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Magari – consigliamo – potrebbe concertare l’azione con il sindaco di Barcellona, nella cui città esiste – in pieno centro storico e dal 1995 – una struttura molto simile (il MACBA) che è l’orgoglio della città e che ha riqualificato un intero quartiere, il Raval… Forse invece dovrebbe rendersi conto fin da subito di governare una città internazionale. E pianificare, anzi, altri interventi di architettura di qualità anche nel centro storico. Esattamente come accade nei centri storici di Berlino, Vienna, Parigi, Londra, Madrid… (m. t.)
[exibart]










Per quanto discutibilissimo, di rimuoverla non era passato in testa a nessuno.
Populismo alla massima potenza, demagogia reazionaria. Che senso avrebbe, poi, un referendum?
E le avanguardie cosa hanno insegnato ai neopostfascisti dell’amministrazione romana?
Non mi chiedo cosa abbia insegnato a chi li vota.
A parte che Alemanno sbaglia a chiamarla teca. Non è una teca, ma un vero e proprio edificio museo, con sale per esporre, servizio di ristorazione, sala conferenze, ecc.
Poi dovrebbe spiegare come sistemerebbe l’area una volta tolto l’edificio.
Metterebbe qualcosa di anonimo, tanto per non turbare i conservatori romani? Ripristinerebbe l’asfalto precedente con aiuolette infestate da erbacce e cacche di cane?
Non è un’operazione facile e non sò se lui e la sua giunta siano all’altezza di simili decisioni: questi hanno intenzione di farci tornare indietro, altrochè….
Aridatece Veltroni!!!!!!
beh però un po’ schifello fa quella confezione per tenere sottovuoto l’arapacis, obiettivamente
Se ogni nuovo sindaco si mette a ”smontare,,cio’ che non gli piace, dove arriveremo?.
Se a Barcellona il MACBA ha trasformato un quartiere molto ma molto popolare in centro nevralgico della città, perché un retrogrado come il nuovo sindaco, deve togliere, invece di potenziare, uno degli unici elementi di architettura contemporanea nel centro della città?. Il periodo fascista, e la sua architettura razionale, fredda e impersonale, è finito da diverso tempo, ma sembra che qualcuno non se ne sia accorto ancora…che tristezza!
L’ara pacis è il monumento che più rappresenta la politica di rinnovo imperiale del principe Augusto..non a caso Mussolini aveva avuto molto a cuore questo eccezionale monumento dell’arte romana. Forse la teca è un pò pompa di benzina..non da dignità a ciò che era l’ara pacis..però l’innovazione è sempre l’innovazione, quelli erano altri tempi..un Augusto noi lo possiamo solo sognare!
Oh mamma, rimuoverlo? Brutta o no una teca serve e comunque rimuovere un’opera appena finita e costata fior di soldoni mi pare da pazzi :O
In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell’autoinganno.
Credo non sussista dubbio alcuno che la teca dell’Ara Pacis sia un controsenso architettonico senza precedenti che stona a dir poco con il contesto urbanistico adiacente.
Il progetto poteva esser più adatto ad una zona di Roma come l’E.U.R.
Demolendo la teca si andrebbe a rafforzare un concetto già scritto nel programma “arte e cultura” di Alemanno e cioè di dare più spazio alla forma ed alla creatività italiana. Cosa è divenuta oggi l’Ara Pacis? la risposta è semplice: un’ulteriore spazio espositivo per artisti stranieri o presunti tali che tolgono linfa e visibilità ad un monumento romano retrocesso a pretesto per la teca stessa. Del resto questa è la linea dei democratici di sinistra,prometter di costruire un ponte anche se non c’è alcun fiume, creare spazi per artisti stranieri, cosa che si ripete in altre strutture e manifestazioni romane come “La festa del cinema di Roma” o il Macro. Prevedo molti cambiamenti ai vertici e spero di non veder mai un giorno il Colosseo entro nuvole di vetro progettate da famosi architetti.
Cordialità
Emanuele Napolitano
Beh, in effetti rimuovere una teca orribile che oltretutto proietta un’ombra rigata costante diminuendo la visibilita’ dell’Ara Pacis non e’ che sia poi un’idea cosi’ sbagliata.
