09 novembre 2021

Professione NOT AN ARTIST: intervista ai protagonisti del progetto IED

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Il direttore Igor Zanti, la coordinatrice Daria Filardo e la studentessa Elena Castiglioni ci parlano di NOT AN ARTIST, programma dello IED dedicato alle professioni dell’universo dell’arte

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

Curatrici e archivisti, cultural project manager e imprenditrici culturali, restauratrici e conservatori. E poi exhibition museum educator, museum set up designer, art gallery manager. Insomma, l’universo dell’arte è in continua espansione e intorno a quella dell’artista gravitano decine di altre professioni altamente specializzate, ognuna portatrice della propria specifica conoscenza. A tutte queste figure, alcune già codificate altre ancora in evoluzione, di pari passo con l’attualità, è dedicato NOT AN ARTIST, programma promosso dallo IED – Istituto Europeo del Design, nato dall’osservazione dei cambiamenti dello scenario dell’arte e della cultura contemporanee.

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

Il progetto si struttura come un colloquio itinerante tra esperti del settore, con una serie di appuntamenti pensati per mettere in dialoro artisti e designer. A NOT AN ARTIST prendono parte figure specializzate negli stessi temi trattati dai Master IED dell’area arte. Durante ciascun evento, condividono la loro esperienza professionale con il pubblico, presentando esempi pratici, case study e best practice della scena artistica, per offrire ai partecipanti una panoramica delle opportunità di carriera nel settore artistico-culturale.

Nel corso delle scorse settimane abbiamo avuto modo di approfondire diversi aspetti del programma e oggi, a parlare della loro prospettiva, saranno Igor Zanti, Direttore IED Firenze, Daria Filardo, Coordinatrice Master Curatorial Practice e Arts Management, ed Elena Castiglioni, Studentessa Master Curatorial Practice, che abbiamo raggiunto per questa intervista.

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

La formazione pone di fronte a sfide sempre nuove e, quando si tratta di materie artistiche, diventa ancora più urgente rimanere aderenti alla contemporaneità. In base a quali considerazioni è nato il programma “Not An Artist” e come si è sviluppato, nel corso delle sue varie declinazioni?

Igor Zanti «Il programma Not an artist è nato da una considerazione di tipo generale sul mondo dell’arte. Ci si è resi infatti conto che, proprio nella contemporaneità, rispetto agli attori principali e tradizionali che animavano ed animano ancora questo ambiente (artisti, curatori, critici, direttori di musei) stavano nascendo ed affermandosi moltissime nuove figure professionali maggiormente specializzate e nuovi settori professionali. Sulla base di questa intuizione abbiamo lavorato in maniera sistematica organizzando un workshop con esponenti di spicco del mondo dell’arte per comprendere meglio questo universo in via di evoluzione.

Da questo workshop sono nati spunti per la creazione ed ideazione di nuovi corsi. Si è, inoltre, aperto un tavolo di discussione a livello internazionale che ci ha visti protagonisti in occasioni di varie manifestazioni: Biennale di Istanbul, Design Week di Los Angeles ed altri appuntamenti internazionali».

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

In che modo il progetto si inserisce – ampliandola – nella programmazione dello IED?

Igor Zanti «Come detto prima, le relazioni nate dall’indagine sul mondo dell’arte hanno fornito spunti per la creazione di diversi corsi che vanno dal Master in Curatorial Practice a quello in Design Museum Experience, per arrivare al primo corso in Italia dedicato alla figura del Registrar o ad un corso specifico sulla comunicazione nell’ambito dell’arte. Bisogna tenere presente che IED è, non solo una scuola di design, ma una scuola di creatività a 360 gradi, dove è molto forte il tema delle arti visive. Questi corsi si inseriscono in maniera naturale e fanno parte di una normale evoluzione della ricerca a livello didattico della scuola che da più di cinquant’anni si è sempre distinta per aver saputo interpretare la propria contemporaneità e per avere un’attenzione particolare per tutto quello che rappresenta il futuro prossimo».

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

In un momento in cui è importante non solo l’idea ma anche la capacità di comunicarla, rendendola appetibile tanto per i fruitori quanto per gli investitori, quali sono i punti di contatto tra la curatela dell’arte e il management? Quali sono le possibilità di dialogo tra questi due ambiti?

Daria Filardo «I due ambiti di curatela e art management sono naturalmente connessi. Il curatore sviluppa un’idea a stretto contatto con gli artisti, e propone una forma di conoscenza complessa che si organizza nello spazio della mostra e in tutte le sue necessarie ramificazioni che articolano, attraverso medium diversi, la sua fruizione.

