04 marzo 2024

Renaissance e The Weight of the Concrete: al Museion dal 23 marzo

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Una celebrazione di giovani artiste e artisti contemporanei, dell’Alto Adige e di Milano, che condividono l'impegno per un esame rigenerativo e critico del patrimonio culturale e un omaggio completo alla poliedrica carriera di Ezio Gribaudo, sia come artista che come editore, vivranno al secondo, terzo e quarto piano del Museion di Bolzano, dal 23 marzo fino all’1 settembre

Jim C. Nedd, Sofia, 2023. Courtesy the artist and SANDY BROWN

La nuova stagione espositiva di Museion, il museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, si apre con le due nuove e attesissime mostre Renaissance, a cura di Leonie Radine, e The Weight of the Concrete, a cura di Tom Engels e Lilou Vidal in collaborazione con Leonie Radine.

Sulla scenografia di sfondi, luci e ombre, creata dallo studio di design milanese (ab)Normal, gli artisti AliPaloma, Monia Ben Hamouda, Costanza Candeloro, Filippo Contatore, Isabella Costabile, Binta Diaw, Giorgia Garzilli, Sophie Lazari, Lorenza Longhi, Magdalena Mitterhofer, Jim C. Nedd, Luca Piscopo, Raphael Pohl, Davide Stucchi e Tobias Tavella risponderanno alle domande che fondano Renaissance: in che modo una giovane generazione di artiste e artisti elabora la propria pesante eredità culturale, plasmata da standard estetici e sociali, valori, modelli, icone o aspettative sulla figura della o dell’artista? Come si costruisce sulle rovine del passato che ancora proiettano lunghe ombre?

AliPaloma, Allen Alles, 2021, Performance Festung Franzensfeste, Foto / Photo: Leonhard Angerer, Courtesy the artist

Nonostante la diversità delle loro pratiche – tra cui troviamo scultura, installazioni, pittura, disegno, video, fotografia e performance – tutti loro usano metodi, immagini o materiali per mettere a nudo elementi basilari o ruderi di modelli di rappresentazione estetica e sociale dominanti, e fondare su di essi il nuovo. Mentre alcune e alcuni indagano rituali, pratiche spirituali, storie di migrazione o storie familiari tramandate, altre e altri si concentrano sull’analisi critica e la rivalutazione di immagini pervasive della cultura pop, finzioni urbane o ruoli di genere stereotipati in letteratura, cinema, design, architettura o pubblicità. Diversi artisti e artiste si dedicano poi al riciclo di prodotti di scarto dell’industria creativa in cui a volte operano, ponendosi all’intersezione fra arte figurativa e arti applicate. In vari modi transdisciplinari, tutte e tutti gli artisti tematizzano questioni di appartenenza, affermando che l’identità culturale è qualcosa di fluido, per nulla scolpita nella pietra. 

L’occasione per la realizzazione di questa mostra è l’assegnazione di una delle più alte borse di studio (60.000 franchi) per l’arte emergente in Europa, che la Fondazione Vordemberge-Gildewart conferisce – annualmente e in colalborazione con un’istituzione espositiva europea, quest’anno il Museion – a un o un’artista di massimo 35 anni della regione selezionata. Nel contesto di Renaissance verranno assegnati anche il primo Museion Private Founders Award e il Premio del Pubblico, entrambi legati ad acquisizioni per la collezione del museo. 

Tobias Tavella, steady drip, 2021. Foto / Photo: Ignacio Merino, Courtesy of the artist
zio Gribaudo nel suo studio, Torino. Copyright Archivio Gribaudo, Torino / in seinem Studio, Turin / in his studio, Turin. Copyright Archivio Gribaudo, Turin

Mentre al terzo e al quarto piano i noti concetti rigenerativi di “Rinascimento” o “Arte povera” vengono di fatto tradotti nel “qui ed ora” e assumono un nuovo significato, al secondo piano del museo la mostra The Weight of the Concrete omaggia la poliedrica carriera di Ezio Gribaudo, sia come artista che come editore, rivalutandone il lavoro in un momento in cui molti giovani artisti e artiste lavorano in modo transdisciplinare e rigenerativo tra arti visive e applicate.

Il titolo della mostra – prodotta dal Grazer Kunstverein in collaborazione con l’Archivio Gribaudo di Torino e con Museion – è preso in prestito da Il Peso del Concreto (1968), un libro fondamentale che presenta i primi lavori grafici di Gribaudo, insieme a un’antologia di poesia concreta a cura del poeta Adriano Spatola. Al centro di questa pubblicazione e dell’esposizione c’è l’emblematica serie di Logogrifi che l’artista ha sviluppato a partire dagli anni ‘60, passando da rilievi su carta assorbente a rilievi in legno e polistirolo, e che hanno sempre avuto un rapporto strettamente intrecciato con la sua attività di creazione di libri, nonché con la fascinazione per i nuovi processi di stampa industriale, i caratteri tipografici, i giochi linguistici e le matrici a rilievo.

Ezio Gribaudo, Logogrifo, 1969. Ezio Gribaudo, The Weight of the Concrete, in a scenography by Davide Stucchi at Grazer Kunstverein, 2023. Courtesy: the Archivio Gribaudo, Davide Stucchi and Grazer Kunstverein. Photo: kunst-dokumentation.com

Su una scenografia creata da Davide Stucchi, il cui approccio e i cui interventi riecheggiano e amplificano quelli di Gribaudo attraverso l’utilizzo di oggetti ready-made e materiali prodotti industrialmente, The Weight of the Concrete favorirà l’incontro della poetica della materia dell’artista torinese con alcune voci della poesia sperimentale – Tomaso BingaCAConrad, Bryana Fritz, Susan Howe e David Grubbs, Katalin Ladik, Hanne Lippard, Nat Marcus e Patrizia Vicinelli – per esplorare, da una nuova prospettiva, le combinazioni di arte visiva, poesia, stampa e design del grande maestro. 

Entrambe le mostre, arricchite di un programma collaterale dentro e oltre Museion (consultabile qui), saranno accompagnate da una pubblicazione: quella di Renaissance, edita da Leonie Radine, sarà un approfondimento testuale su artiste e artisti partecipanti; quella di The Weight of the Concrete, pubblicata da Axis Axis e Grazer Kunstverein, reinterpreterà Il Peso del Concreto (1968) di Gribaudo e Spatola, fondendo l’opera di Gribaudo con una nuova antologia di poesia concreta e sperimentale storica e contemporanea.

Ezio Gribaudo, Cieli, 1975. Ezio Gribaudo, The Weight of the Concrete, in a scenography by Davide Stucchi at Grazer Kunstverein, 2023. Courtesy: the Archivio Gribaudo, Davide Stucchi and Grazer Kunstverein. Photo: kunst-dokumentation.com

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