22 marzo 2006

Ancora censura. A Roma scultura di Carlo De Meo rimossa dalla mostra Nonsono quello chesono

 

di

Carlo de Meo - gamballaria
La censura torna a farsi viva quando meno te l’aspetti. Il giorno dopo l’inaugurazione della mostra Nonsono quello chesono, curata da Gianluca Marziani presso l’Istituto Superiore Antincendi di Roma, i responsabili dello spazio hanno rimosso la scultura di Carlo De Meo dal titolo Gambeallaria , dove compare una persona seminuda. C’è da domandarsi il perchè di tale scelta, all’interno di un progetto rigoroso e comunque condiviso, ed anche pensando alla qualità e all’intelligenza dell’artista. Le motivazioni ufficialmente parlano di un prossimo convegno, in cui alcune delegazioni americane useranno l’Aula Magna, adiacente alle sale della mostra. E allora? Dove risiede il problema nel momento in cui un’istituzione accetta di ospitare una mostra d’arte progettata da persone stimate e un’organizzazione efficiente? Qualcuno ancora crede che una delle signore potrebbe restare sconvolta dalla visione di una piccola scultura con le nudità al vento? E poi perchè ricordarsi della censura dopo la conferenza stampa e l’inaugurazione?

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6 Commenti

  1. ahahahahahahah!

    basta!!!
    si vede che il critico e l’artista non sono persone di polso!
    ahahah!
    poi,scusatemi,ma ancora una volta una mostra che tende a “scandalizzare”,a provocare ed invece cade nella povera e piccola provincialità di un evento che diventa solo censura da anticappati

    solo volgarità!
    MARZIANI : 2
    sia per il voto che per la 2° figura di cacca!!

    ahahahah!

  2. la colpa e’ dei curatori quando si manifesta vincente la censura.
    se fossi stato io il curatore la notizia sarebbe stata: “aggressione del curatore per impedire la censura dell’opera di un suo artista”.
    provate con qualcos’altro.buffoni.

  3. Ho uno stano de-ja-vu di tipo metastorico. E metastoricamente succede quello che succede ora, e metastoricamente, siano curatori ed artisti vittime o cospiratori, quelli che puntano il dito riceveranno a casa una visita da parte del torto nella veste dell’indifferenza.

  4. Ma nella Capella Sistina si fanno ancora celebrazioni religiose e nessuno grida allo scandalo…che goduria tutti quegli uccelli nell’aria…beati i preti, i vescovi, loro si che uniscono il sacro al profano!

  5. Appar chiaro
    e quantomai
    evidente

    Che al buon
    Marziani

    non resta che
    bearsi di cotanta
    misera
    pubblicità

    giacchè un fantomatico
    censor con man ferma
    e rapida scure

    tagliò
    le terga

    di eventi
    squallidamente
    miseri
    palesemente
    pretestuosi
    orrendi.

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