La realizzazione di tutti gli aspetti tecnici, di produzione, di comunicazione, di mediazione educativa, di grafica, di allestimento sono il frutto del lavoro condiviso fra il curatore e le diverse professionalità sviluppate nell’ambito dell’art management, che si occupa di seguire ognuno di questi aspetti aggiungendo competenza e rendendo il risultato finale un lavoro corale».

Dal 28 ottobre IED, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, presenta “Alter Eva. Natura Potere Corpo”, una mostra che, attraverso le opere di sei artiste italiane e partendo da un punto di vista femminile, innesca una riflessione sul futuro fondato su nuovi principi di coabitazione naturale e sociale e su nuove forme di relazione. Com’è nata l’idea di questa mostra? Ci sono altre collaborazioni in programma?

Daria Filardo «Lo sviluppo delle competenze professionali proposte nei Master IED passano sempre attraverso la realizzazione di progetti finali che superano la fase solo progettuale e diventano reali. Learning by doing è il motto che guida il nostro approccio educativo che affianca alla conoscenza teorica la sua applicazione nel mondo del lavoro per essere immediatamente a contatto con ogni aspetto della produzione culturale.

La collaborazione fra Palazzo Strozzi e il Master in Curatorial Practice IED Firenze ha permesso di formare sei giovani curatrici nella realizzazione di una mostra, di un catalogo e di un public program. Abbiamo sviluppato insieme l’idea curatoriale e ogni aspetto legato alla produzione dei lavori, del display della mostra, della sua mediazione. Abbiamo ragionato sulla scrittura critica e il racconto grafico seguendo lo sviluppo del catalogo insieme al grafico e all’Istituzione. Abbiamo approfondito i temi proposti dalla mostra proponendo un ciclo di incontri che ampliano l’orizzonte dei lavori proposti. Il risultato di questo intenso lavoro, che ha coinvolto molte professionalità dentro e fuori dell’istituzione, è “Alter Eva. Natura Potere Corpo”. Questo processo educativo, avvenuto a diretto e vivo contatto con l’Istituzione, ha messo la classe del Master in Curatorial Practice 2020/21 al centro di un confronto continuo con la complessità nella produzione artistico-culturale, permettendo un percorso di formazione professionale di grande qualità e profondità.

Siamo fiduciosi che la collaborazione con Palazzo Strozzi possa proseguire e ci permetta di sviluppare altri progetti congiunti, per IED le partnership con istituzioni internazionali sono centrali nel percorso di formazione delle figure professionali. Recentemente abbiamo istituito una partnership con Zac Centrale, progetto della Fondazione Merz a Palermo con la quale costruiremo dei percorsi di approfondimento su alcune professioni del mondo dell’arte, lectures e altro ancora».

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

Nel tuo percorso di studio, quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a iscriverti al Master Curatorial Practice dello IED? Quale potrà essere il valore o l’insegnamento più importante, appreso nel corso di questo Master, per il tuo futuro? 

Elena Castiglioni «Dopo aver completato la formazione universitaria in Beni Culturali ed Economia e Gestione delle Arti, ho sentito la necessità di sviluppare maggiormente le mie capacità pratiche. Ho scelto il master IED in Curatorial Practice proprio perchè prevede, come docenti, dei professionisti del mondo dell’arte contemporanea, ma anche e soprattutto per il progetto finale: una vera e propria mostra. Io e le mie compagne, guidate da Daria Filardo e da Martino Margheri di Palazzo Strozzi, abbiamo lavorato per arrivare alla realizzazione della mostra “Alter Eva”. Come curatrici, abbiamo sviluppato le tematiche che attraversano il lavoro di sei artiste, dando forma ad un vero e proprio organismo che non si limita alla mostra. Oltre alla progettazione concettuale e fisica – dalla selezione dei lavori al loro display negli spazi della Strozzina – abbiamo partecipato alla realizzazione del catalogo e definito il public program. Durante il master e soprattutto grazie al lavoro che abbiamo fatto per dare vita a questo progetto, ci siamo confrontate con tutte le professionalità coinvolte nell’arte contemporanea, sperimentando il lavoro di curatrici a trecentosessanta gradi. Non solo ricerca e scrittura, ma anche i risvolti pratici, ad esempio, dell’allestimento.

Personalmente, al di là della grandissima emozione che ho provato nel vedere finalmente realizzato il frutto del lavoro di tanti mesi, questa esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere persone che ammiro molto, e di creare relazioni che spero continuino a crescere nel futuro. Il grande insegnamento che porterò con me lungo la mia carriera futura, è sicuramente l’importanza del dialogo e della capacità di negoziazione, essenziali per qualsiasi percorso, ma imprescindibili nel campo culturale».

IED, Alter Eva, ph. Stefano Casati

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