01 novembre 2007

Ancora restituzioni Usa, da Princeton rientrano otto importanti reperti archeologici

 

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Continua l’efficace azione diplomatica del Ministro Francesco Rutelli, che ha fatto del recupero di beni italiani illecitamente usciti dal paese e conservati in istituzioni straniere uno dei punti qualificanti del suo mandato. Ora giunge l’accordo con lo statunitense Princeton University Art Museum, che restituirà all’Italia otto opere: un frammento di altorilievo con centauromachia, un loutrophos di Apulia con figure, attribuito al Pittore di Dario, un oinochoe etrusco con figura di serpente disegnata, una testa di leone, frammenti di uno skyphos etrusco a figure nere, uno psykter attico a figure rosse, attribuito al Pittore di Cleofrade, un oinochoe etrusco a figure nere e un cratere a volute di Apulia. Quattro di queste arriveranno entro sessanta giorni dalla firma dell’accordo, mentre altre quattro nel 2011. In cambio, come in altre situazioni analoghe, il Ministero si è impegnato a concedere in prestito al Princeton University Art Museum altri manufatti di prestigio e di interesse storico-artistico equivalente a quello dei beni trasferiti. “Un prezioso tassello – ha dichiarato Rutelli – nell’azione di diplomazia culturale intrapresa dal Governo italiano, che va ad aggiungersi ai risultati positivi ottenuti con il Metropolitan di New York, il Fine Arts di Boston e il Getty di Los Angeles“.

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2 Commenti

  1. Siamo contentissimi delle restituzioni perche’ NOI sappiamo conservare le opere d’arte in maniera eccellente nei depositi e negli scantinati dei musei o peggio dei palazzi istituzionali, o negli uffici dei vari assessori e simili! Tutto riusciamo ad inventarci pur di non esporle al pubblico! Cosi’noi mortali adesso si’che ci siamo persi per sempre la possibilita’di vedere quelle opere!! Grazie!!

  2. La mostra dei “reperti italiani” riportati in patria dal Ministro avrà per titolo “I tasselli di Rutelli, il recuperatore”. Non vedo l’ora!.. Non oso più vivere sapendo che prodotti del nostro Made in Italy possano esser visibili solo e per giunta all’estero. Via le frontiere (così dicono mentre),le “cose d’arte” devon esser protette e custodite: sì alle cantine (v. scantinati) italiani, sì alla polvere e al dimenticatoio.. poi si rispolvera, si stappa come un vino e voilà una mostra ben curata e con tanto di fila ai botteghini. Il teatro insegna..peccato solo che si tratti nel caso di repliche e fumo (magari fosse di Londra!) negli occhi.

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