19 maggio 2020

Un futuro online per le fiere d’autunno? Uno scenario probabile

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Dopo lo slittamento di un anno delle Biennali di Arte e Architettura, cosa ne sarà delle fiere e delle manifestazioni già rimandate all'autunno 2020? Ipotesi di uno scenario realistico

Cosa resterà di questo 2020? Magari, tra qualche tempo, qualche cantautore proverà a mettere in versi ciò che è successo in questo anno che è diventato un crocevia decisamente più segnante, rispetto alle legittime aspettative da inizio decennio nutrite in quel dicembre 2019. Molto probabilmente, nel calendario dell’arte e della cultura potrebbe rimanere ben poco e quello che sembrava dover essere l’autunno caldo delle fiere e delle manifestazioni già rimandate, la stagione della rinascita insomma, si sta trasformando in un inverno in cui sopravvivere, forse, online. Ancora.

Art Basel, nell’arco di quest’anno, potrebbe aver perso sia la fiera di Hong Kong, rimandata per il primo focolaio cinese di Covid-19, che la tappa in Svizzera di giugno e, di questo passo, anche rispetto alla puntata di Miami, prevista per il prossimo dicembre, non c’è da stare sereni. La Biennale di Liverpool è stata rimandata al 2021, così come l’edizione inaugurale della Biennale di Yerevan, diretta da Lorenzo Fusi, e la 32ma Biennale di Parigi. Manifesta 13 avrebbe dovuto aprire a giugno a Marsiglia ma è stata rimandata a data da destinarsi e le speranza di un’apertura nel corso del 2020 si assottigliano sempre di più. Per l’elenco completo di tutte le manifestazioni sospese in Italia, potete cliccare qui, mentre qui trovate la lista degli eventi più importanti rinviati in tutto il mondo.

Insomma, dopo l’annuncio dello spostamento della Biennale di Architettura al 2021, con il conseguente slittamento della Biennale d’Arte Contemporanea al 2022, è ancora possibile pensare di poter vedere qualche manifestazione internazionale dal vivo, nel corso di questo 2020? Senza consultare la sfera di cristallo e senza praticare terrorismo giornalistico (attività dalla quale exibart, in questi mesi, ha preso le distanze) le speranze, oggi, ci sembrano abbastanza deboli. E lo scenario più realistico è quello di continuare nel solco della fiera online, come è stato, appunto, per Basel Hong Kong e per Frieze New York, pochi giorni fa. Per esempio, cosa succederà a miart, 10-13 settembre, e all’art week di Milano, 7-13 settembre, così come ad Artissima a novembre? Da noi, per il momento, ce l’ha fatta solo Arte Fiera per il rotto della cuffia, mentre Arte in Nuvola, l’attesa nuova fiera di Roma, è stata già rimandata al 2021.

Di questo passo, mentre nella narrazione del Covid-19 prendono corpo scenari che, fino a poche settimane fa, erano considerati complottistici e rigettati da ogni organo di stampa ufficiale, è davvero difficile credere che ci siano istituzioni che, dopo l’estate, si prenderanno la briga di farsi carico della responsabilità di realizzare autentici flop da milioni di dollari e di euro. Non certo a causa della qualità delle manifestazioni, piuttosto perché è ben difficile credere – di questo passo e con i galleristi in crisi  – che per settembre il mondo si sarà rialzato da questa situazione.

Stiamo prendendo un abbaglio? Lo speriamo vivamente, anche supportati dal fatto che la Biennale di Venezia ha confermato la 77ma Mostra del cinema, dal 2 al 12 settembre, i Festival di Teatro, dal 14 al 24 settembre, il Festival di Musica Contemporanea, diretto da Ivan Fedele, dal 25 settembre al 4 ottobre, l’edizione di Biennale Danza, dal 13 al 25 ottobre. Trattasi però – e non è indifferente in questo discorso, anzi – di eventi che hanno necessità logistiche di caratura inferiore, rispetto alla portata delle Biennali di Architettura e Arte. E in confronto a tutto quello che, per sua natura, deve muovere una fiera d’arte contemporanea nel suo organizzarsi, svolgersi, ottenere un riscontro economico soddisfacente e, poi, anche disfarsi. A questo punto, mettere di nuovo le mani al calendario non sarebbe una novità.

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