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Negli spazi di Alcova, all’interno dell’ex Ospedale Militare di Baggio, design acustico e cultura sonora analogica trovano una nuova sintesi con Felt Frequencies, progetto nato dalla collaborazione tra Slalom Acoustics e VAI Vintage Audio Institute, con un intervento progettuale firmato da Studiolatte. Presentata nell’ambito della Milano Design Week 2026, l’installazione presenta un ambiente completamente rivestito da superfici fonoassorbenti, per lasciare emergere la dimensione spaziale e tecnica dell’acustica. Il padiglione si presenta come una struttura a due livelli: un involucro esterno scenografico, ispirato alle geometrie delle sale di registrazione, e un interno articolato in due ambienti distinti ma complementari. Il primo è uno spazio performativo raccolto, quasi ovattato, pensato come uno studio di registrazione temporaneo. Il secondo è invece concepito come ambiente espositivo.


Protagonista del progetto è una selezione di sintetizzatori analogici italiani degli anni Settanta e Ottanta, provenienti dalla collezione del Vintage Audio Institute. Tra questi, il raro Steelphon S900, strumento emblematico anche per il suo utilizzo da parte di David Bowie negli studi Hansa di Berlino negli anni Settanta. Gli strumenti non sono presentati come oggetti museali ma come dispositivi attivi: ogni giorno un musicista diverso li utilizza, stratificando interventi sonori che si accumulano nel tempo.

Le performance vengono registrate attraverso un sistema a otto canali, con un processo di sovrascrittura progressiva che prevede la cancellazione e la sostituzione di una traccia alla volta. Il risultato è una composizione in divenire, costruita lungo l’intera durata della settimana e rielaborata al termine come sintesi dell’esperienza.

L’ambiente è definito da una precisa grammatica materica e cromatica. Le superfici acustiche, tra cui ECOrange W e Spykon, non solo modulano il suono ma costruiscono una qualità visiva e tattile dello spazio. Il colore, sviluppato anche attraverso la palette Teklan per Slalom, agisce come elemento di connessione tra percezione visiva e resa acustica. Gli arredi progettati da Studiolatte, come il tavolo verde e i diffusori piramidali, introducono geometrie essenziali che dialogano con la dimensione quasi metafisica dell’allestimento.

Nella seconda sala, una struttura piramidale ospita un archivio digitale della collezione VAI, rendendo accessibile un patrimonio di strumenti spesso rari o poco documentati. Accanto a questo, una selezione di copertine discografiche testimonia la diffusione globale dei sintetizzatori italiani, da contesti europei a produzioni nordafricane, evidenziando una circolazione culturale che eccede i confini nazionali.

















