18 settembre 2015

Ai e Anish, per i rifugiati. Otto miglia a piedi, a Londra, con una coperta di feltro in spalla per ricordare gli esodi del mondo

 

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Più che una camminata si è trattato di una vera e propria marcia. Erano in trecento ad accompagnare Ai Weiwei e Anish Kapoor (affiancati dai collaboratori e dallo staff di Lisson Gallery), a Londra, in un percorso che è duranto qualcosa come 8 miglia dalla Royal Academy fino al quartiere di Stratford, nella zona est della metropoli. Il motivo? Politico ovviamente, ma non troppo, anche se perfettamente iscritto nell’attuale situazione europea.
Gli artisti e i seguaci hanno portato in spalla una coperta a testa, che hanno poi consegnato ai membri del Consiglio per i Rifugiati, simbolo della loro preoccupazione per la difficile situazione dei profughi, non solo della Siria ma di tutto il mondo. Nessun gesto di carità ordinaria, ma una camminata con lo scopo di aprire un dibattito su come i paesi scelgono di accogliere o chiudere le loro frontiere alle persone in fuga dai conflitti. E non è un caso che sia stata proprio la coppia a far da ambasciatori alla causa.

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