23 febbraio 2017

App per gli artisti di domani: si chiama Vydr, ed elimina la galleria, il curatore e la critica. O almeno ci vorrebbero credere

 

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Gli sviluppatori della app si chiamano Matthias Dörner e Timo Hahn, e sono svizzeri. E grazie alla loro Vydr l’arte diventerà una specie di talent show. Cosa succede? Che sull’omonima app con un funzionamento fatto di like – non  like in base alla direzione su cui le nostre dita spostano l’immagine, i giovani artisti possono caricare i loro lavori (con relativo prezzo), ed essere “votati dal pubblico”.
Ci siamo! Finalmente il mi piace – non mi piace si ufficializza, come hanno ricordato i due creatori di Wydr: bisogna rendere democratico il mercato dell’arte, dando agli utenti la possibilità di esprimere facilmente la propria opinione, costruire gallerie personalizzate e comprare l’arte che amano, hanno spiegato – riportati anche da Repubblica – con una conclusione che piacerà tanto a tutti: “Alla fine, l’arte è quello che ti piace”.
L’affermazione, ovviamente, è quello che tanto di più lontano c’è dalla stessa arte, ma nell’epoca dei social va così, e i numeri parlano: 50mila utenti iscritti, migliaia di opere caricate e l’idea di aver reinventato un mondo.
“Anni fa chi avrebbe creduto che saremmo saliti sulla macchina di uno sconosciuto senza la scritta taxi sopra o avremmo vissuto a casa di qualcuno per qualche giorno in una città straniera senza nemmeno conoscerlo?”, è la dichiarazione del duo, ripresa anche da Repubblica. Chissà, magari l’artista più grande dei prossimi anni lo troveremo così, come in una chat. Il talent, in fondo, lo abbiamo già avuto. 

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