-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
L’occasione è data dalla visita ufficiale della delegazione italiana – guidata dal Presidente del Consiglio Romano Prodi – in India. E segna il primo evento del progetto “Arte Italiana per il XXI secolo dalla Farnesina”, avviato dal Ministero degli Esteri per sostenere e promuovere gli artisti italiani delle ultime generazioni sul palcoscenico dell’arte contemporanea internazionale. Ma soprattutto è un’occasione unica per molti giovani artisti di presentarsi in uno dei palcoscenici emergenti a livello globale, caratterizzato da crescita economica a due cifre e da sempre crescente dinamismo culturale. Curata per la parte italiana da Lorenzo Canova in collaborazione con Maria Cristina Bastante, la mostra On the edge of vision – New idioms in indian & italian contemporary art presenta anche una selezione di artisti indiani, a cura di Rajeev Lochan, direttore della National Gallery of Modern Art di New Delhi. Una mostra concepita come un dialogo diviso in tre capitoli, la cui prima tranche sarà inaugurata da Prodi nel museo del Victoria Memorial di Calcutta, per poi passare nelle sedi della National Gallery of Modern Art di New Delhi e di Mumbai. Una quarantina gli artisti presenti, con opere diversificate a livello di ambito e di tecniche, dai dipinti alle installazioni, sculture, video e fotografie.
articoli correlati
Giovani artisti italiani in mostra in India. Tutta colpa di Marella e Cascino
Artisti italiani
Matteo Basilé, Angelo Bellobono, Maura Biava, Rossella Biscotti, Stefano Cagol, Maurizio Cannavacciuolo, Francesco Carone, Arturo Casanova, Gea Casolaro, Francesco Cervelli, Marco Colazzo, Alberto Di Fabio, Mauro Di Silvestre, Stefania Fabrizi, David Fagioli, Iaia Filiberti, Heinrich Gresbeck, Domenico Mangano, Luca Matti, Andrea Melloni, Luigi Mulas Debois, Adriano Nardi, Giorgio Ortona, Fabrizio Passarella, Piero Pompili, Arash Radpour, Antonio Riello, Federico Solmi, Carola Spadoni, Nicola Verlato
—
Artisti indiani
Karlo Antao, Jayashree Chakravarty, Jagdish Chander, Atul Dodia, Subodh Gupta, Sachin Karne, Veer Munshi, Pankaj Panwar, Sumedh Rajendran, Sudarshan Shetty, Vivan Sundram Riyas Komu, Chintan Upadhaya
—
Inaugurazione: lunedì 12 febbraio 2007 – ore 19.30
Victoria Memorial Hall – Calcutta
Part II: National Gallery of Modern Art – New Delhi, maggio 2007
Part III: National Gallery of Modern Art – Mumbai, settembre 2007
Info: 3385912482 – 3395853057 – italiaindiapress@gmail.com
[exibart]














ma come non ci è bastato il premio Furla? E Vascellari alla Biennale? bella lista di nomi, le solite figure di sterco. meno male per gli artisti che in italia, sbagliando (i critici e i curatori), non s’impara…
…meno bene che critici e curatori non paghino mai per le loro inettitudini.
povero andrea, brutta cosa non essere selezionati…
caro morimura con quei nomi, se mi avessero selezionato, in quanto artista non avrei partecipato. ma sono “solo” un oculato collezionista, che rileva come i critici e i curatori “italini” spendano tempo e risorse dietro nomi che non avranno futuro.
la mia non è un’opinione, ma una previsione realistica. auguro a tutti gli artisti sempre il meglio, ma inizio a chiedermi perchè debbano essere sempre loro a “pagare” per il loro modesto talento e non i critici e i curatori che li sostengono. i quali, in tutta tranquillità, invecchiano continuando a fare il male dell’italia, metre dovvrebbero affondare insieme agli artisti su cui, tempo addietro, hanno scommesso.
buon lavoro a tutti
In genere preferisco non rispondere alle affermazioni polemiche di bassa caratura, tuttavia nei commenti di “Andrea” si critica pesantemente e immeritatamente il lavoro di trenta artisti che ho invitato a partecipare a un progetto ampio e complesso e non posso accettare che vengano offesi da un anonimo con tanta arroganza, mi tocca scrivere una lunga risposta, anche se ho davvero poco tempo. Intanto qualcuno si chiede quali artisti colleziona Andrea, tanto per avere un’idea delle sue scelte “oculate”, anche se in tutta sincerità non lo conosco (forse) e m’interessa anche molto poco. Il progetto in India che il collezionista “oculato” liquida con tanta alterigia ha due anni di storia e una gestazione complessa e difficoltosa, si è sviluppato in collaborazione con Rajeev Lochan, direttore dei due più importanti musei dedicati all’arte moderna e contemporanea in India, a New Delhi e a Mumbai, che ha visionato una grande mole di materiale su moltissimi artisti. Questa mostra non nasce solo dalle mie (certamente personali e discutibili) scelte, ma, come accade spesso nei progetti internazionali, da una complessa discussione e in un certo senso, anche da una trattativa e da un confronto sugli obiettivi e sulle scelte della mostra. Del resto di progetti internazionali posso parlare con un minimo di sicurezza, visto che non è il primo che curo; in India, tra l’altro, è il secondo: nel 2005 abbiamo già presentato con grande successo (gli altri curatori erano Maurizio Calvesi e Renato Miracco) le opere della collezione Farnesina – che comprendevano i grandi artisti italiani dal secondo dopoguerra al 1970 – nelle sedi della National Gallery of Modern Art di New Delhi e di Mumbai, la mostra che si inaugura il 12 febbraio è in un certo senso figlia di quella di due anni fa. Questa ultima mostra nasce da una storia fatta di viaggi in India, di spedizioni e di visioni di cataloghi e di altri materiali, da una grande quantità di foto e di video visti e discussi con il curatore che ospiterà gli artisti italiani insieme agli artisti indiani. Alcuni artisti che io stesso avrei voluto invitare non sono stati selezionati, ma quelli invitati hanno tutta la mia stima e meritano il rispetto di tutti. In questa mostra ci sono molti artisti di diverse generazioni che espongono in grandi gallerie e musei internazionali, artisti che vivono e che stanno avendo successo a New York, Berlino, Amsterdam, Rotterdam, Tokyo, e in molte altre città fondamentali per l’arte mondiale, artisti che stanno ottenendo importanti riscontri in Italia e all’estero, che stanno portando avanti una ricerca di qualità che merita attenzione e, ripeto, rispetto, anche se a qualcuno, come sempre accade (è nella natura delle cose) possono non piacere. Personalmente ritengo che non siano assolutamente destinati ad affondare, ma che si stiano (a velocità diverse ma costanti) facendo valere con bravura. Se le cose dovessero prendere la piega fallimentare che Lei annuncia con molta sicumera, posso pagare io personalmente, e posso affondare io da solo, visto che gli artisti non lo meritano, del resto peso molto e ci metterei anche poco ad affondare. Però si ricordi che, nonostante la stazza, sono un ottimo nuotatore.
