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Fece conoscere l’Arte Povera in Germania, nella sua galleria sono passati Christian Boltanski, Pedro Cabrita Reis e William Kentridge. È morto lunedì, a 69 anni, Michael Kewenig, l’avvocato che, a metà anni ’80, impressionato da una mostra di Mario Merz a Trento, decise di abbandonare la carriera forense per dedicarsi completamente all’arte, affiancando la moglie Jule, già proprietaria di una galleria. Così, i primi passi furono compiuti insieme ai poveristi, come Jannis Kounellis e Giovanni Anselmo, virando poi verso il Concettuale, con Joseph Beuys, Marcel Broodthaers, Ilya e Emilia Kabakov. Apprezzato dagli artisti per la disponibilità e la sensibilità, la sua professionalità e il suo gusto erano diventati proverbiali. Una carriera costellata da grandi successi, fino all’apertura di un secondo spazio, nel 2004, nell’Oratorio de Sant Feliù, una cappella del XIII Secolo, a Palma di Maiorca, e al trasferimento dalla storica sede da Colonia a Berlino, dove, il 28 aprile è prevista l’apertura della mostra di Kimsooja.
In alto: Mario Merz, Coccodrillo perfetto, ca. 1995, Kewenig Galerie










