25 ottobre 1999

Firenze

 
Alberto della Ragione era un collezionista d'arte.
Quando morì pensò di affidare la sua collezione al Comune di Firenze affinchè fosse esposta al pubblico. Ed in effetti, esposta al pubblico, la collezione lo è davvero

di

Peccato però che nessuno (o solo pochissimi) sembrano saperlo; e che, affacciandosi sulla P.zza della Signoria splendida ed affollata, dal solare balcone di una delle sale di questo museo posto in posizione centralissima, non si possa far altro che ammirare, sconsolati, il flusso di turisti sciamanti verso Palazzo Vecchio; o fermi in coda (infinita) per entrare agli Uffizi.
Il tutto mentre, nei freschi e discreti saloni che ospitano il museo d’Arte italiana del Novecento, non si contano se non pochissimi «cultori», arrivati qui chissà come.
Eppure la quantità (411 opere) e la qualità delle sculture come delle pitture esposte, il calibro stesso degli artisti presenti, l’ambiente della galleria, meriterebbero una sorte ben migliore.
Tra le collezioni di Alberto della Ragione, pittori del calibro di Rosai, Carrà, Morandi, De Chirico, Guttuso Capolavori assoluti, custoditi con dedizione da un personale solerte e gentile.
Due piani (uno spesso chiuso per mancanza di controllo), un percorso museale costretto nella struttura di uno spazio pensato per esigenze di tipo abitativo piuttosto che espositivo. Un’illuminazione che invece di esaltare il valore delle opere esposte, ne appiattisce la vista.
Eppure tutte queste difficoltà sarebbero niente, sarebbero superabili, se solo qualcuno lo volesse seriamente.
Basterebbe poco, infatti, per valorizzare il museo e far in modo che la Raccolta Della Ragione , da tesoro di pochi, divenisse patrimonio di molti. Di quei tanti (e sarebbero numerosissimi, ne siamo certi) capaci di apprezzare le opere d’arte che questa splendida perla dimenticata mette in mostra.
A tutt’oggi, invece, quando mancano pochi giorni al Duemila, la collezione della Ragione, se ne sta lì, appollaiata in una palazzina dal volto anonimo, con l’ingresso stretto tra i tavolini di due bar e confuso con l’entrata di una commercialissima banca, occasionale vicina di casa.
Mancano gli accessi per i portatori di handicap, manca addirittura un catalogo. Ma soprattutto sembra manchi addirittura la volontà di segnalarlo, questo museo. Di farlo conoscere. D’accordo, è indicato nelle guide dell’Apt, è inserito all’interno del circuito musei comunali. Ma sarebbe troppo chiedere un cartello che sia davvero visibile? Un’ indicazione che invogli davvero i turisti ad ammirare i capolavori esposti?

P.zza della Signoria 5
Tel. (39) 055 283078
Per gli orari e la visibilità si consiglia di telefonare
Non accessibile ai disabili
Biglietto intero: L. 4.000


Domenico Guarino

[exibart]

3 Commenti

  1. gradirei conoscere l’ elenco dei quadri della collezione anche per verificare la presenza di opere del pittore carlo contini (oristano 1903-pistoia 1970). sono comunque interessato a ricevere notizie sulla vita e le opere del pittore carlo contini per completare una raccolta di note biografiche ed un elenco il più completo possibile delle sue opere

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