M.t. l’importante e’ il contenuto, no l’architetto, nonostante l’ammirazione che lei nutre per lui perche’ e’ trendy e ha progettato anche a Barcellona…
Chiedo venia,
vorrei se posso aggiungere che il centro storico romano è per definizione un area ove andrebbe tutelato il patrimonio presente cercando di intervenire in fase di restauro e recupero, giammai si dovrebbe pianificare ulteriori interventi architettonici di qualità o meno.Ricordo a tutti la vicenda bolognese delle Gocce di Guazzaloca dell’architetto Mario Cucinella. In seconda battuta l’esempio del MACBA è ben diverso. Vorrei ricordar a tutti che qui si parla di Roma e sarebbe meglio continuar a parlare di Roma, guardare all’estero va bene ma bisogna pur sempre valutare se in patria nostra talune cose posson esser sviluppate senza ledere il patrimonio storico culturale.
Poi Angel non non vedo davvero come poter fare un paragone tra Barcellona e Roma, due situazioni cosi’ diverse non potevi trovarle.
Capisco m.t. che adora tutto cio’ che e’ straniero perche’ e’ il solito italiano coi complessi, ma tu non sei neanche italiano…
ahimè la sporcizia di casa nostra rimane sporcizia, ma la quella firmata da una archistar (così le chiamano)dona subito rinnovamento e modernità… questa è la dimostrazione del teorema rutello-veltroniano secondo cui un po’ di musica, qualche celebre divo del cinema e un pizzico di dialetto “da’a ggente de Roma” basterebbe a creare un ambiente culturale internazionale d’avanguardia… ma la realtà è un’altra… l’articolo di polemica su una dichiarazione di gusto (tra l’altro condivisibile) espressa dal NUOVO sindaco di Roma è stato inserito dal direttore di exibart con l’unico intento di risarcire il morale dei poveri lettori di sinistra ancora scottati e offesi per l’augurio di buon governo fatto all’indomani della vittoria elettorale del pdl su questo sito… sulla validità estetica della teca-museo amaracàna voglio solo porre un quesito: siete sicuri che sia la teca a valorizzare il sito compreso tra il lungotevere e piazza augusto imperatore e non il contrario?
e ancora una cosa: dov’erano i difensori della cultura quando la teca di un architetto storico come Morpurgo veniva demolita come si trattasse di una villetta abusiva di quart’ordine? … aspettate… credo di avere la risposta… in quel caso si parlava di demolire l’opera di un fascista… siete antichiiiiiiiii!!!!!!!!!!!
Il neo sindaco pensi a costruire più che a demolire. Almeno così auspico. Ma se l’ottica qui è solo quella di depurare visivamente il paesaggio urbano da un diversità stilistica non opportuna, a questo punto si rimuova anche dal centro di Roma tutto il barocco, non omogeneo alle vestigia dell’antico e glorioso stile imperiale o forse più semplicemente a quello littorio, mi verrebbe a questo punto anche da dire.
quanta mediocrità in chi vorrebbe sostenere l’italianità facendo lavorare gli artisti o gli architetti italiani. in un contesto internazionale in cui viviamo ora mi dà l’idea delle “quote rosa” o della più vomitevole “difesa della razza”.
piuttosto di attaccare la sistemazione dell’ara pacis si pensi a fare nuova architettura in un paese in cui si è vittima di una cultura da soprintendenza che tutto vorrebbe tutelare e nella pratica nulla tutela ma tutto blocca.
ma mandiamo a casa ‘sti incapaci!
e se invece demolissimo l’ara pacis?
l’italianità, quella vera caro d.capra, si esplicita nel chiamare sempre e comunque qualcuno da fuori (architetto, artista, curatore, ecc) per sentirci al passo con gli altri.
Basta vedere un altro geniale esempio, il ponte di Calatrava a Venezia.
Ad ogni governo la su teca, ad ogni impero il su guscio.
Cosa è Roma adesso?
un parco giochi per turisti, dove bere, vedere stralci di cio’ che era la cultura italiana?
e adesso cosa c’è di meglio che ditruggere e ricreare.
Il sistema medioevale impone il dominio e così, l’uomo diventa
guscio fragile di un sistema.
I motivi si accavallano e le mezze verità diventano valori.
