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Fondatore e direttore del Museo di Arte Moderna di Francoforte (MMK), Jean-Christophe Ammann è scomparso all’età di 76 anni proprio a Francoforte, dopo una lunga malattia.
Lo hanno annunciato i media nazionali, riportando che la morte è avvenuta in realtà domenica scorsa, ma solo ora se ne è avuta notizia. E così il mondo dell’arte perde uno dei più grandi direttori, storici e curatori europei – e non solo – della sua generazione.
Direttore del Museo di Arte di Lucerna sul finire degli anni ’60 e nei primi anni ’70, dal 1978 è a Basilea, dove ha diretto la Kunsthalle fino al 1988. Fondamentale, nella sua carriera, il ruolo a Documenta a Kassel nel 1972; Ammann, inoltre, era stato curatore del padiglione tedesco alla Biennale di Venezia nel ’95.
Personaggio chiave, in una intervista dello scorso settembre, riguarda a musei e investimenti aveva dichiarato: “È necessario avere l’istinto di un animale, preferibilmente un cane. Il riconoscimento precoce di un’artista di valore è importante. Molte delle opere che sono state acquisite ai miei tempi non sarebbe possibile comprarle oggi, ma non ci sono nemmeno più”.
E ancora “Il mercato dell’arte ha sostituito la critica d’arte, tocca ai curatori ora dare attenzione ai giovani e guardare dove si muovono le forze. Quando tutti gli sguardi sembrano andare in una sola direzione, l’intelligente guarda nell’altra. Oggi i giovani artisti non vengono riconosciuti, ma dopo dieci anni si dice: “Ah, Se avessimo avuto allora l’intuizione di comprarlo”.
Uscito dal MMK nel 2001, Ammann ha continuato a lavorare alla sua collezione privata e anche a curare cataloghi generali di artisti che a lui erano stati molto vicini, uno per tutti quello di Alighiero Boetti. Addio Professore, ci mancherà!












