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Avete presente le cabine del telefono come erano belle? Vederle oggi, quelle superstiti, pare quasi di trovarsi di fronte a reperti urbani sopravvissuti agli eventi. Erano grigie e gialle, poi sono diventate bianche e rosse; si sono infilati gettoni, poi monete (lire), poi schede telefoniche; si è passati dal disco ai tasti e poi all’abbandono. Come accaduto a quella che a Bergamo si trova davanti al Teatro Donizetti e che era la “cabina dei taxi”.
Povera cabina: un box di un metro per un metro, per tre di altezza, le cui parti metalliche sono arrugginite, mentre intatto è rimasto il vetro di protezione che, negli inverni di anni fa, rendeva questi parallelepipedi dei gelidi ripari e d’estate dei forni incandescenti. Da ieri notte, però, qualcosa si è svegliato. Ci voleva Contemporary Locus con Norma Jeane, artista attiva tra Stati Uniti e Italia, per trasformare la cabina in Blow Up, un angolo pubblico di discoteca con tanto di palla di cristallo e effetto fumo a rimpiazzare il telefono mancante.
Una chiamata per riappropriarsi di un altro spazio di città – come ormai avviene da 13 edizioni, grazie all’associazione fondata da Paola Tognon – stavolta non segreto ma, anzi, così maledettamente pubblico da passare inosservato. Già, perché come un monumento – pensiamo a Christo e ai suoi impacchettamenti/rivelamenti – anche la cabina è passata per anni inosservata dai suoi responsabili, che l’avrebbero potuta eliminare ben più di un po’ di tempo fa e, invece, è rimasta piantata a fare da scudo contro il tempo. Norma Jeane «riaccende il potere della latenza», come si legge nel progetto e, attraverso un codice QR, da stasera, permetterà a tutti di sintonizzarsi sulle frequenze di una radio londinese e di poter ballare in piazza, in mood silent disco, con le proprie cuffie oppure, magari, qualche coraggioso potrà collegare il proprio amplificatore portatile. Mettendo termine, finalmente, a una leggenda che popola la memoria della città.
Si narra che i bergamaschi, durante la Seconda Guerra, abbiano fatto voto alla Madonna: se la città fosse stata risparmiata dai bombardamenti non si sarebbero creati luoghi di perdizione e divertimento. E ancora oggi, infatti, non ci sono discoteche nel centro urbano. Che sia arrivato il momento di cambiare musica?
Nel frattempo, con o senza auricolari, dal tramonto all’alba, la cabina, per i prossimi 2 mesi, continuerà ad accendere i suoi 4 fari e a illuminare la sua palla-disco. Per non restare più indifferente.
In home e in alto: Contemporary Locus 13, Norma Jeane, Blow up, Ex cabina dei Taxi, Bergamo. Courtesy Mario Albergati














