21 gennaio 2013

Addio Massimo Castri. Scompare a Firenze il “prezioso caratteraccio” del teatro italiano

 

di

Massimo Castri
Brutte notizie dal mondo del teatro italiano; stamane, a Firenze, se n’è andato Massimo Castri, attore e regista nato nel 1943 a Cortona, e che fu anche direttore della sezione Teatro alla Biennale di Venezia 2004.
Impegnato già dalla fine degli anni ’60 con i fratelli Taviani e Liliana Cavani, sotto la cui regia partecipa ai film I cannibali, il primo approccio alla regia risale al 1972, quando mise in scena Fate tacere quell’uomo, storia ispirata ad Arnaldo da Brescia, religioso rivoluzionario vissuto intorno all’anno 1100 che predicava, tra le altre, la rinuncia della Chiesa alla ricchezza e il suo ritorno alla povertà, la predicazione estesa ai laici, la non validità dei sacramenti amministrati da un clero non degno, la confessione praticata tra fedeli e non ai sacerdoti; Arnaldo fu messo al rogo intorno al 1155 e le sue ceneri sparse nel Tevere.
Insegnante alla Paolo Grassi di Milano, dagli anni ’90 aveva diretto i giovani dell’atelier toscano della “Costa Ovest” e rimesso in scena, tra gli altri, Euripide, Pasolini, Beckett. Direttore del Teatro Stabile di Torino nel biennio 2000-2001, nel 2004 era approdato in laguna. Il Presidente Paolo Baratta, stamattina, ha ricordato Castri come un “indimenticabile e prezioso caratteraccio”, a cui il teatro italiano deve molta riconoscenza.

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