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Il festival di performance “Do Disturb” lancia la sua quarta edizione al Palais de Tokyo, dal 6 all’8 aprile, con oltre 50 artisti e con la sudafricana A4 Arts Foundation, il Centre national de la danse, la londinese Hayward Gallery, la losangelina Human Resources e il Verbo Performance Art Festival di San Paolo. E questo solo per citare alcuni dei protagonisti. Perché “Do Disturb” è anche danza, musica, teatro, arti visive e un saturady night per scoprire la pratica del dancehall grazie a una performance partecipativa, presso il locale Yoyo al Palais de Tokyo. Parteciperanno a questa notte inedita, che si prolungherà fino all’alba, Equinoxx, Heatwave, il multidisciplinare Store X The Vinyl Factory, la performer argentina Cecilia Bengolea e la ballerina giapponese Erika Miyauchi.
Una grande varietà di proposte al femminile, vedi quelle di Fatima Al-Banawi che raccoglie e riadatta le storie dei residenti di Jeddah, della messicana Pia Camil, di recente in mostra presso il New Museum di New York, e di Jamila Johnson-Small, un’artista britannica che sarà presto in residenza al Palais de Tokyo. «Il filo conduttore comune è un profondo impegno politico e sociale. Far sentire la voce del mondo, sperimentare nuove pratiche artistiche senza rispettare un quadro disciplinare specifico, mostrare una forma di libertà percepibile al pubblico», ha sottolineato la curatrice, Vittoria Matarrese. In questo calderone di proposte, non poteva mancare un po’ di relax, con una quindicina di “cure estetiche”, tra manicure, sauna e tagli di capelli, per trascorrere momenti riposanti quanto inquietanti. Si parla di felicità con l’artista francese Louise Siffert, che presenterà una parodia sul coaching aziendale, ispirato alla piramide di Maslow.
Tra i progetti permanenti, quello di Luca Resta conYou gotta fight for your right to party. Ricordiamo che l’artista italiano, vincitore del Talent Prize 2017, ha già partecipato a “Do Disturb” nel 2016. Tra i progetti itineranti, troviamo Audience Cosplay Experience, dell’italiano Luca Pozzi. Classe 1983, Pozzi è un artista visivo che esplora la cosmologia, l’informatica, la gravità quantistica a loop e non solo, per creare strane combinazioni artistiche tra passato e presente. Tra gli altri suoi lavori, ricordiamo la serie fotografica Supersymmetric Partner, che ruota intorno alle opere di Paolo Veronese. Un bel pizzico di Italia? Certo e c’è anche l’Istituto di Cultura Italiano, come partner della manifestazione. (Livia De Leoni)