L’ italia ha bisogno di strade,,Roma ha bisogno di essere piu’
transitabile,,,
Roma non deve essere lo specchietto retrovisore per le foto dei turisti.
Le parole hanno un peso, e le scelte politiche anche.
Gli italiani,,,parte degli Italiani hanno scelto, e gli Italiani valuteranno.
Un guscio di destra un guscio di sinistra…….
……
Alemanno ma perchè non ti spari nelle palle
forse ci sono cose più importanti da fare in questo momento
http://theworldofart.myblog.it
Foster, Meyer, Calatrava o Piano….non penso che a loro possa importare la mentalità retrograda delle instituzioni pubbliche italiane..e non penso che ci sia bisogno di comparare barcellona con roma, due situazioni diverse, ma non tanto per l’urbanistica o per i nomi degli architetti che ci lavorano ma perchè nessun sindaco delle tante città dove dialogano moderno e antico potrebbe pensare di rimuovere una costruzione (che piaccia o meno, questo è un’altro discorso)fatta con i soldi pubblici….
Cari ragazzi,
credo che la teca di meier sia costata più di 10 milioni di euro se non 20, è senza dubbio un’intervento fuori posto,ma credo che ormai il danno sia stato fatto e sarebbe una follia magari spenderne altri 10/15 milioni per rifarla.
detto questo, lo scandalo a mio avviso, è che all’architetto meier gli è stato permesso di costruire contemporaneamente due edifici nella stessa città, la chiesa delle vele a tortreteste e la teca della “esso” all’Ara Pacis, che bisogno c’era di affidargli due incarichi?
Alemanno, prima di fare cazzate, per dare anche un segnale alla città, per fare un pò di vera politica di “sinistra”, come qualcuno ha detto,dovrebbe intervenire sul nuovo piano regolatore ( uno scandalo! ) varato da Veltroni, è li che dovrebbe intervenire e no sulle cazzate ormai fatte e assorbite dalla città, dal duo Rutelli-Veltroni.Voglio proprio vedere se costringerà i nostri palazzinari da quattro soldi a far si che un 20/25% dell’edificato verrà poi destinato per l’edilizia popolare a spese loro.
Sulla cultura vedremo cosa succederà, certamente ci sarà discontinuità con la giunta Veltroni………….chissà, tutto il male non sempre viene per nuocere…………….
L’Ara Pacis l’avevo visitata tanti anni fa nel “contenitore” di Morpurgo. Non mi disturbava il fatto che questo fosse d’epoca fascista, anzi lo trovavo ben inserito e rispettoso dell’ambiente circostante.
Sono un povero provinciale e anche ignorante, ma nessuno mi venga a dire che questo nuovo non è davvero un “contenitore”, una scatola insomma, un’architettura da elegante supermercato che si propone per sè stessa e prevarica il vero contenuto, con la sua storia, la finezza dei rilievi, persino la sua logica collocazione in Campo Marzio.
Ma qualcuno di chi scrive qui arriva a dire tra le righe che in fin dei conti anche Augusto era un tantino fascista. Dunque si merita un “contenimento” democratico…
Quando si dice la cultura…
Scusa Angel ma ti faccio notare che per far posto al progetto di Meyer è stato tolto il progetto precedente.
Quindi, quando tu affermi che non si è mai vista una cosa del genere in altre città a quale amministrazione alludi?
Tra l’altro dai, diciamolo, senza voler togliere nulla a Meyer, ma la sua teca è una schifezza incredibile, e non perchè moderna, ma perchè già obsoleta.
oh! si. io pensavo di metterci una bomba, ma
ero incerta, avevo paura di danneggiare l’ARA.
farò di tutto perchè avvenga. coraggioso.
Sono d’accordo ad una sola condizione: che si prenda in mano un piccone e la demolisca da solo, tanto loro sanno usarlo benissimo, specie per le foto ricordo ad effetto, come la raccolta delle carcasse durante la campagna elettorale a sindaco di Roma vista ai tg della rai. Solo fumo e nient’altro. Ma voi ci credete davvero?
