08 giugno 2015

America, sei pronta all’ipnosi di Philippe? Parreno sbarca all’Armory di Park Avenue, New York, nella sua prima e più grande installazione oltreoceano

 

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Chi lo “conosce” sa che i suoi meravigliosi pezzi non sono arte “da tutti i giorni”. Le installazioni di Philippe Parreno, tra i più blasonati e raffinati artisti francesi contemporanei, sono frutto di elaborate costruzioni sia fisiche che mentali: permette a una serie di tende di parlare e ballare, fa precipitare la temperatura in galleria, formando un cumulo di neve, vi porta in ambienti che più neri non si può, dove fasci di stroboscopici vi accecheranno. No, non è un ragazzo semplice il 50enne Parreno, e non porta mai lo spettatore ad una pura contemplazione dell’opera ma lo mette in guardia, lo disturba, lo ansiogena.
Chissà quindi come reagirà il pubblico di New York quando, dopodomani, si aprirà all’Armory di Park Avenue H{N)Y P N(Y}OSIS, la più grande mostra del francese mai realizzata oltreoceano, e prima in assoluto in una istituzione americana. Qualche anticipazione? Per esempio il classico buio, e i rumori della città che saranno riverberati all’interno del grande spazio, grazie ad una serie di microfoni sui muri esterni. “Patrocinato”, se così si può dire, da Barbara Gladstone e Marian Goodman, anche stavolta la mostra sarà un “oggetto concettuale” a sé stante, “uno spazio che si snoderà nel tempo”.
Vedremo insomma che se ne farà di tutto lo spazio dell’Armory l’artista, che aveva già impressionato il pubblico europeo nel 2013, con la sua splendida mostra parigina al Palais de Tokyo. Anche qui utilizzò tutto lo spazio, in una maniera che più che definire superba non si può.
E anche in questo caso il progetto riprende le collaborazioni dell’artista con il direttore della fotografia Darius Khondji, lo scenografo Randall Peacock, il sound designer Nicolas Becker e il pianista Mikhail Rudy, che si esibirà tra Ligeti, Feldman, Ravel e Scriabin, nel corso della mostra.
All’arrembaggio dell’America, grande Philippe!

3 Commenti

  1. Ennesima conferma che oramai certi artisti operano in forma di messa in scena, Coup de théâtre dove cosa conta è creare come nel settecento un’effetto “sorpresa” e la tendenza hall della Tate oramai ha conquistando il mondo dell’arte, da Monumenta a questo bellissimo spazio newyorchese…

  2. a leggere certi pezzi c’è sempre qualcosa da imparare, ad esempio si può apprendere, come in questo caso, dell’esistenza del verbo ‘ansiogenare’, talmente innovativo da non apparire in alcun vocabolario della lingua italiana (a parte quello dell’autore, ovviamente).

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