28 gennaio 2003

Avvista l’artista!

 
La metropolitana è diventata il più bel museo sotterraneo del mondo. E ora anche l'azienda che gestisce gli autobus, l'ANM, inizia a collezionare opere di giovani artisti. E le espone sui pulmann...

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L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’associazione napoletana Motus, impegnata da anni nella promozione dell’arte contemporanea, l’Accademia di Belle Arti e l’Azienda Napoletana Mobilità. In occasione del progetto “Impresa e Cultura”, ideato ed organizzato da Confindustria, l’ANM ha infatti acquistato cinque opere di altrettanti giovani artisti napoletani, inizio di una neonata collezione d’arte contemporanea. Stampati sul retro di alcuni autobus, i lavori viaggiano ormai già da due mesi dando vita ad una vera e propria mostra itinerante che coinvolge e fa dialogare, in maniera veramente viva ed autentica, cittadini, istituzioni pubbliche e giovani artisti. cristian leperinoPercorrendo le rotte più popolari della città, da Via Marina alla Stazione di Piazza Garibaldi, queste vetture portano, così, in giro le idee e l’ immaginario dei giovani artisti.
L’iniziativa – come dice Rino Squillante, uno dei rappresentanti di Motus – mette in discussione il meccanismo stesso della fruizione dell’arte facendo in modo che le immagini degli artisti, non solo persistano in un luogo imprevisto, ma addirittura attuino un movimento nella città, incontrando persone luoghi sempre nuovi e inaspettati.
Inaspettate, infatti, le immagini e i personaggi che vengono ad abitare le nostre strade, come accade con il lavoro di Federico Del Vecchio,Please Keep out in cui, è il caso di dire, gli alieni invadono la città! Federico, infatti, fa sbarcare un astronauta, bardato di tutto punto e il suo esercito di cyberbunny in pieno centro. Così, tra semafori ed auto, ci si domanda quale sia il mondo alieno, coinvolti senza volerlo in un inquietante gioco delle parti. E ancora ci si può trovare di fronte alle presenze terrificantifederico del vecchio di Cristian Leperino : tirate fuori come da un inconscio collettivo di allucinazioni e paure, risalgono a galla, manifestandosi d’improvviso come in un incubo. Anna Fusco invece conferma la sua particolare sensibilità d’artista attraverso un’immagine ricca di poesia e di pathos: una strada su cui si intravedono solo le gambe di una donna che indossa calzette gialle e scarpine bianco-rosse. Quasi una favola: l’eroina è una fanciulla malinconica, assorta e distratta come la Cabiria di Federico Fellini, una femminilità naturale ed istintiva, donna, ma insieme bambina e clown. La ricerca di Lello Fondacaro sembra invece concentrata a svelare ad uno sguardo disattento tutte le anime possibili delle cose, in un processo di metamorfosi continua ed allarmante della forma. E attraverso un corpo femminile che diventa un’Idra, l’artista ci ricorda quanto di vero ci sia nel mito ed quanto di immaginario nella realtà. Intenso anche il lavoro di Barbara La Ragione: unabarabra la ragione fotografia di un interno qualunque, un ambiente privato che racconta un esperienza personale messa, però, in relazione con la realtà urbana. Il mondo chiuso entro cui vivono i personaggi dell’artista, fatto di abitudini, di luoghi conosciuti e rassicuranti si sgretola relazionandosi con i segni e i simboli che raccontano la presenza dell’individuo, singolo nella collettività.
Ecco dunque cosa stupisce davvero di questa iniziativa; non solo la forma in cui si manifesta e che permette all’arte di uscire dai contesti tradizionali e di incontrare la gente, ma soprattutto la capacità che questi giovani artisti hanno avuto di interpretarne il senso. In modo assolutamente personale e moderno ognuno di loro si è fatto portavoce di un “sentire la città” e, ad uno sguardo critico, non può sfuggire il comune senso di inadeguatezza e di alienazione espresso variamente o con l’invenzione di un mondo altro, magari futuribile, favoloso, o col rifugio nell’inconscio e nel mito.

valeria cino


Muoviti e Osserva
Promosso da Motus, Accademia delle Belle Arti e Azienda napoletana mobilità
Info: stazionamento ANM – Piazza Garibaldi (Stazione Centrale)


[exibart]

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