23 maggio 2026

Exposed Torino 2026, un fine settimana alla scoperta della fotografia diffusa in città

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EXPOSED Torino attraversa la città all'insegna della fotografia, tra musei e gallerie, intrecciandosi con gli appuntamenti di The Phair Photo Art Fair: la mappa degli eventi da non perdere, a cura di Untitled Association

Marinella Senatore, Palermo Procession #4, 2018. Stampa Fine Art su carta Hahnemühle (50x70cm). C. Marinella Senatore - Courtesy l’artista e Mazzoleni, Torino

In occasione della terza edizione del festival internazionale di fotografia EXPOSED Torino Photo Festival, Untitled Association è lieta di accompagnarvi alla scoperta delle numerose iniziative che animeranno la settimana che vede anche lo svolgimento della settima edizione di The Phair Photo Art Fair. Ancora una volta con itinerari pensati per professionisti del settore, conoscitori e appassionati d’arte, tra mostre, eventi e spazi imperdibili.

Oggi ci muoviamo tra Centro e Vanchiglia con la GAM e tre gallerie: Mazzoleni, Dr Fake Cabinet e Weber & Weber. Quindi la sede in via Giolitti di Cripta747, passando dall’NH Hotel e continuando con le gallerie Simóndi, Roccatre e CRAG, presso la sede di via Maria Vittoria, per dirigerci verso Vanchiglia, prima con Archivio Salvo e poi con altre due gallerie, Febo e Dafne e Luce, finendo con i Musei Reali. E ricordando che, verso il Quadrilatero, sotto i portici nord di via Po e a Palazzo Carignano è sempre possibile ammirare alcune delle proposte outdoor di EXPOSED.

Exposed e The Phair

Il programma principale di EXPOSED quest’anno si articola attraverso una serie di 18 mostre temporanee – indoor e outdoor – in quello che gli organizzatori hanno battezzato il “miglio della fotografia”, all’interno del quale sarà possibile passeggiare incontrando la fotografia nelle sue più differenti forme, cercando poi spunti per ulteriori digressioni nella trama delle proposte di arte della città.

Questa settimana torna poi fino al 24 maggio, ancora nella iconica Sala Fucine delle OGR Torino, The Phair | Photo Art Fair, l’appuntamento annuale dedicato al linguaggio della fotografia con gallerie nazionali e internazionali, i cui progetti espositivi riflettono sulla funzione e sul ruolo dell’immagine in una società in trasformazione: la fotografia diventa veicolo di sperimentazione tecnica e concettuale, incoraggiando interazioni e contaminazioni tra diversi linguaggi artistici.

L’itinerario di oggi: alla scoperta degli appuntamenti dedicati alla fotografia

Iniziamo questo nuovo itinerario da via Magenta e dalla GAM – Galleria d’Arte Moderna Torino, che ospita una serie di cinque mostre inaugurate da non più di due giorni. Si va da Vincenzo Agnetti a Pesce Chete, passando per Lisetta Carmi e Giorgio Griffa, oltre a Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM, una mostra dedicata alle opere su carta della collezione del Museo, curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato, che riunisce per la prima volta in un percorso unitario un’ampia e significativa selezione di opere su carta – oltre 600 disegni, acquerelli, incisioni e dipinti – provenienti dalle raccolte del museo, raccontando con uno sguardo inedito l’intero XX secolo, dalle atmosfere simboliste e secessioniste fino alle ricerche della generazione degli anni Novanta.

B. Vincenzo Agnetti, Photo-graffia, 1980. Carta fotografica esposta e graffiata (35×25,5cm). Fondazione Arte CRT, in comodato presso GAM, Torino

Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, è la mostra realizzata dalla GAM nell’ambito della QUARTA RISONANZA in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, per celebrare il centenario della nascita di uno dei più importanti artisti concettuali italiani. A partire dall’opera Photo-graffia del 1980, la mostra presenta opere legate alla produzione sperimentale che l’artista ha rivolto alla fotografia, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta.

A. Pesce Khete, Untitled, 2026. Pittura a olio e nastro adesivo per artisti su carta (100×138,5cm). Courtesy l’artista e COLLI, Roma

Pesce Khete è stato invece invitato da Elena Volpato a inserirsi con le proprie opere nelle sale della mostra “Un altro Novecento”, istituendo dei dialoghi inediti tra il suo lavoro e quello di alcune figure principali del Novecento come Alberto Savinio, Luigi Spazzapan e Lucio Fontana.

