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Ormai cresciuto e vaccinato, dopo aver già invaso con successo il campo dell’arte a livello internazionale, il “bimbo” di quattro anni, ha festeggiato il suo compleanno il 10 luglio, invitando i suoi migliori amici, i conoscenti ma anche le persone sconosciute, a partecipare a “Everytime you close your eyes”. Galleria TILE Project Space, localizzata quasi nelle periferie di Milano, in via Garian, ma per niente periferica, anzi, essenziale, è entrata così nel suo quinto anno.
I due artisti Ambra Pittoni e Davide Savorani sono stati invitati a preparare la mostra dell’anniversario e non conoscendosi bene prima, essenzialmente non provando neanche a entrare nelle loro zone d’interesse in comune, hanno risposto allo stesso tema, “Everytime you close your eyes”. Una volta entrati nella sala piastrellata – TILE prende il nome infatti dalle piastrelle bianche, somiglianti a quelle di un bagno vecchio stile – incontriamo persone sdraiate sui materassini, con gli occhi chiusi, in compagnia di angurie attrezzate con cannucce. È l’intervento di Pittoni, artista e ricercatrice la cui pratica si immerge nel regno dei gesti come materia invisibile che modella la struttura concettuale, narrativa e spaziale delle opere. Savorani, invece di far chiudere gli occhi degli altri, ha chiuso i suoi, mostrandoci la creazione preparata precedentemente nella sua immaginazione per essere poi esposta sulle pareti. È da sempre che disegna e si vede che, ormai, sa esprimersi in modo davvero comprensibile. Nato a Faenza nel 1977 è un artista visivo e performer la cui pratica processuale comprende molti media, dal disegno alla scultura, dalla scrittura alla performance, e la sua ricerca altera e attiva lo spazio, al fine di evidenziare la natura mutevole degli elementi esposti.
E così il duet, anche se non ufficialmente curato, si è connesso nel mutuo obiettivo, senza disturbarsi a vicenda. Anzi, I due artisti sono riusciti a sfruttare lo spazio di TILE Project Space accuratamente, insieme a tutti gli ospiti dell’evento, per non lasciare aria da respirare. E infatti, poco dopo, siamo usciti tutti a prendere l’aria pomeridiana e a festeggiare l’anniversario. (Dobrosława Nowak)














