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L’arte contemporanea dialoga con Caravaggio, al Pio Monte di Napoli
Progetti e iniziative
di redazione
Il Pio Monte della Misericordia di Napoli torna ad aprirsi all’arte contemporanea, con l’ottava edizione di Sette Opere per la Misericordia, progetto che rinnova, in chiave attuale, una tradizione di mecenatismo lunga oltre quattro secoli. Fino al 24 aprile saranno infatti visitabili le sette opere donate da Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan, che hanno accolto l’invito del Pio Monte attraverso un gesto di mecenatismo puro, donando le proprie opere che entreranno stabilmente nella collezione dell’Ente con la dicitura “Dono dell’Artista”.
Le opere sono esposte all’interno della chiesa del Pio Monte, in un confronto diretto con il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio, Le Sette Opere di Misericordia, commissionato nel 1606 dai Governatori dell’Istituzione. Caravaggio, arrivato a Napoli in fuga da Roma dopo l’omicidio di Ranuccio Tomassoni, realizzò per l’altare maggiore una pala senza precedenti per ambizione e complessità. Il dipinto riunisce in un’unica scena notturna le sette opere di misericordia corporale della tradizione cristiana, ambientandole nel brulicante frammento di vita di una Napoli popolare, oscura e intensamente reale.
L’opera, che è rimasta nel luogo per cui fu concepita, sull’altare maggiore della chiesa del Pio Monte, colpisce anche oggi per la sua radicale modernità: Caravaggio abbandonò la struttura narrativa ordinata e didascalica, scegliendo una composizione teatrale e dinamica, con la misericordia che si incarna in corpi concreti e pulsanti ancora oggi.

L’ottava edizione di Sette Opere per la Misericordia è stata presentata il 24 gennaio alla presenza della Soprintendente Fabrizia Paternò di San Nicola, del curatore Mario Codognato, del Governatore al Patrimonio Mobiliare Artistico e Archivistico Alberto Sifola e di Maria Grazia Leonetti Rodinò, ideatrice e responsabile del progetto, nato nel 2011 con l’obiettivo di rinnovare la vocazione culturale e sociale del Pio Monte attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

I lavori in mostra restituiscono una pluralità di approcci e linguaggi, dalla scultura alla pittura, dal disegno alla fotografia, fino alle pratiche digitali e ai processi generativi. Antony Gormley affronta il tema della misericordia a partire dal corpo umano, inteso come luogo primario della vulnerabilità e dell’esperienza. Holly Herndon e Mat Dryhurst propongono una riflessione sulla cura e sulla collettività attraverso un’immagine generata con il primo modello di intelligenza artificiale DALL·E, in cui il processo stesso diventa atto condiviso.

Yu Hong concentra la propria attenzione sul corpo esposto, affidando a mani e piedi dipinti su fondo dorato una forza simbolica che dialoga tanto con la tradizione iconica quanto con la crudezza del presente. Max Renkel lavora su una soglia instabile tra figurazione e astrazione, mentre David Salle intreccia frammenti visivi e culturali per restituire una coscienza contemporanea stratificata e discontinua. Marco Tirelli indaga il confine tra visibile e invisibile con una pittura rigorosa e mentale, e Lee Ufan, attraverso un gesto essenziale, invita alla contemplazione del vuoto, della distanza e della relazione, secondo una sensibilità profondamente radicata nelle filosofie orientali.

Accanto alla mostra principale, il progetto conferma la propria attenzione alle giovani generazioni attraverso il concorso Sette Opere per la Misericordia, che quest’anno ha assegnato sette borse di studio a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli: Linda Giordano, Maria Rosaria Arnese, Claudio Pisapia, Marika Grimaldi, Thomas del Greco, Alessandro Rodello e Carmela Bianco. I lavori vincitori sono ora esposti nella Quadreria del Pio Monte, rafforzando il legame tra formazione, ricerca e patrimonio.

Con questa edizione salgono a 56 le opere donate nel corso degli anni da artisti italiani e internazionali, contribuendo a costruire una sezione permanente di arte contemporanea unica nel panorama museale italiano per qualità e finalità etiche, che affianca al lascito caravaggesco opere di figure come Anish Kapoor, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Douglas Gordon, tra gli altri.