Tra gli artisti italiani della sua generazione, Pesce Khete è colui che ha scelto la carta come suo supporto elettivo, trovando nella fisicità del foglio la possibilità d’inattese “cuciture” di nastro adesivo e insieme l’eccedenza del bianco come silenzio, da rispettare o da infrangere. Proseguiamo con l’esposizione di un corpus di 15 fotografie di Lisetta Carmi tratte dalla serie Erotismo e autoritarismo a Staglieno, del 1966-76, entrate recentemente nella collezione della GAM, ed ora esposte in una sala della Collezione Permanente in dialogo con quattro sculture della collezione, scelte dalla raccolta di statuaria del secondo Ottocento e di primo Novecento. Il dialogo, a cura di Elena Volpato, è volto a sottolineare i due temi ricercati da Carmi nelle sculture del cimitero monumentale di Staglieno: la sensuale rappresentazione delle figure angeliche o delle anime di donne defunte nell’arte simbolista e l’atmosfera di severa autorità genitoriale tipica delle famiglie borghesi di fine Ottocento.

Infine, una sala della Collezione Permanente è ora dedicata all’opera di Giorgio Griffa, con cinque opere, affiancate dalla grande tela Campo giallo, campo azzurro (1986), in comodato da una collezione privata. Le opere documentano alcuni passaggi centrali della ricerca di Griffa a partire dalla fine degli anni Sessanta, quando l’artista avvia una riflessione radicale sul linguaggio della pittura.

Nell’approcciare la prima delle gallerie dell’itinerario di oggi ricordiamo le iniziative di TAG – Torino Art Galleries per questo fine settimana. Questa sera l’associazione TAG presenta infatti la nuova edizione di TAG Art Night 2026, un percorso diffuso tra le mostre delle gallerie torinesi associate, aperte eccezionalmente dalle 19 alle 23, con ingresso libero e gratuito. Oggi e domani invece, dalle 10 alle 12, TAG Art Coffee Breakfast.

Pochi minuti a piedi separano tra loro le prime tre gallerie che visiteremo oggi: Mazzoleni, Dr Fake Cabinet e Weber & Weber.

Massimo Vitali, Kappa Futur Festival Fake Wheelchair, 2018. C-Print (187x247cm). © Massimo Vitali – Courtesy l’artista e Mazzoleni, Torino

Nella sede di piazza Solferino, in occasione di EXPOSED, Mazzoleni ha appena inaugurato Dalla scena al reale. Persistenze e metamorfosi del corpo collettivo. Il progetto espositivo mette in relazione opere della modernità italiana con pratiche contemporanee, individuando nella rappresentazione del corpo – individuale e collettivo – un dispositivo di continuità e trasformazione tra pittura e fotografia. L’allestimento si configura come una sequenza di incontri, in cui ogni coppia di opere genera un campo di risonanza visiva e concettuale. La mostra presenta opere di Felice Casorati, Oliviero Toscani, Massimo Campigli, Massimo Vitali, Alberto Savinio e Marinella Senatore. Ne emerge una traiettoria evolutiva che attraversa il Novecento fino al presente: dalla costruzione formale e simbolica dell’immagine alla sua espansione nel reale, dalla staticità della rappresentazione alla dinamica della partecipazione.

Immagine della mostra Silvia Levenson. El plan era perfecto, DR Fake Cabinet, Torino, 2026. Courtesy l’artista e DR Fake Cabinet, Torino

Spostiamoci da Dr Fake Cabinet, in Via Giuseppe Barbaroux, dove si presenta una nuova personale di Silvia Levenson, artista argentina nata a Buenos Aires nel 1957. Una serie di lavori inediti in un’installazione di grandi dimensioni, tra cui, ad esempio, grandi contagocce, realizzati in vetro, nei quali sono state metaforicamente racchiuse alcune essenze immateriali: resistenza, empatia, speranza.

Levenson unisce nella sua ricerca una forte caratterizzazione politica con un’ironia straniante. In ciascuna delle sue opere la denuncia è accompagnata da un’estetica, che trasforma oggetti del quotidiano in elementi iconici, proprio grazie alla natura del materiale utilizzato. L’illusione consumistica è così raccontata grazie all’ironia di sculture che suggeriscono la facilità dell’appropriazione attraverso cosmetici e medicinali che possono dare a ciascuno ciò che più desidera, lasciandolo però, alla fine, insoddisfatto. Le cose non sono affatto semplici e non è sufficiente comprare qualcosa per possederlo davvero.

