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Meglio l’arte della politica, anzi, meglio l’arte che diventa “mediazione” culturale. Non è un caso che il The Art Newspaper abbia definito Miuccia Prada come un “attore chiave” nella diplomazia tra Italia e Iran, grazie proprio a “Serial Classic”.
La mostra curata da Salvatore Settis, che ha inaugurato lo scorso maggio gli spazi della Fondazione milanese e che si è chiusa due giorni fa, dal 28 settembre (al 31 dicembre) traslocherà – in parte – proprio al Museo Nazionale dell’Iran a Teheran. Uno scambio alla pari, visto che dal Paese del Medioriente è arrivata un’antica statua greca di Penelope, ritrovata a Persepoli nel 1945.
A Teheran, la stessa Penelope, all’interno della mostra “A Statue for Peace: the Penelope sculptures, from Persepolis to Rome”, sarà invece affiancata da due tesori italiani: le copie della statua saranno prestate dai Musei Vaticani e una versione più piccola dai Musei Capitolini di Roma, seguendo l’accordo culturale stipulato tra Iran e Italia lo scorso marzo, sottoscritto dal Ministero dei Beni Culturali. Un nuovo elogio per il privato che diviene pubblico, e anche politico.










