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È stata presentata questa mattina l’ottava edizione di Digitalife, la sezione del Romaeuropa Festival dedicata alle connessioni tra i diversi linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie, per la prima volta ospitata a Palazzo delle Esposizioni, dove sarà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2017. A fare gli onori di casa Luca Bergamo, Assessore alla Cultura e vicesindaco della Capitale, e Innocenzo Cipolletta, Commissario per la gestione provvisoria dell’Azienda Speciale Palaexpo, che hanno presentato questa nuova collaborazione auspicando la nascita di un nuovo e stabile Polo del Contemporaneo e del Futuro dedicato al confronto e alla cooperazione tra arte contemporanea e scienza. A seguire, Monique Veaute, presidente della Fondazione Romaeuropa, ha introdotto il ricco programma espositivo di quest’anno, realizzato insieme ai curatori delle diverse sezioni: Richard Castelli, Raffaella Frascarelli e Adrienne Drake insieme ad Andrea Bellini, Massimo Trevisan, Giorgio Fasol e Tommaso Cinti per la parte relativa alle performance, ArtOnTime, mentre la divulgazione scientifica è stata affidata a Massimo Bergamasco, Direttore dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che il 2 dicembre, insieme al performer Stelarc, terrà un incontro in cui si parlerà di nuove tecnologie, intelligenze artificiali e nuove forme di design.
Nuova sede, quindi, ma anche nuove collaborazioni, in primis quelle con due importanti realtà romane, la Fondazione Giuliani e la Nomas Foundation. La prima ha portato a Digitalife una selezione di film, per la prima volta a Roma, coprodotti da In Between Art Film e presentati nel 2016 alla BIM-Biennale de l’Image en Mouvement del Centre d’Art Contemporain di Ginevra. 11 artisti, Yuri Ancarani, Paul Boudry & Renate Loren, Alessio di Zio, Jenna Hasse, Evangelia Kranioti, Emile Jouvet, Salomé Lamas, Boris Mitic, Kerry Tribe, Wu Tsang e Bodil Furu, per 13 titoli, tutti incentrati sul tema della centralità dell’immagine nella cultura contemporanea. Kizart invece, piattaforma tutt’ora in progress ideata da Raffaella Frascarelli per Nomas Foundation, presenta una serie di video per un pubblico che va da 0 a 14 anni, proposti da diverse personalità del mondo dell’arte contemporanea, artisti, galleristi, curatori, (come Loa Haagen Pictet, Francesco Arena, Valerio Rocco Orlando, Beatrice Bulgari, Gabriele de Santis) con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli al mondo dell’arte contemporanea.
Protagoniste assolute le installazioni, insieme a diverse architetture audiovisive, tra luci e suoni, come nel caso di <360>, titolo della creazione del collettivo austriaco Granular-Synthetis, dove muniti di visori 3D, si è catapultati in un nuovo universo che ridefinisce i concetti di tempo e spazio. Il collettivo giapponese Dumb Type presenta invece l’installazione video Memorandum Of Voyage, un montaggio di immagini di repertorio che ripercorre con gli strumenti tecnologici di oggi gli spettacoli storici della compagnia. Si prosegue con Instants Of Visibility, dell’artista croata Ivanka Franke. In una stanza buia, la luce filtrata attraverso tessuti trasparenti si diffonde sotto forma di piccoli puntini luminosi, alterando la nostra percezione dello spazio. Incentrata sui temi di erosione e mutamento è Philosophor di Robert Henke, che propone, in anteprima assoluta a Digitalife, un’installazione dove una luce ultravioletta percorre nervosamente una superficie posta sul pavimento di una delle sale del palazzo e ricoperta da uno strato di polvere di fosforo, disegnando nuovi e indefiniti paesaggi. Infine, AES+F, collettivo russo composto da Tatiana Arzamasova, Lev Evzovich, Evgeny Svyatsky e Vladimir Fridkes, che nel 2015 vinse il Premio Pino Pascali, rappresenta con l’installazione Allegoria Sacra, un moderno purgatorio popolato da inquietanti sculture in movimento dalle fattezze umane, che raccontano in maniera destabilizzante il presente, stravolgendo la nostra percezione della realtà. (NG)