Ruth Barabash, Senza titolo, 1998. Gouache su carta (68×50cm). Courtesy Weber & Weber, Torino

Altri pochi passi, per raggiungere la galleria Weber & Weber in via S. Tommaso, per la collettiva Costellazioni fragili, curata da Lóránd Hegyi, che si concentra esclusivamente sul disegno: uno dei media più rappresentativi dell’espressione artistica contemporanea. Il disegno contemporaneo occupa un posto sempre più rilevante nella creazione artistica dei nostri giorni proprio per la sua natura altamente empatica e sensibile, per la sua immediatezza e spontaneità quasi linguistica, che sembra cogliere l’esperienza reale e fondamentale di incertezza della nostra epoca. In mostra lavori di Ruth Barabash, Heo Chanmi, Aron Gabor, Christoph Mayer, Hae Taehyoung, Johann Julian Taupe, Michael Ziegler.

Immagine della mostra Mark Leckey. Catabasis, Parcheggio GTT Valdo Fusi, Torino, 2026. Ph. Sofia Valabrega – Courtesy l’artista e Cripta747

Spostiamoci da Cripta 747, che presenta in questi giorni un programma piuttosto variegato. Conclusa da qualche giorno la mostra personale di Ada Zielinska parte di Metamorphosis, mostra collettiva diffusa in sei tra centri di ricerca, spazi auto-gestiti e contesti indipendenti, questo fine settimana gli spazi di via Giolitti sono dedicati alla prima edizione del Dummy Award, l’open call internazionale promossa insieme a Witty Books per la pubblicazione di un progetto fotografico inedito in forma di libro, con una mostra – oggi e domani – e una premiazione finale, a Cripta747, quest’oggi alle 18:30. Nella due giorni di esposizione, il pubblico potrà sfogliare i venti Dummy finalisti, selezionati da una giuria composta da Tommaso Parrillo (Witty Books), Giulia Ninotta (CAMERA) e l’artista Karla Hiraldo Voleau e scoprire il vincitore che entrerà nel catalogo della casa editrice. Il progetto verrà sviluppato nel corso del 2026 e presentato ufficialmente durante l’edizione 2027 di EXPOSED.

Prosegue poi, poco distante, un’altra delle iniziative promosse da Cripta747 in questa edizione del Festival. Al piano -2 del Parcheggio GTT Valdo Fusi, in piazzale Valdo Fusi, a cura di Cripta747 e Caterina Avataneo, il progetto di Mark Leckey, Catabasis.

Infine, questo fine settimana e il prossimo – 30 e 31 maggio -, Sottosopra: un programma di passeggiate guidate tra Piazzale Valdo Fusi e la mostra Catabasis promosso da Cripta747 in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, per esplorare e raccontare la piazza e i suoi spazi urbani e suburbani, a partire da una lettura socio-architettonica e i linguaggi dell’arte contemporanea.

Project Room Chiara Ferrando @NH-Carlina-5

Per dirigerci verso via della Rocca, per un altro gruppo di gallerie, deviamo leggermente su piazza Carlo Emanuele II, per visitare le iniziative ospitate nell’Hotel NH Collection Torino Piazza Carlina. Di recente è stata inaugurata Vertiges, una mostra di Chiara Ferrando, a cura di CRAG Gallery. La serie Vertiges sviluppa un linguaggio visivo incentrato sull’ambiguità spaziale e sulla bellezza. Le forme architettoniche vengono frammentate e riconfigurate in composizioni dinamiche, dove la prospettiva si fa instabile e lo spettatore è immerso in un’esperienza spaziale sospesa e vertiginosa.

In occasione della mostra, è stata realizzata un’immagine chiave, dedicata alla scala che ospiterà il progetto, in cui l’artista reinterpreta lo spazio sia nella sua dimensione fisica che percettiva, offrendo una prospettiva inedita e profondamente personale. Nell’ambito della stessa struttura sono ancora visitabili la mostra di Paolo Pellegrin, a cura della Galleria Umberto Benappi, e la project-room del body-performer Arno Rafael Minkkinen, a cura di Photo & Contemporary.

