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Bruxelles 2026: una capitale culturale in trasformazione, dal Kanal – Centre Pompidou alle mostre diffuse in città
Progetti e iniziative
Dopo un 2025 dedicato all’Art Déco, Bruxelles annuncia il proprio calendario culturale 2026 in fermento. La conferenza stampa Arty Brussels, è stata presentata per la prima volta a Roma, il 20 gennaio presso la Residenza di S.E. Andy Detaille, Ambasciatore del Belgio in Italia, con la supervisione dell’ente del turismo Visit Brussels e la think tank & city development Hub Brussels, insieme ai rappresentati di Kanal – Centre Pompidou e Bozar. La capitale belga si prepara ad un anno volto a consolidare il suo ruolo di polo europeo per l’arte moderna e contemporanea, con un programma fitto di mostre, fiere e festival diffusi. Il momento più atteso resta l’apertura di Kanal – Centre Pompidou, fissata per il 28 novembre, destinata a segnare una svolta nel profilo internazionale della città.

Kanal – Centre Pompidou: un museo-città
Ospitato nell’ex garage Citroën affacciato sul canale, Kanal – Centre Pompidou è il primo grande museo di arte moderna e contemporanea di Bruxelles. I suoi 40.000 metri quadrati comprendono spazi espositivi di dimensioni variabili, auditorium, aree per attività educative e ampie superfici aperte al pubblico, concepite per favorire una frequentazione continua e non esclusivamente legata alle mostre.
La collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi costituisce l’asse portante del progetto e consente l’accesso ad una delle collezioni più rilevanti in ambito europeo. L’apertura sarà accompagnata da una selezione di opere emblematiche del Novecento, con lavori di Matisse, Picasso e Giacometti, affiancati da nuclei provenienti dalla collezione Kanal e da prestiti mirati. Particolare attenzione è riservata agli artisti legati a Bruxelles e al contesto belga, con opere che affrontano questioni urbane, storiche e politiche. La presenza di figure come Marcel Broodthaers, insieme a ricerche contemporanee e a contributi internazionali, definisce un’identità curatoriale orientata alla pluralità dei linguaggi e alla relazione tra arte e spazio pubblico.

Bozar e la messa in discussione della bellezza
Nei primi mesi dell’anno il Bozar concentra la propria programmazione su una riflessione articolata sui canoni estetici. Bellezza e Bruttezza affronta il Rinascimento attraverso il confronto tra artisti italiani e nord-europei, mettendo in luce le differenze tra ideale formale, deformazione e ambiguità visiva. Opere di Leonardo, Botticelli, Tiziano, Tintoretto, Cranach e Massys restituiscono un’immagine complessa e tutt’altro che unitaria dell’epoca.
Con la selezione di Picture Perfect, fotografia e video diventano strumenti di analisi della contemporaneità. La mostra indaga il rapporto tra immagine, identità e aspettative sociali, proponendo una riflessione critica sui modelli estetici dominanti e aprendo a visioni più inclusive e meno normative della bellezza.

Fiere e festival: una città in movimento
Il panorama culturale del 2026 si estende oltre i musei. Alla Villa Empain, la mostra Fire riunisce artisti moderni e contemporanei attorno al tema del fuoco, indagato nei suoi aspetti simbolici e materiali, con presenze che vanno da Burri e Kounellis a Bill Viola e Sammy Baloji.

Sul fronte del mercato, BRAFA e Art Brussels confermano il ruolo della città nel circuito internazionale, affiancate da realtà più recenti come Ceramic Brussels. Completano il quadro festival diffusi che coinvolgono l’intero spazio urbano, dal Photofestival Brussels al Bright Festival, fino al Brussels Jazz Festival.

Una capitale culturale condivisa
Il 2026 non rappresenta un punto di arrivo, ma una fase di consolidamento. L’apertura di Kanal Centre Pompidou agisce da catalizzatore per un sistema già attivo, che ora punta a una maggiore continuità e riconoscibilità internazionale. La sfida sarà mantenere nel tempo l’equilibrio tra ambizione globale e radicamento locale, trasformando questa concentrazione di eventi in un progetto culturale duraturo.











