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A Venezia, le sculture specchio di Anne de Carbuccia riflettono sulla post-verità
Progetti e iniziative
di Redazione
A Venezia ha aperto Sergente S.N.A.F.U. – Situation Normal, All Fucked Up, mostra personale di Anne de Carbuccia, visitabile fino al 30 settembre 2026 negli spazi di Brun Fine Art | Pilar Pandini, a pochi passi dal Ponte dell’Accademia. Il progetto ruota attorno a una nuova serie scultorea dedicata al rapporto tra informazione, potere e costruzione della percezione pubblica. Le opere presentano figure di soldati stilizzati armati non di fucili ma di microfoni, in una metafora esplicita del linguaggio e della comunicazione come armi del conflitto contemporaneo. Il titolo riprende l’acronimo militare statunitense SNAFU – Situation Normal, All Fucked Up, espressione utilizzata per descrivere situazioni caotiche considerate ormai normali.

Secondo l’artista, la serie nasce da una riflessione sul ruolo assunto oggi dai media e dai sistemi informativi globali, in un contesto segnato dalla diffusione di disinformazione, propaganda e manipolazione algoritmica. «Viviamo ormai in un’era post-verità. Oggi l’informazione è dappertutto un’arma. Per essere potente devi avere la più grande armata di informazioni. Usare un microfono può uccidere, ma può anche ucciderti. È uno strumento di guerra. Questa guerra, questa crisi è globale. Non riusciremo mai a sconfiggere disinformazione, deformazione e propaganda. Il meglio che possiamo fare è gestirle. Abbiamo gli strumenti per farlo: abbiamo la nostra ragione e le nostre emozioni. Per combattere abbiamo la nostra umanità», afferma de Carbuccia nel testo che accompagna il progetto.

Le sculture sono realizzate attraverso processi di stampa 3D di grande formato e successivamente rifinite con superfici cromate dai colori differenti, rosso, blu, verde, argento e oro. La scelta del cromo produce un effetto specchiante che coinvolge direttamente il visitatore, riflesso sulle superfici lucide dei soldati. Le figure richiamano volutamente l’estetica delle figurine giocattolo, introducendo un contrasto tra familiarità infantile e immaginario militare.

L’intervento si inserisce nella ricerca che Anne de Carbuccia conduce dal 2013 sui temi della crisi ambientale, della fragilità degli ecosistemi e delle trasformazioni culturali contemporanee. Nata in Corsica, l’artista ha sviluppato negli ultimi anni una pratica interdisciplinare tra fotografia, installazione e cinema documentario, concentrandosi spesso su habitat, specie e comunità minacciate. Parallelamente all’attività espositiva, ha realizzato la serie Choose Earth, attualmente disponibile su Amazon Prime Video.





