Roberto Casti, From the dephts of the earth madia, 2026 (dettaglio). Madia, libri, vinile 45 giri, scacchiera, cavi, altoparlanti, luce, al, led, suono, (96x85x45cm). Immagine della mostra Roberto Casti. A melody from the outside, Galleria Simóndi, Torino, 2026. Ph. Lorenzo Gastaldi – Courtesy l’artista e Galleria Simóndi, Torino

Raggiungiamo la galleria Simóndi in via della Rocca per due mostre. A melody from the outside, è la prima mostra personale in galleria di Roberto Casti (Iglesias, 1992), artista e musicista che vive e lavora tra Milano e Iglesias. Concetto chiave della sua pratica è l’interdipendenza, che lega indissolubilmente l’individuo alla collettività, l’essere umano al pianeta che abita, il pubblico all’opera o all’evento artistico. Elementi ambientali e spesso marginali — suono, luce, scarti di produzione, polvere — diventano dispositivi per ripensare la complessità e la precarietà dell’esistenza, mettendo in discussione una visione antropocentrica della realtà.

Giulia Iacolutti, dalla serie The Golden Liquid, 2024. Immagine della mostra Giulia Iacolutti. The Golden Liquid, Galleria Simóndi, Torino, 2026. Ph. Lorenzo Gastaldi – Courtesy l’artista e Galleria Simóndi, Torino

La seconda mostra – The Golden Liquid – è stata realizzata in occasione di EXPOSED, in collaborazione con Micamera, e presenta nella project room la serie fotografica The Golden Liquid (2024) di Giulia Iacolutti, che affronta l’allattamento — tema ancora largamente invisibile nelle politiche pubbliche — come uno spazio sottoposto a un rigido controllo socio-economico. All’interno delle sue opere, l’artista pone al centro il benessere psicofisico della diade, ovvero dell’allattante e dell’allattatə, come unica condizione imprescindibile. In questa prospettiva, indaga il latte umano, spesso definito “oro liquido” dell’alimentazione nella prima infanzia.

Bice Lazzari. Immagine per la mostra Esercizi di stile, Galleria Roccatre, Torino, 2026. COurtesy Galleria Roccatre, Torino

La galleria Roccatre presenta Esercizi di stile, una mostra collettiva che riunisce alcuni dei nomi più influenti della ricerca visiva e segnica del secondo Novecento e contemporanea. Dall’essenzialità di maestri come Lucio Fontana e Bice Lazzari, alle sperimentazioni verbo-visive di Arrigo Lora Totino e alla rigorosa ricerca di Irma Blank, prendendo spunto dal celebre concetto di variazione e rigore formale, la rassegna esplora le infinite potenzialità del “segno” inteso non solo come gesto grafico, ma come vera e propria unità di misura del pensiero artistico.

Come sottolineato dal testo critico di Roberto Galimberti, il percorso espositivo si snoda attraverso un dialogo serrato tra stili e linguaggi differenti: dalla purezza geometrica alla libertà dell’astrazione, fino alla dimensione concettuale e prospettica.

© Carolina Cuneo

Pochissimi passi per raggiungere in via Maria Vittoria la seconda sede – la home gallery – di CRAG. Qui, in occasione di EXPOSED e in collaborazione con la galleria VisionQuesT4rosso di Genova, la mostra bipersonale di Carolina Cuneo e Francesca Migone DENDROGRAFIE_La scrittura segreta degli alberi. L’esposizione mette in dialogo le opere delle due artiste distanti per generazione e approccio metodologico, ma unite dal desiderio di esplorare l’utopia di una riconciliazione tra l’essere umano e il mondo naturale. La mostra indaga una dimensione in cui il pianeta non è solo scenario, ma un organismo che pulsa e respira in armonia con l’energia vitale universale.

Immagine della mostra Interni con funzioni straordinarie, Archivio Salvo, Torino, 2026. Courtesy Archivio Salvo

Spostandoci verso Vanchiglia, facciamo visita in via Matteo Pescatore allo spazio espositivo dell’Archivio Salvo, che in questi giorni presenta un’interessante mostra collettiva a cura di Lisa Andreani: Interni con funzioni straordinarie.

Il titolo parte da una suggestione della curatrice sul “potenziale immaginale” dei titoli dei lavori di Salvo: si tratta di un ciclo di opere avviato alla fine degli anni Ottanta ed ispirato alle cattedrali gotiche del pittore olandese secentesco Pieter Saenredam. «Le colonne inondate da stroboscopiche luci e colori sono state un punto di partenza per interrogare i luoghi, siano essi privati, come l’archivio di Salvo, o spazi possibili che mettono in conversazione l’artista con altre voci, con artiste e artisti, designer e architetti». Opere di Martine Bedin, Nathalie Du Pasquier, Ottavia Plazza, Aldo Rossi, Salvo, Luigi Serafini, Ettore Sottsass, Masanori Umeda a cui si affiancheranno una «Successiva raccolta di voci, fatta di ascolti e contributi sonori, di parole e rompicapo, di archivi e colori», di Giorgio Di Domenico, Giuseppe Garrera, Maria Morganti, Matteo Mottin, Ramona Ponzini.

