15 febbraio 2026

Franco Battiato cantautore, poeta, pittore. Il MAXXI di Roma omaggia il genio poliedrico

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A cinque anni dalla scomparsa, una mostra dell’atmosfera intima ripercorre le molteplici vite di Franco Battiato tra musica, arti visive, spiritualità e ricerca. In corso fino al 26 aprile 2026

Franco Battiato ® Vincenzo Viscuso

A cinque anni dalla sua scomparsa, il MAXXI di Roma rende omaggio al poliedrico genio siciliano nelle sue molteplici vite — poeta, compositore, cantautore, regista e pittore — attraverso una mostra intima racchiusa in uno spazio unitario. Scandita in sette sezioni, l’esposizione ripercorre le opere e le traiettorie dell’artista nei diversi ambiti della sua ricerca. L’allestimento richiama l’atmosfera della sua casa: tappeti, tavoli e oggetti che custodiscono libri amati e materiali personali invitano il visitatore a entrare nel pensiero di un artista curioso della propria interiorità e costantemente orientato alla ricerca della bellezza. Curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, figlia del fratello Michele, organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS e accompagnata da un catalogo di Silvana Editoriale, Franco Battiato. Un’altra vita racconta l’esistenza dell’autore come un infinito svelarsi di vite differenti, attraverso materiali originali e inediti come quadri, vinili e video-interviste. Una storia sospesa tra avanguardia e sperimentazione, spiritualità e misticismo.

Franco Battiato. Un’altra vita. MAXXI, installation view

«Non è stato facile raccontare un personaggio come Franco Battiato e la grande eredità culturale e spirituale che ci ha lasciato», spiega Alessandro Nicosia, fondatore di C.O.R. «Lo abbiamo fatto con sezioni racchiuse da un unico ambiente, restituendo l’impressione di entrare in un salotto dove si può immergere nella sua figura e nei suoi contenuti».

Franco Battiato. Un’altra vita. MAXXI, installation view

Alla collezione di famiglia si affiancano cimeli conservati da amici e ammiratori: perché, sebbene in pubblico apparisse schivo e severo, Battiato amava profondamente il dialogo e la condivisione con le persone a lui care. Il viaggio attraverso le sue molteplici anime prende avvio dagli anni Settanta, agli esordi di una carriera nata lontano dalla Sicilia, in una Milano fertile di sperimentazioni. Gli anni Ottanta lo consacrano al successo e alla notorietà, ma senza mai cedere alla banalizzazione, come testimoniano i testi delle sue canzoni, densi di riferimenti letterari e filosofici. La sua non è una narrazione lineare: frasi e citazioni, apparentemente prive di nesso causale, costruiscono un tessuto complesso e inedito in cui parole e suoni si fondono in modo indissolubile.

Franco Battiato. Un’altra vita. MAXXI, installation view

Accanto al racconto del quotidiano emerge la ricerca della spiritualità, che lo conduce verso le filosofie orientali e il sufismo. Intorno agli anni Novanta si avvicina alla pittura come forma di continua autoanalisi: sulle tele e sulle tavole dorate riecheggia una personale reinterpretazione dell’arte bizantina, popolata da dervisci rotanti, colti nella leggerezza dei loro vortici. Battiato non si definiva pittore, ma «uomo che dipinge»: «Nella pittura vedo tutti i miei difetti e non vedo l’ora di rimettermi a dipingere per migliorarmi».

Franco Battiato. Un’altra vita. MAXXI, installation view

L’ultima sezione mostra svela un Battiato documentarista, attratto dal cinema, dal movimento e dall’immaginazione. Nel 2003 debutta come regista con Perdutoamor, dichiarazione d’amore delle proprie radici siciliane. Scrive colonne sonore per film di Nanni Moretti, Elisabetta Sgarbi e altri.

Franco Battiato. Un’altra vita. MAXXI, installation view

Dalla Sicilia a Milano e ritorno, il percorso si sofferma infine davanti a un grande schermo che restituisce il panorama osservato dalla villa di Milo, in Sicilia, dove Battiato ha vissuto fino alla morte, avvenuta il 18 maggio 2021. La mostra diventa così occasione per riflettere sul bisogno umano di bellezza, spiritualità e misticismo, temi centrali nella sua ricerca esistenziale. Come ricorda Grazia Cristina Battiato: «La mostra ha lo scopo di portare alle nuove generazioni il messaggio di Franco Battiato perché possano, attraverso la sua musica e la sua arte, capire che l’amore e la gentilezza abbattono i muri».

Franco Battiato, 1967. Foto Begotti (giornalfoto) – Collezione Primo Guttadauro

Al centro della mostra e della sua vita vi è la musica. Un ottagono schermato da pesanti tende nere accoglie i visitatori per un’immersione totale nel suono, grazie a un sofisticato impianto acustico. Nel buio, come sussurrate all’orecchio, risuonano cinque canzoni che hanno segnato l’immaginario collettivo e consacrato Battiato al grande pubblico. Francesco Battiato, noto al mondo come Franco, nelle sue molteplici vite non ha cercato di raggiungere obiettivi, ma di offrire sentieri da percorrere.

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