08 settembre 2009

NOI, HUB DELLA CREATIVITÀ

 
Discutere, esibire e produrre arte per porre le basi di una nuova generazione e ripartire insieme: è la mission di Depart, fondazione romana che debutta ufficialmente a settembre con una mostra al Macro. E, da novembre, avrà una propria sede. Una chiacchierata col fondatore, Pierpaolo Barzan...

di

Pierpaolo
Barzan, chi sei?

Una
decina d’anni fa ho cofondato l’Altay Scientific Spa, azienda attiva nella
produzione di attrezzature scientifiche per laboratori scolastici. La nostra
produzione è rivolta per il novantanove per cento ai mercati esteri in quanto
in Italia, un po’ per un approccio antiquato all’insegnamento delle scienze un
po’ per mancanza di fondi, raramente nelle scuole si utilizzano apparecchiature
scientifiche. Per questo mi trovo spesso a viaggiare.

Magari
proprio a New York, capitale dell’arte contemporanea…

Già. Tra
i principali mercati ci sono gli Stati Uniti e a New York, sette anni fa, è
cominciata la mia avventura di collezionista. Da allora, nei miei viaggi di lavoro,
dovunque mi trovassi, ho sempre cercato di ritagliarmi un po’ di tempo per
approfondire la mia passione e visitare musei e gallerie: l’arte mi ha aiutato
a comprendere la cultura dei popoli con cui entravo in contatto.

Pierpaolo BarzanCome nasce la voglia di aprire una fondazione?
In Italia spesso si percepisce l’arte contemporanea come
qualcosa di negativo e invasivo verso il nostro patrimonio culturale, ma ciò
che sembra sfuggire è che l’arte, che per sua natura è sempre contemporanea, è
una scintilla di creatività che genera innovazione e sviluppo. Fino agli anni
‘50 e ‘60 il nostro Paese ha regalato al mondo grandi artisti, designer e
architetti, mentre oggi mi sembra, ahimè, che abbiamo ben poco da offrire sul
piano internazionale. L’aver smesso di investire in cultura e in istruzione,
non riuscendo di fatto a creare una nuova generazione, ha comportato che
l’Italia si sia lentamente spenta e ritirata su se stessa, diventando
provinciale e marginale rispetto al resto del mondo.

Un Paese intellettualmente quasi perduto. Qual è la
vostra ricetta?

Depart vuole rilanciare un dibattito sulla contemporaneità
in Italia, ospitare artisti dalle idee fresche e vivaci attraverso un programma
di residenze e organizzare mostre che possano avvicinare un pubblico giovane
alle nuove tendenze artistiche. La visione di Depart è tutta racchiusa nel suo
nome: discutere, esibire e produrre arte per porre le basi di una nuova
generazione e ripartire insieme.

Ci puoi elencare le attività che contraddistingueranno
Depart?

Depart vuole porsi soprattutto come un luogo di produzione
artistica, un vero hub della creatività, con il programma di residenze, mostre
e dibattiti. Inaugureremo ufficialmente la Fondazione con l’evento New York
Minute
: sessanta
artisti che ruotano intorno alla Grande Mela si esibiranno al Macro Future di
Testaccio a partire dal 19 di settembre. La mostra, curata fa Kathy Grayson, ha
tutte le potenzialità per avvicinare un pubblico variegato all’arte
contemporanea, sarà viva ed estremamente coinvolgente, con performance,
concerti e screening.

Esordite appunto con una grande mostra al Macro Future.
Immaginate – al di là degli eventi nelle vostre sedi – di proporre una grande
mostra “esterna” ogni anno?

Questo dipenderà dalle esigenze delle singole esibizioni.
Il prossimo appuntamento è al teatro Carignano di Torino il 6 di novembre dove,
nell’ambito di Artissima 16 Accecare l’Ascolto, in collaborazione con Arthub,
abbiamo invitato l’artista Cao Fei a creare una performance live basata sul
progetto RMBcity. La performance, budget permettendo (anzi, sponsor cercasi…),
verrà ospitata al teatro del Guggenheim di New York nell’ambito della rassegna Performa. Vi posso anticipare poi che per
il prossimo anno stiamo organizzando una grande mostra dedicata ad artisti
asiatici.
New York Minute
Di grande interesse è questo vostro esordio con una
virtuosa collaborazione pubblico-privato. Com’è nata?

Grazie all’incontro, fortemente voluto dal mio caro amico
Mario Cristiani, con Luca Massimo Barbero, con il quale si è subito instaurato
un ottimo feeling.

Per quanto concerne le residenze – ed è un grande
regalo che fate alla scena dell’arte capitolina – ci sarà bisogno di spazi
adeguati: siete dotati attualmente di un casale in Toscana, dove avete fatto
intervenire giovani architetti californiani, ma su Roma non state pensando a un
headquarter?

Stiamo vagliando diverse soluzioni e sceglieremo quella
che ci sembrerà più adeguata per gli ambiziosi obiettivi della fondazione. Ci
proponiamo di svelare la sede nel mese di novembre in coincidenza con la
chiusura di New York Minute. Posso anticipare però che avremo dei piccoli avamposti
in Asia e Stati Uniti grazie alla collaborazione con altre fondazioni.

Le attività in cantiere sono molte. Chi se ne occuperà?
La fondazione avrà a breve un manager che si occuperà del
coordinamento degli eventi e del fundraising, e si sta avvalendo e si avvarrà
di persone che hanno prestato le loro professionalità gratuitamente. Vorrei
cogliere l’occasione per ringraziare Luca Lo Pinto, Valerio Mannucci e Nicola Pecoraro
per il supporto nell’organizzazione dell’evento New York Minute. Con la rivista “Nero”
rappresentano il meglio della creatività romana. Sarà loro compito connettere
Depart con la nuova scena artistica della Capitale.

Ry Fyan - Marshmallows, Oil Flowers, a Contact Lens. The Things in Front of the Eye - 2008
Depart nasce nella Città Eterna in un periodo di
notevole fioritura di fondazioni private. Come giudichi questo contesto?

Il fatto che ci siano due nuovi
musei di arte contemporanea che apriranno insieme il prossimo anno e che ci sia
un proliferare di nuove fondazioni è un bel segnale, ci spingerà a fare del
nostro meglio, a confrontarci e spero anche a collaborare per far sì che a Roma
si venga non solo per il suo passato, ma anche il suo presente, e perché no, il
suo futuro.

L’impostazione di Depart dà l’impressione di essere
piuttosto onerosa. Riguardo ai costi annui di gestione della fondazione cosa
dice il vostro business plan? In generale che entità di investimento hai
profuso in questa iniziativa? Sarà sempre sostenuta in maniera esclusiva dal
tuo personale mecenatismo o immagini altri soci, altri supporti, altre entità?

Depart dovrà essere un’entità indipendente, puntando su
sponsorizzazioni e attività di fundraising. Non sarà facile, ma con una vision
chiara e una programmazione di qualità sono convinto che possa continuare sul cammino
che ha già intrapreso grazie a sponsorizzazioni importanti.

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Nuovo e ricco programma autunnale. Inizia il countdown
del Macro…

a cura di massimiliano tonelli

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 59. Te l’eri
perso? Abbonati!


dal 19 settembre al primo novembre 2009
New York
Minute
a cura di Kathy Grayson
Macro Future – Ex Mattatoio
Piazza Orazio Giustiniani (zona Testaccio) – 00153 Roma
Info: tel. +39 06671070400; macro@comune.roma.it; www.departfoundation.org

[exibart]

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