Caro Andrea,
Mi pare proprio che tu stia generalizzando. Mi rendo conto che in un commento non si può essere molto esaustivi ma sparare a zero su tutti gli artisti coinvolti e sull’insieme dei curatori italiani mi sembra un’esagerazione. Certo il fatto che tendi a individuare tutti i mali del sistema-arte italiano nell’operato dei curatori per certi versi mi lusinga. Si parla sempre più spesso di “dittatura” del collezionista, del publbico, dei musei, dele case d’asta… lasciando al curatore un ruolo marginale se no addirittura inutile. Ben vengano dunque simili polemiche! Significa che il curatore conta ancora qualcosa. Il mio entusiasmo è però ridimensionato dal fatto che il tuo giudizio mi pare davvero poco obiettivo. Sembra che tu no sia minimamente in grado di cogliere le distinzioni tra uno Scotini, un Fassi, uno Zanzchetta, un Beatrice e ci metto in mezzo pure il mio nome. Puoi considerare discutibili le scellte di Canova e della Bastante ma forse sarebbe stata utile una critica più costruttiva e motivata.
Caro “Andrea” la tua analisi rivela in pieno la tua stupidità!!!
E comunque se tu sei un collezzionista.. io sono Giulio Cesare..
Nessun collezionista esprimenebbe giudizii di cosi bassa lega che rivelano una totale assenza di equilibrio critico e nessun vago barlume d’intelligenza…
Andrea sei un povero frustrato
… con impotenza cronica!!!
caro andrea,
le sentenze che proferisci, peraltro non richieste, non meritano il tuo anonimato. La tua oculatezza, saggezza, preparazione e fermezza nell’affermare la verità e il futuro sono bene prezioso per tutti ma che così, scusami, trasmettono però solo livore, maleducazione e certamente non il rispetto che meriteresti o l’autorevolezza che ostenti.
Rispetto il tuo pensiero e per questo ti chiedo di illuminarci tutti con la tua “oculatezza” e poca “italinità” a rischio di “affondare” con tutti quelli che denigri…. che però, a differenza di quanto sei abituato a fare tu, si presentano da sempre con nome, cognome ed opere…. e questo merita rispetto anche se non stima professionale.
Grazie!
ma perchè gli date tutta st’importanza a st’andrea? ha detto un sacco di imbecillità alle quali è inutile proprio dare peso…”purchè se ne parli”…non gliele regalate tutte queste energie, lo fate solo contento, non ne vale la pena
il buon andrea non è rientrato nella selezione del furla, non andrà mai alla biennale e non è stato invitato per questa bella mostra di Canova in India. Se te rode mettiti a lavorare sodo, invece di sparare baggianate nel commentario.
Caro Andrea,saprò sopravvivere( lo faccio egregiamente anche se non italiota)senza talento e senza appartenere alla tua prestigiosa collezione.Un bacio affettuoso.
comunque, tanto per la precisione, le colpe sono tutte mie, ma i meriti della cura sono anche di Maria Cristina Bastante e, come ho già scritto, di Rajeev Lochan. In ogni caso, ora basta, il mio aereo parte tra poche ore, e se malauguratamente si dovesse inabissare vi consiglio di cominciare a trattare questo andrea con una certa deferenza, grazie a tutti e un caro saluto
Cosa aspetta andrea ad elencarci i nomi degli artisti raccolti nella sua collezione? Su, su…
davvero non pensavo di suscitare tante reazioni, e se ho inavvertitamente offeso qualcuno, me ne scuso sinceramente. tuttavia mi divertono le polemiche e ribadisco quanto affermato. sull’anonimato: la mia ispirata passione per l’arte mi spinge a custodirlo con prudenza, voi capirete, il grano è grano. di nuovo buon lavoro a tutti.
incredibile ma vero,se non ti piace girati,se non vuoi ballare non balli,ma se rosichi perchè non ti hanno chiamato…non ti chiameranno mai più!saluti a lorenzo,angelo,stefania,e a porcari baci.