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Sembra la copertina di un best seller per cuori infranti – accompagnato com’è da una sagoma bianca di un albero spoglio, ornato da cuoricini rossi – ma è l’originale slogan che lancia la campagna di promozione, voluta dalla Provincia di Taranto, dell’ArsMac, Arsenale Mediterraneo per le Arti Contemporanee. Sperando nella sistemazione nell’arsenale militare, il museo d’arte contemporanea, rimasto finora chimera, pare concretizzarsi per lo meno sulla carta, con una campagna ben architettata, affidata alla stessa agenzia che ha promosso il MarTa, il Museo Archeologico della Magna Grecia, che ha sede nella città pugliese. E si ricomincia, sempre in locations temporanee, dopo le precedenti esperienze coordinate dal volitivo Giulio De Mitri, con la mostra “A sud del mondo”, la cui inaugurazione, prevista per il 30 novembre, sarà spostata intorno al 20 dicembre. Dopo dissesti finanziari, scandali e inquinamento cantato anche a mo’ di taranta da Caparezza, sarà il momento della rinascita di Taranto in nome dell’arte? (giusy caroppo)
[exibart]










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Il messaggio è stato cancellato su richiesta del prof. De Mitri con il quale ci scusiamo in quanto la politica editoriale del nostro giornale adibisce allo spazio messaggi e forum contenuti di opinione, cronaca e critica che interessino tutti lettori; ogni questione personale è bene che sia risolta dagli interessati in altre sedi più appropriate
La redazione
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Il messaggio è stato cancellato su richiesta del prof. De Mitri con il quale ci scusiamo in quanto la politica editoriale del nostro giornale adibisce allo spazio messaggi e forum contenuti di opinione, cronaca e critica che interessino tutti lettori; ogni questione personale è bene che sia risolta dagli interessati in altre sedi più appropriate
La redazione
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Sono molto dispiaciuto per la scelta redazionale di censurare il mio intervento dal quale non credo si potesse dedurre che ci sono, come in effetti non ci sono, questioni personali tra me ed il prof. De Mitri. Il mio era un commento alle scelte politico-culturali operate dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Taranto nell’ambito dell’arte contemporanea ed un soffermarmi sui risultati pressoché nulli di permanenza concreta su territorio ottenuti. Inesorabile destino quando la cultura è assoggettata alla politica e non viceversa. Argomento del resto da exibart trattato in più occasioni, motivo per cui rimane un po’ di delusione per l’ ”oscuramento”.