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Tira una brutta aria nella cittadina di Francavilla, sede –dal 1947- dello storico Premio Michetti. A tirar di sciabola contro la kermesse abruzzese è Giuseppe Iacone che dalla sua posizione di presidente del Comitato ricerche storiche ha denunciato, con alcune dichiarazioni rilanciate dal locale quotidiano Il Centro, come la manifestazione artistica stia scadendo negli ultimi anni.
Nessuna promozione ne pubblicità, scarsa valorizzazione del Museo Michetti, conferenze stampa che vengono convocate in città diverse da Francavilla. Insomma, dichiara Iacone, “stanno trasformando il Premio da evento culturale a gioco politico”. Cosa risponderà la presidenza della Fondazione Michetti?
[exibart]














diranno che é vero, se hanno un minimo di dignitá.
dall’ottima edizione di non ricordo piú quanti anni fa (quella vinta da Picco con la storico “trenino” della nazionale italiana), disseminata di futuri pesi massimi scelti con grandisima lungimiranza e competenza, il PM é stato solo e sempre in discesa.
Tralasciando certe pessime performances curatoriali e gli aneddoti di pubblico dominio sulla premeditazione clientelare dei vari vincitori, é proprio la manifestazione in se per se ad aver perso. Da pochissima a nessuna promozione, allestimenti sempre piú sciatti, nessuna altra attivitá di rilievo a far da risonanza. E pensare che il Michetti potrebbe essere un museo di livello europeo. Il restauro e rammodernamento della struttura sono stati impeccabili, ed anche il lavoro di alcuni singoli é appassionato. Ma in una regione come la nostra l’arte ha bisogno di una spinta piú decisa ad opera dei privati e del pubblico, ancor prima che dalle vuote e inaffidabili case di regione, provincie e comuni.
Anche l’incompleto e raffazzonato “Vittoria Colonna” di Pescara naviga in acque torbide… servirebbe una ridefinizione del ruolo dell’arte contemporanea nelle nostre economie locali (penso solo ai ritorni in termini di turismo…) , ma un ragionamento di questo tipo sembra davvero troppo di larghe vedute per una cittá che campa di abbigliamento volgare, modarelle passeggere e tanta, ormai troppa ignoranza. Quella con la I maiuscola, purtroppo.
Purtroppo e’ la stessa situazione per molte realta’ italiane dove assessori incompetenti chiamano a lavorare fantomatici “esperti” con i risultati che vediamo in giro per l’Italia. Ah che differenza da quel miracolo messo in piedi da Gianni Romano nel 2000, che nomi, che allestimento, che catalogo! E’ forse un caso che sia l’ultimo Michetti che ricordiamo?