04 luglio 2016

A Villa Ada, a Roma, i Wilco. Torna dopo sei anni la band di Chicago, per rendere giustizia alle ceneri d’America

 

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Domani, 5 luglio, dopo sei anni dall’ultima apparizione romana, I Wilco suoneranno sul palco di Villa Ada per presentare il loro nono album “Star Wars”, uscito l’estate scorsa e disponibile a sorpresa in free download. 
Quest’inverno ci siamo occupati di Chicago parlando dei Tortoise e del loro ultimo album nato da un sano ascolto e collaborazione con i gruppi d’improvvisazione jazz che ne fanno il tessuto sonoro, ma Chicago è anche la città dove negli anni ’90 si sono formati i Wilco sporcando il folk di partenza con un rock che sembra essersi rovesciato nel brecciolino dell’asfalto. Nei loro testi sono sempre presenti le istanze dell’americano: si badi, non quello che vive nello shaker di New York e neanche quello del fantamondo politico di House of Cards. I Wilco rendono le ceneri dell’America con melodie che riescono a riflettere la faccia autentica del suo pragmatismo, nei suoi aspetti positivi e negativi. 
Il loro penultimo album, “Yankee Hotel Foxtrot”, oltre a vantare delle collaborazioni esclusive (come quella con Jim O’ Rourke portentoso musicista moderno, vicino agli ambienti della sound art e della contemporanea), è stato esso stesso un piccolo contributo a Chicago, aprendo nuovi occhi sullo skyline cittadino. La cover album è una fotografia delle torri tondeggianti di Marina City scattata da Sam Jones, già famoso negli ambienti musicali e cinematografici. La foto ha avuto un successo tale da essere stata pubblicata nel volume “The Greatest Album Covers of All Time” e per quanto riguarda la città ha rinominato un luogo ormai conosciuto come le “Wilco Towers”: segno di come la creatività riesce a dare una seconda chance alle cose, in questo caso un’architettura ormai abbandonata dal ricordo. Le Torri, lo ricordiamo per gli amanti dell’architettura contemporanea, sono un progetto di Bertrand Goldber degli anni ’60, di forma tondeggiante, carnosa e viva rispetto all’algida freddezza di vetro e metallo di Mies Van Der Rohe e con il presupposto (timidamente innovativo per l’epoca), di coesistenza di uffici e appartamenti. 
E a proposito di “Star Wars?” Niente di simile. Per contrasto, a fare le guerre stellari è un pacioso gatto bianco (che diventa una gif sul sito ufficiale e You Tube): nient’altro che un quadretto da mercante in fiera appeso nella cucina del loro loft, come ha dichiarato Jeff Tweedy, frontman del gruppo. 
Dunque, cosa aspettarsi dall’appuntamento live? Un folk rock sofisticato e intelligente che non a caso è agli ultimi Grammy Awards è stato nominato miglior album per la sezione “alternative”. (Eleonora Minna)

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