27 marzo 2024

La fotografia di Franco Fontana inaugura la nuova ala del Palazzo dei Musei di Modena

di

Inaugura il 27 marzo la mostra Franco Fontana. Modena dentro, visitabile fino al 16 giugno 2024 nei nuovi spazi del Palazzo dei Musei (ex Ospedale Estense) a Modena.

Franco Fontana©, Lavazza Set, 2010

La mostra è un omaggio al grande maestro Franco Fontana, che ha deciso di celebrare i suoi 90 anni nella sua città. In particolare, le opere del maestro, e non solo, inaugurano la nuovissima ala del Palazzo dei Musei, “destinata – annuncia il sindaco Muzzarelli – alla creazione di nuovi momenti di creatività per la città di Modena”. E la scelta dell’artista per questa importante occasione non poteva che ricadere su Franco Fontana, fotografo internazionale, che – come anche lui ci tiene a ribadire – sceglie sempre Modena come propria casa.

La mostra, organizzata anche grazie ai prestiti di collezionisti privati, è realizzata in collaborazione con Franco Fontana Studio, Fondazione Arnaldo Pomodoro e Studio Celant. Modena dentro è “una mostra di fotografia, ma non di fotografia”, così la descrive Lorenzo Respi, curatore dell’esposizione e direttore Mostre e Collezioni di FMAV Fondazione Modena Arti Visive. I celebri scatti di Fontana – risalenti a un periodo compreso tra gli anni ’70 e il 2010 – sono infatti qui messi in relazione con opere realizzate con diverse tecniche, in diverse epoche e con diversi soggetti. La convivenza tra le fotografie di Fontana e le opere di artisti contemporanei italiani e stranieri ha come obiettivo la creazione di un percorso, tracciato dall’invisibile filo di riferimenti iconologici che vanno a comporre la cultura visuale del maestro.

Franco Fontana, Modena Dentro, FMAV © Rolando Paolo Guerzoni
Franco Fontana, Modena Dentro, FMAV © Rolando Paolo Guerzoni

Il percorso proposto di questa mostra che la presidente di FMAV Donatella Pieri descrive come “densa di storia creativa del maestro”, non vuole essere né cronologico né tematico, ma un dialogo di opere che offrono spunti di relazione e di rimandi. E alla città di Modena, già protagonista nel titolo dell’evento, sono dedicati sottili omaggi. In particolare, la mostra è un’occasione anche per accogliere nuovamente a casa l’opera del nonantolano Mauro Reggiani, un grande ritorno che si aspettava dal 1984, quando è stata venduta a un collezionista romano.

Non solo Reggiani, Fontana si mette a confronto anche con le opere di Mimmo Rotella, Christo, Giuseppe Uncini, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto e Piero Gilardi, in una ricerca iconografica tutta da scoprire e da indagare. Le creazioni di questi artisti appartengono a linguaggi diversi rispetto alla fotografia di Fontana, ma scovare in ognuna di esse i possibili legami da cui sono tutte interconnesse guida il visitatore nella riscoperta di invisibili e indissolubili connessioni tematiche, iconologiche e materiali che nel tempo, e attraverso diverse reinterpretazioni, vanno a creare un percorso circolare di cultura visuale. Anche per questo è importante lasciarci alle spalle l’errata convinzione che le arti abbiano un’evoluzione verticale. “Le arti – spiega Respi – hanno uno sviluppo trasversale, infatti parliamo di cultura visiva”.

Franco Fontana©, Venezia, 1990

Ed ecco quindi che la celebre Ferrari celata da un telo rosso, immortalata da Fontana nel 1987, si può leggere in relazione con i celebri impacchettamenti di Christo, in particolare con la sua scarpa realizzata per Ferragamo e fotografata proprio dal maestro. Oltre agli impacchettamenti, la Ferragamo Christo propore dei riferimenti alla street art, alla serialità, ma anche alla materialità di quel mondo industriale che molte volte nella sua carriera Fontana ha preso come spunto per propria creatività. Non può mancare il paesaggio – inconfondibile e iconico nella produzione di Fontana -, di nuovo in un gioco di rimandi con Christo, ma anche con la fotografia di Fontana stesso scattata al Set della Lavazza del 2010. Il tema del paesaggio emerge nella scelta di accostare questi scatti a un tappeto di Gilardi, la Spiaggia con Tylocassis, in poliuretano espanso, eppure incredibilmente ingannevole. Infine, chiude questa stratificazione apparentemente inarrestabile di riferimenti la fotografia dell’installazione Floating Piers di Christo, realizzata sul Lago di Iseo.

Franco Fontana©, Artemide,1970

Il percorso espositivo si apre e si chiude con le geometrie e i colori saturi di Franco Fontana: il giallo, il rosso, il verde, perché “i colori si devono vedere”, spiega il maestro.  In queste geometrie troviamo la sintesi che il maestro ha fatto nel corso della sua carriera di tutti quegli stimoli che direttamente o indirettamente sono andati stratificandosi nella sua memoria andando a creare un patrimonio iconografico impercettibile, da scovare negli scatti in mostra.

Franco Fontana. Modena dentro non ci parla solo di fotografia, ma si tratta di “un’esperienza artistica che affronta temi e pratiche”, parte di una serie di importanti iniziative, tra cui la masterclass grazie a cui la nuova generazione di artisti ha avuto l’occasione di lavorare insieme al maestro. Un evento collaterale della mostra sarà una Giornata di studi in cui, insieme a Franco Fontana, si avrà l’occasione di affrontare temi e idee, oltre che di interrogarsi sul futuro della creatività.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui