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Nella migliore – o peggiore? – tradizione italica, solo la morte del grande Emilio Vedova sbloccherà il progetto per la realizzazione di un museo a lui dedicato. Una struttura di cui si parlava da decenni, da sistemare a Venezia, in quei Magazzini del Sale alle Zattere che erano già la “casa” del grande artista, con tanto di progetto redatto – gratuitamente, peraltro – da Renzo Piano. Ma poi la flemma tutta nostrana, e gli insuperabili problemi burocratici, avevano impedito a Vedova di vederlo realizzato. Ora i lavori riprenderanno, e proprio in questi giorni “si sta perfezionando la convenzione tra la Fondazione Vedova e il Comune di Venezia, grazie all’intervento del sindaco Cacciari, per ottenere l’uso dei grandi saloni”. Parole di Alfredo Bianchini, presidente della Fondazione stessa, che ha comunicato la notizia nei giorni scorsi a Treviso, durante l’inaugurazione della mostra trevigiana dedicata a Venezia e al ‘900, che si è trasformata in una celebrazione del grande artista scormparso da pochi giorni. la Fondazione poi provvederà a ristrutturare e recuperare gli spazi, ed i lavori – stando sempre all’avvocato Bianchini – inizieranno a primavera 2007, con un investimento di oltre 1,5 milioni di euro. Oltre ad un’ampia ed organica esposizione di opere di Vedova, l’istituzione ospiterà anche un centro studi dedicato all’artista. In un momento successivo potrà inoltre essere annessa al museo anche la casa privata di Vedova.
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Sarebbe stato opportuno omaggiarlo in vita!La sua grandezza è sempre stata indiscussa!Ma l’Italia gli artisti li omaggia sempre da morti!Un esempio per tutti il grande Caruso!
Forse si dovrebbe cambiare registro!
Vi invito ad andare a vedere la storia recente dei Saloni del Sale e la battaglia di Vedova del 1974 per salvarli !Doveva rimanere la facciata austriaca mentre le capriate quattrocentesche e gli interni venivano demolite per spazi sportivi e piscine…
Veniva snaturato il forziere del sale, la ricchezza di Venezia.
La Biennale di Venezia già usufrui di questi spazi salvati.
Conoscerete un altro aspetto di Emilio!
Quanti aspetti della Sua vita sono stati dimenticati.
I Saloni sarebbero la sede naturale per il museo dedicato all’opera di Emilio Vedova inteso però come “Museo in progress” un insieme continuo e rinnovabile di momenti con documenti , filmati ,i vetri , gli scritti etc…
Buon lavoro !
Ventuno anni fa, con mia figlia Barbara a, allora dell’età di 10 anni, andai a Venezia per la Biennale e nello stesso tempo vidi la mostra di Vedova.
Mia figlia Barbara rimase talmente toccata dai quadri di Emilio Vedova che ritornati a casa a Siracusa, scrisse all’artista chiedendogli un autografo.
Nessuno di noi pensava ad una risposta, ma invece dopo qualche tempo mia figlia ricevette un cartoncino autografato e e schizzato, fatto con un pennarello rosso con una grafia molto nervosa e dinamica.
Stupore di tutti noi, Mia figlia conserva con affetto quel cartoncino
Io mi resi conto di quanta generosità sono capaci gli artisti.
Proprio peccato non si sia potuto fare prima questo museo.
Conobbi Vedova all’Accademia, parlava di spazialità.. del segno dell’artista che esprime cio’ che sente senza limitarsi al rigido riquadro di una tela…
Notevole!!