© Fondazione Sardi per l’Arte

Proseguiamo verso Vanchiglia che, per l’arte contemporanea, è sinonimo di Carol Rama, che qui ha vissuto e lavorato e, fa sempre piacere ricordare la presenza nel quartiere della sua casa-studio di via Napione, visitabile su appuntamento.

All’interno di un cortile di via Vanchiglia, da Febo e Dafne, troviamo You Deserve, una mostra personale di Diego Dominici, che nasce da una riflessione dell’artista sull’immagine come costruzione, intesa non come semplice rappresentazione del reale, ma come spazio in cui percezione, identità e cultura si intrecciano. Il lavoro di Dominici si sviluppa quindi attorno all’idea di filtro: elemento materiale che interviene sul processo visivo e dispositivo simbolico che modella il modo in cui ci mostriamo e veniamo percepiti.

© Diego Dominici

Per arrivare da Luce Gallery, vale la pena deviare brevissimamente il vostro percorso per un passaggio da Quartz Studio, in via Giulia di Barolo, che prende parte a EXPOSED con la mostra di Anna Orlowska, un altro pezzo di Metamorphosis, ancora visitabile fino al prossimo 2 giugno. Otherworlds (2023 – in corso) è il titolo della mostra e della serie-indagine sulla storia personale e familiare dell’artista, nonché un resoconto di un affascinante viaggio sospeso tra realtà e finzione, tra l’ordinario e l’onirico. I mondi del passato e del presente coesistono in parallelo, al di là delle strutture del tempo, intrecciandosi nel luogo che li collega: l’antico villaggio slesiano di Sandowitz, oggi Żędowice in Polonia, attorno al quale gravitano diverse generazioni della famiglia dell’artista.

© Anna Orlowska – Courtesy l’artista e Quartz Studio, Torino

Raggiungiamo infine Luce Gallery in Largo Montebello, che presenta la prima mostra personale – The Mayfly – di Chen Tianyi artista cinese (Nanchino, 1996) e residente a Tokyo. Una serie di nuovi dipinti, nella sua prima mostra personale in Europa, che si muovono come ricordi che affiorano nei meandri della mente, familiari eppure irraggiungibili, dove il paesaggio urbano non è un luogo, ma uno stato emotivo, un labirinto dove il presente si piega al sogno. Ogni tela è un frammento di coscienza, un’eco di esperienze, che vanno oltre le parole.

Chen Tianyi, Swan, 2025. Pigmenti minerali, pigmenti di fango, gesso e seta su pannello di legno (40,8×52,9cm). Courtesy l’artista e Luce Gallery, Torino

Ci dirigiamo nuovamente verso il Centro, per andare a visitare i Musei Reali, con due nuove mostre temporanee dedicate a Margherita di Savoia (1851-1926), a cento anni dalla scomparsa.

La prima, dal titolo Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Palazzo e Biblioteca Reale, è una mostra dossier, allestita alla Biblioteca Reale, che custodisce la collezione libraria di Margherita. Curata da Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci, la rassegna presenta una selezione di libri a stampa, documenti d’archivio, incisioni e fotografie, per la maggior parte inediti, a testimoniare la vita e gli interessi della sovrana, lettrice curiosa e grande appassionata di musica.

Immagine della mostra Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia, Musei Reali di Torino, Torino, 2026. © Musei Reali di Torino, Torino

La seconda mostra, che si tiene in contemporanea nel Medagliere Reale, riaperto a dicembre scorso dopo i lavori di riqualificazione, è dedicata a Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia. Curata da Elisa Panero in collaborazione con Patrizia Petitti e Daniela Speranza, la rassegna racconta emblematici personaggi femminili attraverso la lente delle collezioni numismatiche dei Musei Reali, che constano di circa 60mila tra monete, medaglie e sigilli, un terzo delle quali recano volti di donna. Un viaggio ideale tra grandi figure femminili dell’antichità e dell’età moderna, fino a Margherita di Savoia che, sulla base di una tradizione secolare, ha costruito consapevolmente la propria immagine pubblica.

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