25 gennaio 2026

Storie di sport e montagne. Le vette sono protagoniste a Teglio, in provincia di Sondrio

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Dal 28 gennaio al 30 agosto il Museo Nazionale Palazzo Besta accoglie nei suoi spazi “Vette. Storie di sport e montagne”, un progetto che indaga il rapporto profondo e complesso tra sport, territorio alpino e società

Vette. Storie di sport e montagne. Museo Nazionale Palazzo Besta, Teglio (SO)

Vette. Storie di sport. Montagne. La mostra Vette. Storie di sport e montagne intreccia le storie di agrandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, storie di talento, coraggio e sfide; ma anche storie delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento quando la diffusione degli sport invernali e del turismo ha inciso radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi, e storie di un cambiamento, dal passaggio dall’economia di sussistenza al benessere, da una vita scandita dalla fatica e dal lavoro all’emergere del tempo libero e del divertimento.

Il curatore della mostra che si inserisce nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Rosario Maria Anzalone, anticipa qualcosa «Per ispirazione, forma e durata questa mostra guarda oltre la ribalta olimpica e paralimpica che proietterà i luoghi di Milano Cortina 2026 al centro dell’attenzione internazionale. È un progetto culturale meditato, coerente con l’identità del magnifico luogo che lo accoglie e radicato nel territorio che vi fa da cornice. Storie, episodi, tradizioni e persino contraddizioni finiscono per comporre un mosaico di memoria collettiva in cui storia globale e locale dialogano attraverso continui rimandi. Una riflessione sulle relazioni tra spazio naturale e antropizzato, resa oltremodo avvincente dalle epopee sportive nel segno degli antichi valori dell’olimpismo, cornice etica e sociale di immutata attualità».

Vette. Storie di sport e montagne. Museo Nazionale Palazzo Besta, Teglio (SO)

Se la mostra propone uno sguardo storico, sociale e culturale sulla montagna come spazio di sfida, trasformazione e costruzione dell’immaginario collettivo, il percorso si sviluppa negli spazi interni ed esterni del Palazzo articolandosi intorno a tre nuclei tematici, liberamente intrecciati tra loro. Al piano terra, nella corte e nelle cantine di Palazzo Besta, manifesti storici, immagini, video e cimeli olimpici e paralimpici ripercorrono la storia dei Giochi Invernali, dalla prima edizione di Chamonix del 1924 fino all’imminente appuntamento di Milano Cortina 2026. Il primo piano di Palazzo Besta accoglie una ricca selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali e alle località sciistiche, dai primi del Novecento agli Anni 60, testimoniando la nascita dell’immaginario alpino moderno e la progressiva affermazione della montagna come meta turistica e sportiva. Nel Salone d’Onore di Palazzo Besta è raccontata l’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, dai primi sci norvegesi di fine Ottocento fino ai modelli sciancrati contemporanei. In questa sezione emerge uno sguardo al femminile, filo conduttore dell’intera mostra, in dialogo con la storia stessa del Palazzo, segnata dal ruolo centrale delle donne della famiglia Besta. Le storie personali delle pioniere degli sport invernali e delle atlete olimpiche e paralimpiche sono poste in dialogo con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento, raccontata attraverso fotografie d’epoca e oggetti del lavoro e della vita domestica. Ne risulta un percorso di cambiamento che va dal ruolo tradizionale alla progressiva affermazione di nuove forme di autonomia, visibilità e riconoscimento.

Vette. Storie di sport e montagne. Museo Nazionale Palazzo Besta, Teglio (SO)

Silvia Biagi, Direttrice del museo – che con questo progetto fa emergere la propria vocazione di farsi luogo di raccolta e restituzione delle memorie, materiali e immateriali, del territorio alpino –  «Le montagne rappresentano, da sempre, un luogo di limite e di desiderio. Uno spazio fisico e simbolico in cui l’uomo misura il proprio corpo, il proprio ingegno e la propria capacità di adattamento. VETTE. Storie di sport e montagne racconta questi luoghi attraverso un viaggio che va dalle esperienze pionieristiche all’affermazione del turismo sportivo, mostrando come le pratiche sportive abbiano trasformato il paesaggio alpino, gli stili di vita e l’immaginario collettivo delle comunità di montagna».

La mostra «interpreta un tema centrale per i territori alpini: la montagna come luogo di trasformazione, di incontro tra comunità, cultura e sport. È un racconto che appartiene alle nostre valli e allo stesso tempo dialoga con il mondo, dentro lo scenario delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, fa eco Davide Menegola, Presidente della Provincia di Sondrio, in pieno accordo con Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, secondo cui il progetto « valorizza un patrimonio che non è solo naturale, ma culturale e umano, dando spazio anche allo sguardo e alle storie delle donne, protagoniste spesso poco visibili ma centrali nella vita delle terre di montagna e nella storia dello sport, e che trova nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 un’occasione straordinaria per essere raccontato al pubblico internazionale». 

VETTE. Storie di sport e montagne – resa possibile grazie ai materiali del Museo nazionale Collezione Salce, della Olympic Foundation for Culture and Heritage (OFCH) e ai prestiti del Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e del Museo dello Sci e della Montagna dell’Aprica, e a collezionisti che hanno messo a disposizione immagini, documenti, attrezzature sportive e cimeli originali – non propone una semplice narrazione ma invita a considerare la montagna come un organismo complesso, segnato dall’azione umana e al tempo stesso portatore di limiti e fragilità.

Vette. Storie di sport e montagne. Museo Nazionale Palazzo Besta, Teglio (SO)

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