Non so, è un’idea di fargli usare il piccone ma rinfrescami un po’ la mente se vuoi. Rutelli ha usato il piccone per demolire la teca di Morpurgo? perchè io una foto così non me la ricordo, ma c’è caso che ne ha una anche lui…
“Chi’nfràveca e sfràveca non perde maje tiempo”recita un vecchio detto napoletano, ma soldi,sì! Piuttosto vorrei suggerire al pimpante neo-eletto sindaco di “‘nfravecàre” altrove: ce n’è molto bisogno…E poi, dove la metti la polvere del tempo?…
E’ indubbio che ci fosse necessità di cambiare, troppe sono le clientele instaurate nel corpo della città…
Veltroni modello Roma = sette miliardi di debiti + tre di mutui e una città invivibile, accerchiata da oltre cinquanta bidonville..
Rutelli: ve li ricordate i suoi contrasti con La Regina per il sottopasso di Castel Sant’Angelo?
Alemanno: perchè dovrebbe fare una politica di sinistra, cioè laddove c’è arroganza e presunzione culturale assolutamente immotivata?
Meier? ottimo architetto ma dell’ambiente storico dell’ex Porto di Ripetta non ha capito un tubo. Credo anzi che non ci abbia nemmeno provato: lui costruisce a Nord come a Sud, che gli frega del contesto ambientale? Cosa volete che vincolo possa costituire per un archistar costruire nel centro storico come Roma? Serviva alla politica veltroniana dell’immagine e dunque?
Potrei continuare all’infinito sulle cose sbagliate di Veltroni,vogliamo parlare del PRG? di un PRG che non ha affrontato i problemi secolari della città, già conosciuti da Sisto V, per uno strumento di gestione per la costruzione di milioni di metri cubi d’accordo con i cinque grandi imprenditori della città? Se qualcuno desidera che continui non ha che da contattarmi.
Primo: Bisognava aspettare Alemanno per rimuovere quell’obrobrio?
Secondo: Chi bisognerà aspettare, per rimovere anche le cariatidi-padronidella cultura a Roma?
Una volta si diceva: a da veni’ Baffone, e poi e’ venuto Baffetto, nientemeno…Non ci sono più speranze di pulizia dei soliti noti?
Ah saperlo!
Per i nostalgici del duo rutelli/veltroni consiglio di rivedere, qualora l’avessero persa, la puntata di report di ieri sera intitolata “i re di roma”.
Poi venitemi a raccontare che la loro gestione del patrimonio ambientale e culturale è di qualità. Ha ragione chi parla di prg scempio, ultimo regalo ai palazzinari romani del nostro compianto Vartere.
quanto ai commenti del tipo “alemanno sparete nelle …..” non provo nessun senso di sorpresa perchè chi abita a roma ed è dotato di un senso critico minimo sa bene che la cultura della tolleranza e del confronto non abita certo a sinistra…
p.s. annotazione di carattere architettonico: al di la del fatto che è esteticamente più gradevole l’ikea, vi siete accorti che come materiale di rivestimento per la teca il grande meier ha usato l’intonaco? causa traffico siamo già alla seconda mano de’ romanella…
prima l’ara pacis era bellissima…passando sul lungo tevere appariva quest’opera magnifica!! adesso il “casermone”,che la ricopre,deturpa i palazzi e la zona circostante.sono d’accordo per la rimozione.
Non penso proprio che la struttura di Meier possa deturpare il contesto storco in cui si trova, anzi, è la soluzione ottimale per mantenere protetta l’Ara.
è di una linearità ed essenzialità assoluta, c’è ma si dissolve allo stesso tempo, semplicemente efficace.
Caro Alemanno, pensa ad altro, se sei in grado.
E svegliati da questo sonno retorico e passatista.
sembra che nessuno consideri il significato di
quei marmi finemente lavorati: l’ARA fu eretta
per 40 anni di Pace, da Augusto. quindi sacra anche per noi, indipendentemente dalla bellez-
za, perchè il simbolo è attuale e molto caro
a noi, oggi. e dovrebbe quindi divenire fulcro
per auspici ben più vasti: auspicare 80 anni
di pace, poi 160 anni di pace, ecc.
l’uso che se ne fa (i manichini di Valentino)
è mediocre e risaputo. come il mostro di igno-
ranza che ora lo ricopre: non è di per se brut-
to, in quel contesto, è vandalico. ignora tutto.