il pubblico.

Dalla raccolta fondi alla mostra

Una volta completato il restauro anche grazie alla raccolta fondi, i tre rilievi saranno esposti per la prima volta nella mostra Antonio Canova e il Monumento a Horatio Nelson, in programma dall’1 novembre 2026 al 25 aprile 2027 presso il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno.

La campagna è ospitata sulla piattaforma della Fondazione Italia Patria della Bellezza, organizzazione che sostiene progetti di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso iniziative di raccolta fondi e comunicazione. I sostenitori potranno contribuire liberamente e riceveranno riconoscimenti simbolici, tra cui menzioni pubbliche, inviti al museo e occasioni di approfondimento dedicate al progetto.

Il Museo Canova di Possagno

Situato nel paese natale di Antonio Canova, il Museo Gypsotheca custodisce la più importante collezione monografica dedicata allo scultore neoclassico e rappresenta uno dei luoghi fondamentali per comprendere il suo metodo di lavoro. Qui sono conservati i modelli in gesso delle opere che sarebbero poi state tradotte in marmo, insieme a bozzetti in terracotta e argilla, disegni, dipinti e documenti che permettono di seguire passo dopo passo la genesi delle sue sculture.

La Gypsotheca nacque per volontà del fratellastro dell’artista, Giovanni Battista Sartori, che dopo la morte di Canova fece trasferire a Possagno i materiali conservati nello studio romano di via delle Colonnette. L’edificio originario, progettato dall’architetto Francesco Lazzari e inaugurato nel 1836, fu concepito per ricreare l’atmosfera dell’atelier canoviano e preservarne l’eredità. Nel 1957 il complesso venne ampliato da Carlo Scarpa, che realizzò uno degli interventi museografici più significativi del Novecento italiano, organizzando le opere in un percorso scandito dalla luce naturale e da una raffinata articolazione degli spazi.

Oggi il museo comprende anche la casa natale dell’artista, una ricca biblioteca specializzata e un archivio dedicato agli studi canoviani. La collezione consente di osservare da vicino le diverse fasi del processo creativo dello scultore: dai primi schizzi e modellini in argilla ai grandi gessi utilizzati come guida per la traduzione nel marmo attraverso il sistema dei punti di riferimento e delle réperes.

Proprio per questo i tre bassorilievi in cera oggetto della raccolta fondi assumono un valore particolare, in quanto documentano uno dei momenti più delicati e meno visibili dell’invenzione artistica di Canova, permettendo di comprendere le fasi progettuali che precedevano la realizzazione delle sue opere monumentali e offrendo uno sguardo privilegiato sul laboratorio di uno dei protagonisti assoluti della scultura europea tra Sette e Ottocento.

Qui il link per aderire alla raccolta fondi.

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