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L’impegnatissimo architetto romano Massimiliano Fuksas (1944) non disdegna attenzioni al mondo dell’arte contemporanea.
In un’intervista al Corriere della Sera pubblicata martedì 20 aprile 2004, Fuksas racconta il cantiere che sta supervisionando a Rho per la costruzione della nuova immensa fiera di Milano. L’archistar illustra le idee che sono dietro all’importante realizzazione (che inaugurerà a inizio 2005), e quando il giornalista gli chiede se nella nuova fiera vi sia più architettura o più ingegneria, chiosa: “Ne una ne l’altra. Direi, invece, che la fiera è un’installazione di land art da scoprire passo dopo passo”.
[exibart]














Tutto il dramma dell’arte contemporanea
( diciamo dalla metà degli anni ’80 ad oggi )
è perfettamente sintetizzato nella risposta
del bravo e non certamente “genio” ARCHITETTO.
Perchè un architetto non si limita a progettare un contenitore che diverrà poi, ma solo poi, un luogo atto a presentare delle opere ( pittura, video, installazione o qualsiasi altra cosa ) fatte da veri artisti, curate da veri critici, ecc. ecc. ?
Quanto fumo e poco arrosto – il – sistema dell’arte contemporanea.
Tutti si sostituiscono a tutti e ciò in nome della interdisciplinareità delle “professioni” e/o “vocazioni”, della “contaminazione” anarchica. E poi quanto Gossip in giro per riviste e portali d’arte. Ma basta
ahahah, come sei noiosoooooooooooo